Reddito di cittadinanza “parte nel 2019″/ M5s: “Lo dobbiamo a tutti loro: portate rispetto!”

Reddito di cittadinanza “parte nel 2019” secondo il Movimento 5 Stelle, che attacca: “Non diamo mancette, diamo una opportunità”.

07.12.2018 - Carmine Massimo Balsamo
M5s, Alberto Bonisoli e Luigi Di Maio (Facebook)

Il Reddito di Cittadinanza ci sarà e partirà nei primi mesi del 2019: così afferma il Movimento 5 Stelle in un lungo scritto pubblicato sul Blog delle stelle. Negli ultimi giorni è parlato molto delle presunte tessere per erogare il reddito, con i pentastellati che hanno confermato la partenza del provvedimento prima delle elezioni europee. E ora sottolineano: «Nuovi dati allarmanti sulla povertà! Secondo quanto comunicato dall’Istat, circa il 29% delle persone residenti in Italia sono a rischio povertà o esclusione sociale, il 10,1% si trova in condizioni di grave deprivazione e l’11,8% vive in famiglie in cui nessuno dei componenti ha la possibilità di lavorare», evidenziando che «questi dati ci confermano quanto sia urgente e fondamentale una misura come il Reddito di Cittadinanza». Il reddito, continua il M5s, «serve a quel bambino che non trova il piatto a tavola la sera; serve a quel padre di famiglia che ha perso il lavoro e che si sente ferito nell’orgoglio perché non riesce a dare alle persone che ama tutto quello che meriterebbero; serve a quel giovane scoraggiato che sta pensando ad un biglietto aereo low cost di sola andata, perché vede mortificato il proprio talento e oscurato il proprio futuro; serve a tanti NEET, ossia coloro che né lavorano né si formano, che i Governi precedenti hanno abbandonato sul divano rendendoli dei fantasmi».

VIA NEL 2019

E ancora: «Serve a migliaia di laureati, che dopo anni di studio non vedono ripagati i sacrifici fatti da loro e dalla loro famiglia; serve a quei nonni e a quelle nonne, sotto forma di pensione di cittadinanza, che dopo aver lavorato una vita e averci lasciato in eredità questo Paese, sono costretti a rovistare nell’immondizia o a morire di freddo in casa perché non possono accendere i termosifoni». I grillini attaccano: «I ciarlatani che, di fronte a questa triste realtà che è sotto i nostri occhi ogni giorno, minimizzano o addirittura sbeffeggiano il valore sociale del Reddito di Cittadinanza, dovrebbero guardarsi allo specchio, tirare fuori un briciolo di umanità e vergognarsi. I rappresentanti della vecchia classe politica e tutti i soloni della carta stampata che blaterano di assistenzialismo, rinchiusi nei loro salotti e nei loro circoli privati, hanno per anni ignorato completamente le condizioni reali in cui versa una parte così consistente dei nostri concittadini. Ci sono cinque milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà assoluta! Com’è possibile che alla vecchia classe politica non importi nulla delle sofferenze dei cittadini causate dalle politiche fallimentari degli ultimi 20 anni?». E una precisazione doverosa: «Non diamo mancette, diamo una opportunità. Non facciamo assistenzialismo, diamo una mano a rialzarsi e rimettersi in gioco. Chi si sente tradito, umiliato, abbandonato, senza speranza, finalmente tornerà ad avere uno Stato che gli tende la mano e che gli dice: “io non ti lascio solo, torna a credere nel tuo futuro”».



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