GIUSEPPE CONTE, CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO/ Dietrofront sul rimpasto

Conferenza stampa di fine anno del Premier Giuseppe Conte: ultime notizie e diretta streaming. “Escludo l’aumento dell’Iva. Autonomia? A febbraio il negoziato”

28.12.2018, agg. alle 21:07 - Niccolò Magnani
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio (LaPresse)

In una giornata intensa, segnata dalle dichiarazioni di fine anno, il Premier Antonio Conte ha fatto dietrofront sull’ipotesi rimpasto di Governo, sul quale aveva ipotizzato un’apertura. Conte aveva infatti sottolineato come l’ipotesi del rimpasto fosse possibile, “auspicando però che sia una decisione condivisa e non destabilizzante per l’esperienza di Governo”. Forse un’ammissione impulsiva, visto che successivamente Conte ha sottolineato di ritenere improbabile il rimpasto, di fatto facendo dietrofront sull’apertura di poche ore prima. Sembra chiaro che con tante situazioni rimaste in sospeso in questo 2018 per il Governo Gialloverde, per Conte le certezze non sono di certo abbondanti, e su alcune dichiarazioni poteva forse essere condivisibile maggiore prudenza. (agg. di Fabio Belli)

“MANOVRA NON SCRITTA DA UE”

Diverse rivendicazioni e qualche scusa che fa a nome personale oppure di tutto l’esecutivo: la prima conferenza stampa di fine anno del premier Giuseppe Conte è l’occasione non solo per parlare della Manovra oggi all’esame alla Camera e sulla quale è stata posta la questione di fiducia, ma pure degli altri provvedimenti adottati nei suoi primi mesi di vita dal Governo del cambiamento. Uno dei punti sui quali il premier è stato molto chiaro, uno dei denti su cui batte più insistentemente la lingua dell’opposizione, è stato il fatto che la Legge di Bilancio non è stata affatto scritta dalla UE a Bruxelles, ma anzi a suo dire è la prima interamente made in Italy: “L’opposizione accarezza questa idea ma non è affatto vero” ha protestato il Primo Ministro che poi ha spiegato come mai non ci saranno più tasse per i cittadini, entrando però in polemica con i sindacati di categoria in merito alla riduzione di alcune pensioni. (agg. di R G. Flore)

A FEBBRAIO IL NEGOZIATO PER AUTONOMIA DELLE REGIONI

Giuseppe Conte a tutto tondo nella conferenza stampa di fine anno, con il premier che ha parlato anche della riforma per una maggiore autonomia delle Regioni: «Lo Stato non trasferirà tutte le competenze, specie quelle che sono di sua prerogativa. Livelli essenziali dei servizi saranno garantiti a tutto il Paese, io sono garante del progetto e della coesione nazionale e sociale». Prosegue il presidente del Consiglio a proposito delle tappe: «Fino a metà febbraio per riflessioni interne a livello statale, poi con il mandato che possiedo, negozierò con i governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Poi ci sarà una legge votata a maggioranza assoluta in Parlamento». Poi il premier ha parlato delle prossime elezioni Europee: «E’ un’esperienza meravigliosa, ma resterò cinque anni e poi libererò la poltrona. Alle Europee non farà campagna elettorale». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MANOVRA: “PENSIONATI ZITTI CON FORNERO”

Nella conferenza stampa di fine anno, mentre intanto alla Camera va in scena la bagarre tra i deputati in merito all’approvazione entro la fatidica deadline della Manovra finanziaria, il premier Conte ha parlato non solo della Legge di Bilancio per il 2019 ma ha pure commentato la mobilitazione dei pensionati, in piazza dopo il taglio della rivalutazione delle pensioni medie, ovvero quello che partono da 1500 euro lordi. Il Primo Ministro, infatti, ha replicato alle accuse dei sindacati di categoria che parlavano di un Governo che li usa alla stregua di un Bancomat, spiegando che “protestano per pochi euro, quando invece con la Fornero restarono in silenzio”. Non solo dato che Conte ha pure aggiunto che nemmeno l’avaro di Molière si accorgerebbe della mancanza di qualche euro al mese, sottolineando come la differenza sia impercettibile. “Facciano la loro protesta in strada ma non c’è alcun attentato alle pensioni” ha tagliato corto il premier, pur scatenando la controreplica delle opposizioni che lo paragonano alla regina Maria Antonietta di Francia quando si rivolgeva sprezzante al suo popolo. (agg. di R. G. Flore)

“NO AUMENTO VIVA 2020-21″

«Non vorrei che fosse trascurato il fatto che in pochi mesi abbiamo dovuto recuperare 12,5 miliardi di euro per neutralizzare l’incremento dell’Iva. Continueremo nel 2020 e 2021 con questa modalità»: in questo modo aveva aperto la conferenza stampa di fine anno, mentre lo stesso Premier Conte ha chiosato con una riflessione sul mancato dibattito in Parlamento per la Manovra di Bilancio, «di certo non ideale la poca discussione, ma i tempi erano stretti e non per colpa nostra». Altra ammissione del Presidente del Consiglio riguarda la norma Ires (ieri comunque c’è stato il dietrofront dell’intero triumvirato di Governo, contro la loro stessa Sottosegretario al Mef Laura Castelli), «Devo assumermi le responsabilità sull’Ires al Terzo Settore, stavamo vagliando le ipotesi per recuperare dei fondi e questa soluzione mi era sembrata plausibile valutandola insieme ad altre misure per il non profit, al quale abbiamo dedicato un codice con un regime di agevolazioni varie. In effetti poi abbiamo valutato meglio, e d’accordo con Di Maio e Salvini abbiamo pensato che da gennaio raccoglieremo meglio le istanze del terzo settore e cercheremo di calibrare meglio l’intervento correttivo». Ultimo spunto utile riguarda il sempre caldissimo nodo della Tav, con il Premier Conte che chiarisce: «Seguo un metodo molto trasparente per Tap, Terzo Valico e anche per la Tav, questo governo valuta le grandi opere e realizzerà è un piano infrastrutturale poderoso. Il gasdotto Tap lo abbiamo sbloccato dopo una puntigliosa analisi dei procedimenti amministrativi. La Torino-Lione è ancora nell’ambito di una procedura istruttoria. A fine dicembre la commissione dei tecnici consegnerà i risultati dell’istruttoria. Infine andremo sul territorio e prima delle europee il governo comunicherà in modo trasparente la decisione». Alle 13 la chiusura della conferenza e l’augurio per un nuovo 2019, in attesa che venga messa la parola fine definitivamente alla Legge di Bilancio.

“NON ESCLUDO IL RIMPASTO”

«Rimpasto di Governo? Al momento si tratta di un periodo ipotetico del quarto grado. Semmai l’esigenza maturerà in seno a una delle forze politiche e verrà comunicata all’altra. Auspico che sia condivisa e che non destabilizzi l’esperienza di governo»: Conte non esclude perciò un possibile “rimpasto” all’interno dell’esecutivo gialloverde, rispondendo alle varie domande della conferenza stampa di fine anno. Tematiche svariate, ma la Manovra è ovviamente sempre al centro della discussione anche mediatica di questo Governo: «Non è affatto vero che la Manovra è stata scritta dai vertici dell’Ue, è stata scritta in Italia. Tutte le volte che mi sono seduto con Bruxelles non ho mai consentito che mettessero in discussione i punti qualificanti della manovra e devo dare atto loro che non hanno mai cercato di valutare nel merito tali punti», sottolinea il Premier aggiungendo poco dopo come «Abbiamo avuto poco tempo per intervenire sul taglio agli sprechi. Occorre quindi impiantare una task force che lavori con molta attenzione e discernimento sugli sprechi e potremo recuperare molte risorse finanziarie». In termini di contenuti della Legge di Bilancio in via di approvazione (domani il voto finale, ndr), Conte ha poi dichiarato ai giornalisti «E’ chiaro che il complesso di misure a cui abbiamo pensato, dall’aumento della tassazione per i giochi alle banche fino alla web tax per i giganti del web, possano aver provocato un aumento della pressione fiscale». Ma per i cittadini la pressione fiscale l’abbiamo alleggerita – ha assicurato il Premier – abbiamo realizzato un’opera redistributiva come deve fare un governo, privilegiando alcune fasce rispetto ad altre».

CONFERENZA DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

È iniziata alle ore 10 la conferenza stampa di fine anno, tradizionale appuntamento del Premier italiano con i giornalisti per fare una stima e un resoconto dell’anno appena passato: è la prima di Giuseppe Conte alla guida di Palazzo Chigi dopo mesi complessi, duri e con un Parlamento in semi-rivolta per le politiche del Governo Lega-M5s. Conte ha sottolineato la “rivoluzione” del Contratto stipulato da diverse forze politiche che ha portato fino alla Manovra di Bilancio: «continuità e coerenza in merito alle promesse fatte e ai provvedimenti presi. Non sempre in passato venivano prese le identiche promesse fatte, noi invece abbiamo fatto tutto alla luce del sole e siamo stati coerenti. Condizioneremo anche le prossime sfide di Governo dei prossimi esecutivi dopo il nostro»; insomma, per Conte tutto d’ora in avanti cambierà in relazione al modus operandi del Governo gialloverde. Il discorso del Presidente del Consiglio verte poi sugli impegni assunti sia in Manovra che negli altri provvedimenti presi nei primi 6 mesi di esecutivo: «se i sondaggi a distanza di mesi ci danno ancora molto apprezzati dai cittadini è forse proprio dovuto alla nostra coerenza nell’azione di Governo».

IL PREMIER CONTE INCONTRA I GIORNALISTI: I TEMI

Conte spiega ai giornalisti nella sua prima conferenza stampa di fine anno che il Governo attuale non è, per la prima volta, il «Governo delle Lobby», o dei comitati di affari, «bensì siamo un esecutivo che nasce e lavora per il popolo. Rivendico la nostra natura populista in questi termini, facciamo tutto alla luce del sole partendo sempre dalle necessità dei cittadini». In merito alla Manovra di Bilancio, Conte rilancia – mentre il Parlamento voterà tra domani e dopo la legge messa a punto con la Commissione Ue – sul fatto che «noi non molliamo, Lega e M5s restano uniti nel presentare al Paese una Manovra che parte dalle necessità dei cittadini». «Donne e uomini normali: gesti esemplari»: Conte lancia così una nuova iniziativa per il 2019 che va a premiare gesti normali di persone “normali”, nella quale il Premier incontrerà a Palazzo Chigi diversi testimoni della tradizione civica italiana. È in corso ancora il discorso di introduzione, al termine del quale i vari giornalisti presenti in Aula produrranno domande in serie per il Presidente del Consiglio.



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