Reddito di cittadinanza, Buffagni: “5 mensilità a imprese che assumono”/ Intesa M5s-Lega su sussidio

Reddito di cittadinanza, il sottosegretario M5s Buffagni: “5 mensilità a imprese che assumono”. Accordo con la Lega: le ultime notizie.

30.12.2018 - Carmine Massimo Balsamo
reddito di cittadinanza
M5s, Alberto Bonisoli e Luigi Di Maio (Facebook)

Tra le misure più attese e discusse della manovra economica, il reddito di cittadinanza andrà anche alle imprese. M5S e Lega hanno raggiunto un accordo, come spiegato dal sottosegretario a Palazzo Chigi per il M5S Stefano Buffagni a Il Fatto Quotidiano: «Alle imprese che assumono subito 5 mensilità di sussidio. Serve per rilanciare la domanda interna ma anche per la tenuta sociale. Basta vedere cosa accade in Francia». Prosegue il grillino: «Faremo comunicare le banche dati che non si parlano. Le Poste sono ovunque sul territorio, l’Inps no. Quindi aiuteranno l’Inps a raccogliere i dati e permetteranno ai cittadini di creare l’identità digitale, necessaria per ricevere il reddito. Le Poste forniranno questo servizio in base a contratti già in essere con lo Stato, altrimenti avremmo fatto una gara». E precisa: «L’incentivo minimo all’impresa che assume sarà di 5 mensilità di reddito, 6 in caso di persone vulnerabili. Per l’incentivo massimo ragioneremo su un arco temporale di 18 mesi. Se un’azienda assumerà una persona che ha già percepito per sei mesi il reddito, riceverà le 12 mensilità restanti».

“PARTE A MARZO 2019”

Sui tempi si è espresso così il portavoce alla Camera del Movimento Cinque Stelle e componente della Commissione Lavoro Filippo Perconti: «La manovra economica del Governo ha ottenuto l’approvazione della Camera; partenza a marzo 2019 per il Reddito di Cittadinanza, una misura di equità sociale contro la povertà e la disoccupazione. L’indennità partirà contestualmente a una riforma dei Centri per l’impiego che sarà pari ad almeno 780 euro mensili e andrà a chi accetta di partecipare a corsi di formazione o di prestare 8 ore a settimana per i lavori socialmente utili». D’accordo, in una recente intervista, il ministro dell’Economia Giovanni Tria: «La portata del reddito di cittadinanza non cambia, lo stanziamento necessario è stato rivisto al ribasso senza modificarne minimamente la portata, sulla base del differimento della misura e dell’affinamento delle stime circa il numero effettivo di richiedenti, lasciando invariata la platea potenziale. I dettagli saranno inseriti in un decreto che verrà emanato a inizio anno, ma restano inalterati platea e entità massima».



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