Caso Cecconi, rimborsi M5s/ Salta il servizio de Le Iene “per la par condicio”, ma il web rumoreggia

- Dario D'Angelo

Caso Cecconi, rimborsi M5s: le mancate restituzioni per migliaia di euro che imbarazzano i grillini. La patata bollente nelle mani delle Iene: il servizio andrà in onda o no?

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Ilva, "sfida" Grillo-Di Maio (LaPresse)

La trasmissione Le Iene torna questa sera con una nuova stagione e in questo periodo di assenza dal piccolo schermo pare sia entrata in possesso di materiale potenzialmente esplosivo e che potrebbe far emergere la polemica attorno Andrea Cecconi, candidato del Movimento 5 Stelle. Sin dall’inizio, tuttavia, ci si è domandati se questo servizio, in programma per stasera, andrà o meno in onda. La risposta arriva direttamente dai social da parte del giornalista Jacopo Iacoboni che ha annunciato la dipartita del servizio tv: “Il M5S ha vinto. Il servizio delle Iene su Cecconi e Martelli non esce. per ora”, ha twittato. A confermare la mancata messa in onda è stato anche il collega de La Stampa, che ha aggiunto, sul medesimo social: “Le @redazioneiene hanno fatto uno scoop su due candidati (o forse di più) M5S che non hanno restituito i denari promessi. Ma il servizio non andrà in onda per… la par condicio. Ma cosa c’entra la par condicio?”. Arriveranno risposte dalla trasmissione di Italia 1? “Non andrà in onda perché l’ex iena Giarrusso è candidato con il m5s”, ha ipotizzato uno degli utenti, nello spazio riservato ai commenti. “Magari il servizio l’ha fatto Giarrusso”, ha rilanciato un’altra utente. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CASO ANDREA CECCONI, BOMBA NEL M5S?

La bomba che rischia di deflagrare in casa M5s ha il volto di Andrea Cecconi. Candidato capolista nel proporzionale nelle Marche 2, è lui l’imprevisto di cui Luigi Di Maio e Davide Casaleggio avrebbero fatto volentieri a meno a tre settimane dalle elezioni. Un eletto sicuro alla Camera, lo sfidante designato di Marco Minniti nell’uninominale, un peso massimo, non un candidato catapultato per caso dalle Parlamentarie. Ed è per questo che pesa, eccome, il fatto che Cecconi – e con lui Carlo Martelli – non fosse in ordine con le restituzioni dei rimborsi.

Per i grillini, che della differenza dalla malapolitica hanno tentato in questi anni di fare il loro tratto distintivo, si tratta di un gancio in pieno volto. E a nulla è bastata la rinuncia al seggio promessa da Cecconi e Martelli. Tanto più che questa possibilità, dalla legge italiana e per i regolamenti delle Camere, non viene paventata.

Cecconi aveva provato a mettere una pezza sulla questione parlando di ritardo nelle restituzioni di soldi previste dal M5S, “dovuto a motivi di natura personale, che penso che nessuno possa essere in grado di giudicare, e sui quali non mi dilungo“. Ma la mina è esplosa prima: quando il 4 febbraio il Movimento interviene per denunciare le irregolarità dei suoi due esponenti non fa altro che mettere le mani avanti perché qualcosa è successo. Cosa? Sono arrivate Le Iene. 

ANDREA CECCONI, RIMBORSI M5S: IL SERVIZIO DELLE IENE DEVE ANDARE IN ONDA?

A confermare che Le Iene Show è in possesso di materiale possibilmente esplosivo su Cecconi è La Stampa, che cita a sostegno di questa tesi 3 versioni convergenti. I dubbi ora sono principalmente due: andrà in onda il servizio? E se sì, quando? Trasmettere sotto elezioni un servizio di questo tipo potrebbe indirizzare in un modo o nell’altro la campagna elettorale e sono soprattutto gli avversari politici dei grillini a spingere affinché si faccia chiarezza. Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico, segretario della Vigilanza Rai, ad Affari Italiani ha dichiarato:”A maggior ragione dopo che gli stessi M5s hanno ammesso la fondatezza dell’inchiesta, sarebbe incomprensibile se il servizio delle Iene sui trucchi dei rimborsi Cinquestelle non andasse in onda. Non c’è nessuna presunta norma di par condicio che lo vieta“.

Anzaldi arriva a dire che nel caso in cui Mediaset decidesse di non trasmettere il servizio, ad acquisirlo dovrebbe essere la Rai:”Potrebbe anzi essere una grande occasione per l’azienda di svolgere in modo rigoroso la propria funzione di servizio pubblico. Laddove una rete privata si arrendesse davanti a logiche di parte e opache, la Rai avrebbe modo di dimostrare che per il servizio pubblico il buon giornalismo e l’interesse generale sono valori assoluti“.

Va detto che la deputata pentastellata Carla Ruocco ha diffuso tramite agenzie questa dichiarazione:”Quando Renzi fece una figuraccia con i disabili prima del referendum le Iene non poterono uscire col servizio. E dov’era Anzaldi all’epoca? Dove Fiano? Dove il resto del Pd? A trincerarsi dietro la stessa par condicio che oggi attaccano. Per noi le Iene possono anche uscire col servizio, non abbiamo nulla da nascondere. Chi sbaglia nel M5S paga, loro invece ne fanno curriculum e li candidano. a proposito: quanto ha restituito Anzaldi? Zero, come i suoi colleghi di partito. Vergogna, è l’unica cosa che dovrebbero provare”. Come andrà a finire?

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