Tagli Quota 100 e Reddito: le misure nel Maxiemendamento/ Manovra: appalti Pa, buche Roma e femminicidio

Maxiemendamento, tutte le misure nella Manovra di Bilancio votate in Senato: tagli a Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, pensioni d’oro, webtax, Iva e “saldo-stralcio” cartelle

23.12.2018, agg. alle 15:03 - Niccolò Magnani
Conte, Tria e Giorgetti
Conte, Tria e Giorgetti al Senato (LaPresse, 2018)

Dopo le forti polemiche tra il Sindaco della Capitale Virginia Raggi e il Ministro Trenta, nel Maxiemendamento rispunta la voce sulle buche di Roma con alcuni aiuti stanziati nella Manovra (qualora anche alla Camera fosse tutto confermato con l’ultima votazione di fiducia): arrivano 145 milioni di euro in tre anni per la metropolitana di Roma mentre saranno 60 milioni in due anni (con altri 5, pare, per l’acquisto di mezzi adatti ai lavori) per l’intero rifacimento del manto stradale. Per quanto riguarda la dotazione nello specifico per ripianare le buche che funestano l’asfalto della Capitale, la Manovra gialloverde ha stanziato 40 milioni di euro per il 2019 e la metà per l’anno seguente. Dopo l’appello di Mattarella durante l’ultima giornata nazionale contro la violenza sulle donne, viene confermato il fondo per le vittime di femminicidio: non 12 come pareva in un primo tempo, ma con l’aumento di 5 milioni di euro in più rispetto agli attuali previsti. Passa l’emendamento della Lega che voleva più risorse per le vittime delle violenze domestiche ma ritoccando al ribasso le cifre; come spiega l’Ansa, «Restano i 2 milioni per le borse di studio per gli orfani di crimini domestici mentre si riducono da 10 a 3 milioni i fondi a sostegno delle famiglie affidatarie».

APPALTI E FLAT TAX

Secondo il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, da marzo partirà ufficialmente il Reddito di Cittadinanza mentre da febbraio-marzo la Quota 100: i tagli contenuti nel Maxiemendamento rimangono ma vengono spiegati dal Governo gialloverde come «necessari» laddove inizieranno più tardi e non varranno da subito come invece inizialmente proposto. Proseguendo su altre misure inserite nella Manovra ora diretta alla Camera per il prossimo 28 dicembre, passa la doppia soglia per gli affidamenti degli appalti senza gara: «per l’anno 2019, nelle more di una complessiva revisione del codice degli appalti, la Pubblica amministrazione potrà affidare lavori senza gara d’appalto nelle opere di importo compreso tra 40mila e 150mila euro». Tra i 150mila e i 350mila euro sarà invece possibile procedere senza appalti «previa consultazione di tre o più operatori economici». Interessante invece le novità sulla Flat Tax, la misura fortemente voluta dalla Lega e dall’intero centrodestra prima delle Elezioni Politiche: la tassa “piatta” al 7% è prevista per tutti i pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni che scelgano di venire-tornare nei piccoli Comuni sotto i 20mila abitanti di Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. Una sorta di tassazione “modello Portogallo” per favorire il ritorno in Sud Italia, con le entrate destinate «all’istituzione di poli universitari tecnico-scientifici nel Mezzogiorno», si legge nel Maxiemendamento.

MANOVRA PASSATA AL SENATO: TAGLI A REDDITO E QUOTA 100

Il voto di fiducia è passato, la bagarre al Senato è stata tremenda ma la Manovra ora vola spedita verso la terza lettura alla Camera prevista in tempi strettissimi il prossimo 28 dicembre: col Maxiemendamento presentato (e ancora una volta modificato in Commissione Bilancio) a Palazzo Madama, il Governo Lega-M5s ha ottenuto la possibilità di arrivare a chiudere la “partita” probabilmente in tempi rapidi, in vista della mannaia del 31 dicembre quando scatterà l’esercizio provvisorio se l’Italia non approva la Manovra di Bilancio. Il problema è il “come” ha ottenuto tutto ciò, con un Maxiemendamento che di fatto sostituisce l’intera Manovra votata alla Camera due settimane fa, con strascichi pesanti sia nei rapporti in Aula (ieri infernali) e sia tra Lega e M5s con diverse “rivedute” al ribasso nelle due misure bandiera della Manovra. Per capire le varie misure approvate in Senato con il Maxiemendamento, partiamo dal Reddito di Cittadinanza dove saranno 7,1 miliardi (e non gli iniziali 19 come voleva il M5s) i soldi destinati alla misura di assistenza alla disoccupazione, con i beneficiari che saranno circa 5 milioni di italiani e per 9 mesi di finanziamento e non 12. Nel 2020 e nel 2021 la quota per il Reddito di Cittadinanza sarà inferiore (945 milioni l’anno prossimo e 683 milioni nel 2021) visto che non ci sarà più il miliardo iniziale per avviare i centri per l’impiego. Per quanto riguarda invece la Quota 100, la riforma pensioni del Governo gialloverde si taglia al ribasso da 6,7 a “soli” 4 miliardi di euro, con la copertura che passa a 8 miliardi nel 2020 e 7 nel 2021.

TUTTE LE ALTRE MISURE DEL MAXIEMENDAMENTO

Per quanto riguarda invece tutte le altre principali misure contenute nel Maxiemendamento votato al Senato nella Manovra di Bilancio, molto viene confermato di quanto già proposto soli due giorni fa prima dei diversi rinvii in Parlamento: taglio delle pensioni d’oro (Il prelievo di solidarietà, per cinque anni, riguarderà gli assegni superiori a 100mila euro, qui tutti i dettagli), “saldo e stralcio” delle cartelle esattoriali tra 2000 e 2017 per chi è in “difficoltà economica” con Isee entro i 20mila euro. Poi ancora, disinnescate per il 2019 le clausole di salvaguardia sugli aumenti Iva (ma attenzione perché si alzano le cifre per evitarle nel 2020 e 2021), Webtax al 3% per le imprese con ricavi oltre 550 milioni, proroga delle concessioni in spiaggia per 15 anni (con esclusione dalla Direttiva Bolkenstein) e la norma che ha fatto infuriare i tassisti, visto che la misura per gli NCC (autisti a noleggio) viene stralciata per mancanza di copertura. In pillole, si ritrova il fondo disabili da 5 milioni di euro, stop alle rivalutazioni delle pensioni a partire da 1521 euro, ritoccato il Preu al rialzo (tassa sui giochi) e no Bonus Ires per gli enti no profit con aliquota che sale dal 12 al 24%.

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