ELEZIONI 2018/ 1. I tre sondaggi che regalano la vittoria a Berlusconi

ARNALDO FERRARI NASI (Analisipolitica) prova a tirare le somme di due mesi di campagna elettorale analizzando l’andamento di ciascun partito. Berlusconi è il vincente

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Lo abbiamo visto in televisione ripetere lo show di quasi vent’anni fa, proporre cioè un nuovo patto con gli italiani. Se tanti ridono di Berlusconi, dovrebbero invece analizzare i dati complessivi dei sondaggi di questa campagna elettorale. Arnaldo Ferrari Nasi lo ha fatto, mettendo insieme i dati dei più importanti istituti di sondaggio da prima che cominciasse la campagna elettorale, cioè da dicembre, fino a oggi. Il risultato è che l’unica figura politica sempre in ascesa si chiama Berlusconi. 

La gente sembra essere sempre meno sensibile alle promesse elettorali, ma c’è qualche partito che è meno o più creduto degli altri?

Fino a ieri avevamo sempre detto che gli unici che davano prova di credibilità erano i 5 Stelle, quelli che potevano dare la zampata vincente, perché la loro unica promessa, onestà e trasparenza, era quella che attirava consensi. Soprattutto per il fatto che, abbiamo sempre detto, non si erano mai fatti beccare con le cosiddette mani in pasta.

Cosa che invece adesso è successa: Rimborsopoli avrà delle conseguenze a livello di voti?

Credo proprio di sì, sicuramente la gente non voterà nei collegi dove si presentano quei candidati finiti nello scandalo. Ma l’idea stessa di onestà e trasparenza ai cittadini appare tradita, il meccanismo politico su cui i pentastellati hanno basato la loro credibilità politica è venuto meno.

Anche se in realtà lo scandalo riguarda loro, non si tratta di soldi pubblici, anzi.

Ma la stessa cosa si può dire allora per il caso Fini e la casa d Montecarlo. Un episodio minimo che poi ha provocato il crollo di tutta la credibilità che la destra aveva acquisito mostrandosi fatta di gente onesta e d’onore. Il meccanismo con i 5 Stelle dovrebbe essere il medesimo, il rischio cioè di crollare.

Come spiega che Berlusconi, che è stato addirittura condannato, invece continua ad aumentare il suo gradimento?

Quello che “gasa” gli elettori più che Berlusconi stesso è la possibilità di vincere le elezioni. Un anno fa il centrodestra non esisteva più: Berlusconi condannato e anziano, la Meloni e Salvini impegnati in lotte interne. A un certo punto è caduto il meteorite ed è cambiato tutto.

Cioè?

Renzi non è riuscito a mantenere nei tempi previsti le sue promesse di ripresa, ha perso il referendum e ogni credibilità, i grillini mantenevano il loro consenso stando da soli. E’ allora che il centrodestra ha scoperto di poter vincere: andiamo a comandare, è stato lo slogan che si è dimostrato vincente.

A due settimane dal voto, che analisi complessiva si può fare dell’andamento dei maggiori partiti?

Personalmente ho usato il metodo delle tre rilevazioni. Per ogni partito ho considerato i dati dei sondaggi da quelli di dicembre, prima che cominciasse la campagna elettorale, a quelli di fine gennaio a inizio campagna e infine gli ultimi disponibili. Con questo metodo ho valutato se la campagna di ognuno ha funzionato o no. E chi è l’unico che ha ottenuto consensi e crescita?

Berlusconi?

Esatto, l’unico che è salito sempre in modo sensibile.

Gli altri?

Salvini è rimasto al suo 14 e poco più per cento, le sue variazioni sono dovute a oscillazione statistiche, una variabilità prevista. Fratelli d’Italia ha avuto un contraccolpo negativo tra dicembre e gennaio, partiva con il 5-6% ma nel momento in cui ha cominciato a fare campagna è andato giù di un punto secco. Poi si è stabilizzato anzi è leggermente risalito. 

5 Stelle e sinistra?

I grillini sono rimasti stabili, anche loro tra fluttuazioni statistiche. E non sappiamo bene che impatto avrà Rimborsopoli. Il Pd da dicembre a gennaio è rimasto più o meno stabile, poi ha cominciato a scendere a inizio campagna non smettendo più di calare. Chi va veramente male è Liberi e Uguali, dal 7% di inizio campagna al 4 di adesso.

Come mai?

Non c’entra la statistica, c’entra la proposta non credibile, e i leader poco credibili essi stessi.

Dove vanno questi voti?

Questa perdita di consenso non agevola certamente il centrodestra. Più facilmente può significare crescita dell’astensionismo.

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