REDDITO DI CITTADINANZA 2019, ANCORA SCONTRO LEGA-M5S/ Salvini, “paletti contro i furbetti”: il ‘nodo’ imprese

Reddito di Cittadinanza 2019: ecco come sarà la misura M5s, inizio e domande di adesione. Di Maio spinge per iniziare ad aprile, la Lega vuole il modello Lombardia

24.12.2018, agg. alle 16:19 - Niccolò Magnani
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Reddito di Cittadinanza M5s, Luigi Di Maio (LaPresse)

La Lega punta “dritto” al nodo delle imprese per provare a convincere i Cinque Stelle anche se non sarà facile: la proposta di Siri sul Reddito di Cittadinanza è stata immediatamente bocciata dall’economista-consigliere di Di Maio, il professor Tridico (autentico uomo-ombra della misura voluta dal Movimento 5 Stelle) bollandola addirittura come “caporalato”. Eppure il modello proposta dai leghisti potrebbe avere anche una sua motivazione concreta e intelligente: visto che al momento, se anche tutto andrà come previsto, il vero nodo della ricerca del lavoro graverà sui 1000 “navigator” da assumere per connettere le relazioni tra aziende e disoccupati, provare a immettere direttamente le imprese nel Reddito potrebbe non essere un’idea stupida. Dare 780 euro al datore di lavoro che assume un disoccupato e lo forma in azienda (pagando poi direttamente il lavoratore con quei 780 euro) potrebbe risolvere il problema di ricerca e prevedibile lentezza nel reperire offerte di lavoro immediate: per ora il M5s esclude assolutamente la misura “proposta” dalla Lega, ma è lo stesso Salvini a ricordare come ad oggi quel Reddito andrà comunque normato diversamente. «Lo strumento dovrebbe modellarsi come quello della Regione Lombardia, un inserimento vero al lavoro vero. I risultati positivi raggiunti in Lombardia spero possano essere raggiunti in tutta Italia. Stiamo mettendo paletti per evitare i furbetti, questo è quello che mi interessa, che non finiscano soldi nelle tasche di chi fa lavoro nero e frega il prossimo. Se riusciremo a reinserire alcuni dei 5 milioni di italiani che il lavoro non ce l’hanno, vorrà dire che la manovra e’ giusta», spiega da Milano il leader leghista.

REDDITO DI CITTADINANZA 2019: QUANDO PARTE?

Questa mattina il Fatto Quotidiano ha fatto quello che al momento neanche il Governo ha espresso con “chiarezza”, ovvero ha esposto i dettagli del Reddito di Cittadinanza 2019 “tagliato” nei costi nell’ultimo Maxiemendamento passato al Senato e ora in attesa di votazione alla Camera dei Deputati. La Manovra di Bilancio del Governo M5s-Lega ha espresso – salvo modifiche dell’ultim’ora – un costo complessivo di 7,1 miliardi di euro di cui uno da destinare alla riforma dei centri di impiego: si parte l’8 gennaio (ma forse anche dal 15) per mettere in piedi in pochissimo tempo una piena ristrutturazione dei centri locali statali per il collocamento al lavoro. Da quel momento sono circa 4 i mesi per poter mettere in pista la piena “rivoluzione” dei centri per l’impiego, specifica il Fatto Quotidiano: a quel punto, se le scadenze saranno rispettate, la prima rata del Reddito verrà erogata un mese prima delle Elezioni Europee (si vota tra il 23 e il 26 maggio). Di Maio ieri su Facebook aveva lanciato la promessa di un Reddito in partenza da marzo, ma sarà molto più probabilmente aprile il mese in cui la misura più discussa di questa Manovra varcherà i confini della realtà fattiva per comprenderne meglio i meccanismi, finora ancora piuttosto “oscuri”.

LA LEGA “PUNTA” AL MODELLO LOMBARDIA

Il vero nodo ancora in campo che distanza la maggioranza riguarda però le imprese: per la Lega – con l’esponente Armando Siri (sottosegretario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) su tutti – il Reddito di Cittadinanza andrebbe girato alle imprese che scelgono di assumere lavoratori meno qualificati e si fanno così carico della loro formazione. Per il M5s invece tale proposta viene per ora bocciata e addirittura bollata come “caporalato”; non solo, la Lega richiede a Di Maio che non vi sia un identico sussidio tra Nord e Sud e propongono il “modello Lombardia”, dove già esiste il Reddito di Autonomia. Come riporta il Tg Com24, tale misura regionale è un aiuto che si estende dai ticket sanitari fino al bonus bebè, dal Progetto di inserimento lavorativo fino al bonus scuola e bonus famiglie: insomma, la Lega spinge affinché sia eliminato ogni singolo rimasuglio di “intervento assistenziale”, ritenendo che al Sud la misura del Reddito di Cittadinanza potrebbe essere vista, se rimanesse così come ipotizzato dal M5s, come un minore incentivo a ricercare lavoro. Per quanto riguarda le domande per il Reddito di Cittadinanza, per il Fatto Quotidiano «Chi vorrà chiedere il sussidio dovrà presentare richiesta su un portale web dedicato attraverso gli uffici postali». A valutare ogni requisito dovrà essere però l’Inps: chi supererà il vaglio allora potrebbe veder arrivare il 27 aprile il primo assegno, proprio nello stesso giorno della consegna degli stipendi. Dopo tre rifiuti di offerte di lavoro, il Reddito di Cittadinanza sarà annullato anche se ancora bisogna stabilire quali siano i requisiti geografici sulla distanza massima tra luogo di residenza e impiego.

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