MANOVRA, MOSCOVICI: “BOCCIATO DEFICIT AL 2,04%? IO FRAINTESO”/ Governo tira dritto, malumori M5s

Manovra, Moscovici boccia il deficit passa da 2,4% a 2,04%, poi dice “sono stato frainteso”: Di Maio: “Cambiano i decimali ma non la sostanza”. Ue, resta rischio procedura d’infrazione

12.12.2018, agg. il 13.12.2018 alle 21:36 - Dario D'Angelo
Commissione Ue-Governo Conte
Dialogo sulla Manovra: Moscovici, Dombrovkis, Juncker, Conte e Tria (LaPresse, 2018)

Il dialogo tra Italia e Unione Europea sulla manovra prosegue ma non mancano i malumori sull’operato del Governo Lega-Movimento 5 Stelle. Parte degli elettori di Carroccio e grillini non è per nulla soddisfatta del passo indietro dell’esecutivo di Giuseppe Conte sul deficit, passo dal 2,4 al 2,04 per cento, e sui social non mancano gli attacchi. E anche alcuni deputati non sembrano condividere la linea. Intervenuto ai microfoni de Il Fatto Quotidiano, il pentastellato Elio Lannutti ha evidenziato i rischi ai quali si va incontro: «Se fosse per me altro che 2,4, farei il 3%. Se scendiamo all’1,8%? Spero di no altrimenti ci sarà la rivoluzione davvero, altro che gilet gialli come in Francia». E le opposizioni sono sul piede di guerra, ecco le parole del dem Nicola Zingaretti: «Il Governo del fallimento smonta la #manovra. Per rientrare nel deficit del 2% rinviano reddito di cittadinanza e riforma Fornero con trucchetti da illusionista. Ora devono dire la verità, a partire da dove taglieranno i 6 o 7 miliardi per evitare la procedura di infrazione». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

RENZI: “GOVERNO DI CIALTRONI”

Moscovici ha bocciato la nostra Manovra anche dopo il passo indietro del Governo Conte? Assolutamente no, o almeno dice così (10 ore dopo la prima dichiarazione) il Commissario agli Affari Economici della Commissione Ue: «sono stato frainteso. Ho detto che bisogna fare degli sforzi, ma in che senso? Degli sforzi di dialogo, degli sforzi di discussione, non ho parlato di cifre. Non ho voluto parlare di uno sforzo di bilancio aggiuntivo, non parlo mai di cifre, salvo che nella discussione. Ho parlato di uno sforzo di comprensione, di chiarimento e ho detto che siamo in un lavoro che è intenso, costruttivo e positivo. E che non desideriamo arrivare alla procedura, che dobbiamo preparare ma che non è la nostra prospettiva». Nello specifico, Moscovici si “difende” dicendo che quel «non ci siamo ancora», significava semplicemente «vuol dire che non abbiamo ancora concluso la discussione. Niente di più. Rispetto lo sforzo fatto dal governo italiano, ho partecipato a questo momento ieri che è stato estremamente costruttivo. Abbiamo fatto un buon progresso e salutiamo con favore le proposte. Resta del lavoro tecnico da fare, con la volontà condivisa di arrivare ad una posizione comune. Lavoriamo e continuiamo a lavorare». Chi invece non ritratta la sua posizione è Matteo Renzi che contro il Governo si scaglia ancora una volta dopo il “passo indietro” della Manovra: «Di Maio e Salvini hanno fatto una figuraccia. Ma ora dico all’Europa di accettare il deficit al 2,04% e non aprire la procedura d’infrazione», spiega presentando il suo documentario “Firenze secondo me” che andrà in onda sabato sera su “Nove”. (agg. di Niccolò Magnani)

DI MAIO: “CAMBIANO I DECIMALI MA NON LA SOSTANZA”

Ue e Moscovici in pressing sull’Italia: attese novità sul fronte manovra, con il governo che non molla. Pochi minuti fa è giunta la presa di posizione del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio: «Questi giorni per l’Italia sono molto importanti. Stiamo portando a casa una manovra che punta sullo sviluppo e, allo stesso tempo, tampona l’emergenza sociale. Per fare queste cose non abbiamo aspettato che le piazze si riempissero di milioni di persone come è successo in Francia, ma abbiamo agito immediatamente. E di questo sono orgoglioso. La trattativa va avanti, cambiano i decimali, ma non cambia la sostanza». Prosegue il leader M5s su Facebook: «Le misure fondamentali della manovra restano tutte: blocco dell’aumento Iva che avrebbe frenato i consumi e che da sola ci costa 12 miliardi, l’aumento delle pensioni minime e di invalidità, lo smantellamento della Riforma Fornero con quota 100, ovviamente il Reddito di Cittadinanza mantenendo invariata la platea e la somma erogata che resta 780 euro». E aggiunge: «Gli aggiustamenti di bilancio presentati ieri a Bruxelles dal nostro presidente Conte permettono peró di evitare la procedura d’infrazione e di abbassare lo spread: gli effetti si vedono già da questa mattina. Ieri a cena Giuseppe era soddisfatto, sa che sta facendo quello che è giusto senza tradire gli impegni che abbiamo preso in campagna elettorale. Stateci vicino. Uniti si vince». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

M5S RESISTE SUL REDDITO DI CITTADINANZA

Secondo quanto riportato dalla Commissione Bilancio del Senato, sono circa 4mila gli emendamenti presentati in maniera definitiva per la Manovra di Bilancio: il Movimento 5 Stelle ha depositato circa 200 proposte, praticamente gli stessi anche dalla Lega mentre solo 1000 arrivano dal Partito Democratico. Per il Partito della Meloni sono circa 444 gli emendamenti proposti, il resto dagli altri gruppi parlamentari: domani alle ore 15 partirà l’esame delle proposte di modifica che poi andrà avanti per tutto il fine settimana. Ovviamente il pacchetto degli emendamenti presentati dal Governo sono il frutto delle discussioni e proposte mostrate nel dialogo con Moscovici e la Commissione Ue degli scorsi giorni: ricordiamo che entro il 19 dicembre il Governo dovrà presentare a Bruxelles un nuovo Dpb con le modifiche che recepiscono l’intesa con l’Europa e correggono i saldi, riducendo il deficit. Nel frattempo, fonti del Movimento 5 stelle rilasciate all’Ansa spiegano «Dal punto di vista del decreto sul reddito di cittadinanza non c’è stata alcuna variazione, solo un aggiustamento tecnico/statistico». In poche parole garantiscono una riduzione della platea e delle cifre assai limitata, con il 90% che comunque ne beneficerà:  la platea degli aventi diritto al sussidio resta sopra i 5 milioni di individui. (agg. di Niccolò Magnani)

IRA FORZA ITALIA-FDI CONTRO IL GOVERNO CONTE

Da un lato l’Europa che con Moscovici tentenna e dice «va bene, ma non del tutto», dall’altro il Governo italiano che sulla Manovra si gioca la faccia (e forse la stessa maggioranza) che incassa e afferma con i vicepremier «avanti così, compatti con Conte»: in mezzo l’Italia, con le opposizioni che faticano a star dietro al “ritmo” politico e continuano ad attaccare a testa bassa contro i gialloverdi che però mantengono alto il consenso (almeno Salvini, Di Maio invece attesta un costante ma lento calo). «Sono ormai un ricordo sbiadito le immagini di Luigi Di Maio trionfante sul balcone di Palazzo Chigi, dal quale annunciava di aver convinto il suo ministro dell’economia a scrivere su carta “2,4 per cento”. Il capo del M5S ha portato il governo italiano alla stessa umiliazione subita tre anni fa dalla Grecia, con Tsipras costretto a rimangiarsi le promesse agli elettori accettando condizioni peggiori di quelle che avrebbe potuto strappare qualche mese prima», attacca in una nota Mara Carfagna (Forza Italia). Secondo la vicepresidente della Camera, «se l’Italia avesse presentato una manovra con meno tasse, più investimenti e più crescita, Bruxelles non avrebbe potuto bacchettarci. Se porti il reddito di cittadinanza, sei il governo che blocca la Tav, fai scappare gli investitori e calare il Pil, vieni trattato di conseguenza”. Salvini e la Lega siano consapevoli che è ora di cestinare la cosiddetta manovra del popolo». Negativo il commento anche del terzo alleato nel Centrodestra, Giorgia Meloni: «C’è il Parmigiano e c’è il Parmesan. E c’è un Governo che annuncia un #deficit al 2,4 % ma poi concorda con Bruxelles un 2,04%. Tanto il suono è simile. Diabolici!».

DI MAIO-SALVINI: “MANTERREMO GLI IMPEGNI”

La nuova Manovra è stata presentata nella serata di ieri a Bruxelles. Il governo italiano, dopo settimane di consultazioni, ha ridotto il rapporto fra il debito pubblico e il prodotto interno lordo, fissandolo al 2.04%. Un nuovo “numero magico”, che comunque non disdice l’impegno preso dal governo con gli elettori, come ha spiegato il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e come hanno ribadito e confermato i due ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio: «Continuiamo a sostenere con convinzione la nostra proposta – dicono i due vicepremier – piena fiducia nel lavoro di Conte. Siamo persone di buon senso e soprattutto teniamo fede a ciò che avevamo promesso ai cittadini, mantenendo reddito di cittadinanza e quota 100 invariati. Manterremo tutti gli impegni presi, dal lavoro alla sicurezza, dalla salute alle pensioni senza penalizzazioni, dai risarcimenti ai truffati delle banche al sostegno alle imprese». Sulla vicenda si è espresso anche il commissario UE, Pierre Moscovici, che per ora non sembra aver accolto in maniera positiva le modifiche alla manovra: qui sotto potete leggere le sue dichiarazioni in merito. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MANOVRA: MOSCOVICI INSODDISFATTO

Sebbene alcuni membri della Commissione ieri abbiano ammesso che la direzione portata dalla Manovra italiana era finalmente quella giusta, oggi arriva la stangata di Pierre Moscovici ormai vero “spauracchio” e sicuramente peggior “amico” del Governo Conte: «È un passo nella giusta direzione, ma ancora non ci siamo, ci sono ancora dei passi da fare, forse da entrambe le parti», spiega da Bruxelles il Commissario Ue per gli Affari Economici dopo i tentativi di apertura del Governo Conte nelle scorse ore durante il vertice comunque positivo con il Presidente Juncker. Insomma, l’impressione è che la proposta del governo italiano di passare dal deficit a 2,4% fino all’attuale 2,04% possa andar bene in termini di cifre ma non convinca appieno per i contenuti di quel deficit creato. Va detto che per ora se la Commissione Ue non “apprezza appieno”, c’è uno spread che invece sembra confermare positivamente le mosse del Governo gialloverde: dopo la modifica sulla Manovra di ieri, le cifre stamani sono in caduta libera nel differenziale tra il Btp italiano e il Bund tedesco, ora a quota 266 dopo la chiusura di ieri a 273 punti base. (agg. di Niccolò Magnani)

CONTE A CENA CON SALVINI E DI MAIO

Il nuovo numero magico della manovra è il 2.04. E’ questo infatti il rapporto fra il prodotto interno lordo e il deficit, che scende così di 0.36 punti dal vecchio 2.4%. L’esecutivo ha lavorato senza sosta in queste ultime settimane per cercare di riscrivere la manovra secondo i dettami dell’Unione Europea, arrivando così alla soluzione di abbassare il famoso rapporto di cui sopra, salvando comunque quota 100 e reddito di cittadinanza, come ha spiegato il premier Conte nelle scorse ore. Giornata intensa quella di ieri per il presidente del consiglio, che dopo la colazione con Mattarella è volato a Bruxelles per presentare appunto le nuove riforme a Juncker, ed è quindi rientrato a Roma per una cena “d’emergenza” con i vice premier Salvini e Di Maio. Al termine del meeting nessuno dei tre ha voluto intrattenersi con i giornalisti, anche se Conte ha assicurato che non vi sarà alcun vertice nella giornata di oggi, aggiungendo un “vediamo” ad una domanda sui tempi per un’eventuale intesa. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MANOVRA, CONTE “NESSUN TRADIMENTO”

Alla fine la “quadra” è stata trovata al 2,04%. Questo è il punto di caduta del governo sul deficit della Manovra presentata a Bruxelles dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: non l’1,8-1,9% richiesto dalla Commissione Ue, ma neanche il 2,4% che ha portato l’Italia sull’orlo di una procedura d’infrazione. Il premier ha voluto sottolineare che “le relazioni tecniche hanno consentito un margine di negoziazione per recuperare risorse per negoziare ora con la Commissione“. Un modo per sottolineare il concetto che a più riprese Conte ha tenuto a ribadire:”Non tradiamo affatto la fiducia degli italiani, rispettiamo gli impegni presi in particolare sulle riforme che hanno maggiore impatto sociale“: tradotto, reddito di cittadinanza e quota 100 restano. Ora la palla passa alla Commissione, chiamata a studiare le carte e a comprendere se i conti tornano. Rispetto a qualche giorno fa filtra un briciolo di ottimismo in più sulla possibilità di evitare la procedura d’infrazione. Per la prima volta dalla Commissione è arrivato un parere positivo: “Ci sono buoni progressi“.

MANOVRA, PROCEDURA D’INFRAZIONE EVITATA? L’INCOGNITA DEI “FALCHI”

Al netto dell’ottimismo ventilato da Conte dopo l’incontro con Juncker il rischio di apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sussiste. Certo, visto il caos in Francia coi gilet gialli e il fronte aperto della Brexit, a palazzo Berlaymont non muoiono dalla voglia di dare inizio ad un nuovo scontro con un Paese fondatore come l’Italia ma, come spiegato dall’Huffington Post, la partita diventa adesso politica. Bisogna infatti convincere i “falchi” d’Europa: Paesi come Austria, Olanda, Finlandia, furiosi per le continue concessioni fatte a Roma. Una prima impressione sull’aria che tira si avrà già domani, quando i leader europei si ritroveranno a Bruxelles per il Consiglio europeo di fine anno. Conte si dice fiducioso:”Evitare la procedura? Sto lavorando per questo: sono molto ambizioso, non mi sarei seduto al tavolo per risultato minore“. A decidere, però, più che la Commissione in quanto istituzione, sarà l’Europa in quanto insieme di Stati.

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