ELEZIONI 2018/ Così Gentiloni può spaccare il centrodestra (prima del voto)

- int. Peppino Caldarola

A venti giorni dal voto, dice PEPPINO CALDAROLA, si sta verificando una situazione in cui sono possibili tutte le alleanze di governo. E l’ingovernabilità avvantaggia Gentiloni

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Paolo Gentiloni (Foto: LaPresse)

Berlusconi nelle sue ultime dichiarazioni ha preso decisamente le distanze da alcuni temi lanciati dal suo alleato Salvini, apparendo più moderato: no alla chiusura delle moschee e anche no al ritorno della leva obbligatoria. “Il problema di Berlusconi” ha detto a ilsussidiario.net l’ex parlamentare Ds ed ex direttore de l’Unità Peppino Caldarola “è quello di prendere più voti di Salvini, altrimenti Forza Italia diventa la ruota di scorta della Lega cosa per lui inaccettabile. E lo fa rivolgendosi a tutti quei moderati di centrodestra che spaventati dall’estremismo di Salvini e Meloni potrebbero andarsene”. Caldarola sottolinea poi come il clima di incattivimento che si avverte dopo i fatti di Macerata, ha riportato alla ribalta qualcosa che in Italia non c’era più.

Berlusconi ha preso nettamente le distanze da alcune dichiarazioni di Salvini, cosa significa questo per gli equilibri del centrodestra?

Conseguenze sulla coalizione non ce ne saranno, questa è una alleanza che mira apertamente a prendere il 40%, cosa che personalmente ritengo rimarrà un sogno per loro. Berlusconi ha però un problema.

Quale?

Prendere più voti di Salvini, perché se non ci riesce, è evidente che la coalizione la dirige Salvini e Forza Italia diventa la ruota di scorta, cosa inaccettabile per l’ex premier. Il blocco elettorale di centrodestra però non è fatto tutto di estremisti, quelli a cui si rivolgono sia Meloni che Salvini: c’è anche una componente che pensa che se il centrodestra sono loro, lo abbandonano. Berlusconi dice, a questi moderati, tranquilli ci sono qua io.

Riuscirà a mantenere il timone?

Si può anche immaginare un risultato elettorale che per tanti aspetti non risolve il problema del governo e che proprio per questo offre a Berlusconi un’altra carta, quella dell’alleanza con il Pd di Renzi.

Berlusconi ha anche detto che se non si arriva a una maggioranza, Gentiloni deve continuare a governare, “magari” facendo una legge elettorale diversa. 

Questa è una prospettiva che in qualche modo dà a Gentiloni il compito di fare il cosiddetto governo del presidente, il classico governo di scopo che ha pochi e chiari obiettivi, tra i quali fare una legge elettorale con un di più di maggioritario. Darebbe a Berlusconi la possibilità di provare a sganciarsi da Salvini e guardare oltre. Quando Berlusconi si augura che Gentiloni possa continuare a governare dice una cosa indigeribile per Salvini e per la Meloni.

Quindi?

A venti giorni dalla fine della campagna elettorale abbiamo un rimescolamento delle carte che mette sul piatto tutte le possibili soluzioni. Berlusconi sa che il 40 per cento è abbastanza difficile da raggiungere, e con Gentiloni ancora presidente del Consiglio potrebbe entrare nell’area di governo insieme a Renzi con cui ha più empatia. Allo stesso tempo i 5 Stelle e la Lega possono vedere come probabile un asse fra di loro. Il vero risultato sarà la totalità ingovernabilità. E’ il viatico più forte per Gentiloni perché voglio vedere chi si assume la responsabilità di mandarlo a casa senza una soluzione.

In questa campagna elettorale stanno entrando episodi gravissimi, il tentativo di strage di Macerata. Si sentono e si leggono commenti impressionanti di gente che sostiene e approva quanto accaduto. Pensa che questi episodi influiranno sul voto?

Penso proprio di sì; per la prima volta in Italia siamo giunti a un incattivimento della situazione politica che corrisponde a un incattivimento di una parte della società italiana costituita spesso dalla parte più povera. Riabilitate tutte le parole scorrette, come quelle del razzismo, della xenofobia e del fascismo, siamo giunti a un’aria di estremismo di destra che prima non c’era.

Chi cavalca questo estremismo?

Salvini sta facendo una operazione che Almirante non avrebbe approvato. Pur avendo la storia che conosciamo, Almirante aveva tentato una legittimazione della destra perfino andando ai funerali di Berlinguer. Salvini sta invece legittimando quelle pulsioni di destra che nel Msi in gran parte erano combattute dal gruppo dirigente. C’è una sintonia evidente fra Salvini e questi incattiviti.

Di chi è la colpa di questa situazione?

Non è stata creata perché era destino che ci fosse: la colpa prima di tutto è della politica. E’ stata creata perché sono cadute tutte le barriere. Ce lo dice il modo insultante in cui tutti i giorni i giornali di destra attaccano il papa, reo di dire cose che un papa non può non dire come dialogo e accoglienza. Ecco cosa sta creando questo clima: un popolo di destra cattivo che non c’era mai stato.

(Paolo Vites) 

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