DIETRO LE QUINTE/ Deficit al 2,04%, la manovra anti-Lega di Juncker e Conte

A Bruxelles si studia come “normalizzare” M5s e i lavori, con l’aiuto di Conte, sono a buon punto. Nel mirino c’è infatti Quota 100 e la Lega.

13.12.2018, agg. alle 13:56 - Dino Iamasvili
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea (LaPresse)

Notiziona. La Commissione europea ed in particolare il suo presidente Juncker fanno il tifo per il Movimento 5 Stelle. Ed in particolare per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che reputano il solo in grado di far digerire a Salvini di spalmare il provvedimento cosiddetto “quota 100” in modo tale da ritenerlo inoffensivo. Già perché per gli euroburocrati il vero nemico è Salvini. Ed allora a Bruxelles ci si affretta a preparare una casa a misura di grillini in modo che il partito dei cittadini entri “nel sistema”, separando il suo destino dai “populisti nazionalisti”, dalla Le Pen a Salvini appunto.

Ci lavora da tempo il potente capo di Gabinetto di Juncker, il tedesco Martin Selmayr, che con pazienza tesse la tela con verdi e liberali per assicurare alla futura Commissione una maggioranza europeista, aggiungendo questi gruppi alla coalizione di popolari e socialisti. Perché i numeri tornino il Movimento 5 Stelle italiano deve trovare spazio in una delle due formazioni, sfruttando la vena ambientalista per creare una liason con i verdi o quella per la trasparenza tipica anche dei liberali europei.

Ma per ottenere questo risultato bisogna salvare il soldato Conte a cui viene proposto una sorta di trucco contabile con cui salvare la faccia: dal tanto agognato 2,4 di rapporto deficit/Pil al 2,04 che suona quasi irridente rispetto ai “boia chi molla” del trinariciuto leader ex-padano. La preoccupazione sui “numerini” tuttavia era stata espressa anche da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, nel corso della colazione al Quirinale con il premier Conte e diversi ministri, parlando della trattativa del governo con la Commissione europea aveva auspicato che si potesse trovare un accordo, perché la procedura d’infrazione rischierebbe di creare problemi pesanti all’economia del Paese. L’auspicio di Mattarella è stato condiviso dai presenti. Si è anche parlato di bilancio Ue, con un allarme su alcune proposte di riforma dei meccanismi che potrebbero danneggiare in futuro l’Italia. Una conversazione tra europeisti insomma, propedeutica alla ciambella di salvataggio lanciata da Juncker nel pomeriggio.

Di questo tentativo di “normalizzare” i 5 Stelle è stato informato per le vie brevi (Antonio Tajani) Silvio Berlusconi che in serata, presentando l’ennesimo libro di Vespa, ha sparato a palle incatenate sui grillini, ben sapendo che il loro ingresso nel salotto buono della politica europea significherebbe il tramonto di un ipotetico governo di centrodestra in cui Forza Italia potrebbe essere chiamata a fare da garante del rissoso Matteo Salvini.

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