Alessandro Di Battista “torno a casa per difendermi da stronzate”/ Video, da Guatemala a Di Maio: svolta M5s?

Alessandro Di Battista torna a casa: “devo difendermi dalle stronzate scritte su di me. Vedrò Di Maio, lui come un fratello”. M5s alla vigilia di una svolta?

24.12.2018 - Niccolò Magnani
Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista (LaPresse, 2018)

Il grande ritorno per una possibile svolta nel 2019 all’interno del Movimento 5 Stelle: ovviamente Alessandro Di Battista tutto questo non lo dice nel lungo video postato nelle scorse ore dove di fatto annuncia il ritorno in Italia dopo 9 mesi di viaggio in Guatemala e Sud America. Un percorso ricco di reportage (per il Fatto Quotidiano, ma non solo) e documentari, esperienze di vita in famiglia (sempre presente i fedelissimi Sahra e Andrea) ma anche giudizi alquanto piccati sulla situazione anche interna al M5s, “ovattatati” dalla distanza siderale della sua persona rispetto all’Italia. Tutto questo fino ad oggi, dove il ritorno del “Dibba” viene visto dall’ala più nostalgica dei primi meet up grillini come l’arrivo del vero “salvatore della patria” che non si è sporcato le mani con l’alleanza difficile con Salvini (anzi, l’ha sempre punzecchiato anche dal Guatemala) e che potrebbe avere lo status del leader, molto più dell’attuale Luigi Di Maio. «Dopo 16.718 km in bus (più altri su varie imbarcazioni), con qualche kg in meno noi due e qualcuno in più Andrea, dopo aver visitato 9 paesi, scritto reportage, girato documentari, dopo aver vissuto per 7 mesi la vita che sognavamo per nostro figlio… torniamo a casa. Un saluto e un augurio di Buon Natale a tutti quanti!», scrive su Facebook a corredo di un video in cui annuncia qualche “anticipazione” per le prossime settimane di intensa attività politica.

DI BATTISTA: “VEDRÒ SUBITO DI MAIO, COME UN FRATELLO”

«Con Luigi, che è come un fratello per me, parleremo, e vedremo il da farsi. Mi tocca tornare anche un po’ per difendermi dalle stronzate che scrivono su di me», spiega Di Battista nell’ultimo video dal Guatemala, lanciando l’ennesima bordata contro la stampa italiana rea di “interpretare” le idee del Dibba e di metterlo in contrapposizione col Ministro del Lavoro. «In sette mesi di viaggio ho speso circa 19mila euro, compresi biglietti e regali, se fossimo rimasti a Roma, per l’affitto, in sei mesi ne avremmo spesi 9.600, spese escluse. Grazie a Dio questi soldi li abbiamo avuti, ce li siamo guadagnati facendo un sacco di inchieste. Siamo riusciti a spendere poco grazie alle tantissime persone che ci hanno ospitato, più di 50 persone in tre mesi», descrive ancora l’ex parlamentare grillino, pronto al ritorno in politica a tutti gli effetti. Se dentro o fuori dal Governo, questo, è ancora di impossibile previsione. Per ora.



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