Dessì, candidato M5s in l’affitto a 7 euro/ Case popolari, difesa: “tutto regolare, Di Maio non può cacciarmi”

- Niccolò Magnani

Emanuele Dessì, bufera sul candidato M5s in affitto a soli 7 euro in una casa popolare: video, aspirante senatore a Roma che aveva “ballato” con gli Spada nella bufera

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Emanuele Dessì, candidato M5s in affitto a 7 euro in casa popolare

La risposta arriva, in attesa di parlare a ruota libera con il popolo M5s di Facebook, ai colleghi del Corriere della Sera: lo hanno contattato il candidato M5s più discusso d’Italia in questo momento e lui non si è tirato indietro. «Se le spiegazioni che darò non soddisferanno i vertici va bene, farò un passo indietro, rinuncerò alla poltrona, ma lo farei per il bene del Movimento perché io sono in regola con tutto, quella casa mi è stata assegnata legittimamente, questa polemica va avanti da troppi anni», spiega Emanuele Dessì poche ore fa in piena bufera per la sua “casa popolare” a soli 7 euro di affitto al mese. Una casa di 50 metri quadri senza ascensore, si difende ancora Dessì, per la quale tutto i documenti dicono che è in regola: «Ma le tariffe non le stabilisco io, i bollettini arrivano prestampati mica posso pagare di più! In base alla legge regionale, i canoni sono basati sul reddito. Il primo contratto con mia madre, nel 1999, stabiliva un canone di circa 150 euro al mese. Poi sono subentrato io, che non ho reddito, vivo dei risparmi degli ultimi vent’anni, così anche la mia compagna: io ho aperto un’azienda che purtroppo non ha funzionato, mi sono ostinato ma non c’è stato niente da fare, non avevo utili».

A Di Maio e Lombardi replica che hanno ragione nei chiarimenti, ma lui non ha nulla da nascondere perché tutto è regolare: «Io devo tutelare prima di tutto l’integrità morale mia e del Movimento, quindi metto a disposizione tutta la documentazione. Se poi il Movimento riterrà di sospendermi io mi ritiro, prima non è possibile, ma dopo le elezioni sì, io non ho interesse a usurpare ruoli, però qualcuno mi deve dire, da regolamento 5 Stelle, cosa ho fatto io di emendabile, perché dal mio punto di vista ho solo rispettato le regole», conclude l’aspirante senatore 5Stelle. 

LOMBARDI, “CHIARISA O È FUORI DA M5S”

Roberta Lombardi, candidata alla Regione Lazio per il M5s non riesce a difendere questa volta Emanuele Dessì: l’aspirante senatore “senza reddito” è un suo fedelissimo ed è stato presentato nel proporzionale del Lazio per poter ottenere una quasi certa candidatura. Questo però prima della bufera esplosa su di lui: «su una cosa credo invece che il candidato M5S debba assolutamente chiarire: la sua casa, il canone da 7 euro ecc. Stanno emergendo opacità che il M5S non può accettare. Per quanto mi riguarda la trasparenza vale più di ogni cosa», spiega su Facebook la candidata grillina contro Zingaretti. Il problema della campagna elettorale resta nei pensieri del Movimento 5 Stelle che, sebbene inviti Dessì a chiarire al più presto, pare averlo “scaricato” dopo tutto quanto uscito in questi giorni. «Il tentativo del Pd e di alcuni giornali di associare il nostro candidato al Senato Emanuele Dessi’ agli Spada o di definirlo un picchiatore è qualcosa di miserabile. Chi usa la violenza sbaglia sempre, annunciare di averla usata per di più su un social network è profondamente sbagliato, ma io non mi sento di giudicare il comportamento di una persona che in quel momento vede la sua compagna o i suoi figli in pericolo. Da mamma, non so come potrei reagire se qualcuno aggredisse uno dei miei bambini», ha chiosato la Lombardi nel tentativo di tenere ancora una “porta aperta” al “suo” candidato senatore. Intanto, Emanuele Dessì annuncia su Facebook poco fa: «ora basta, adesso parlo io! Stasera alle 17 in diretta Fb». 

NUOVA BUFERA SUL GRILLINO DESSÌ

Balla con gli Spada e ora vive con 7 euro di affitto: mica male come presentazione al popolo romano per l’aspirante senatore Movimento 5 Stelle, Emanuele Dessì. Da qualche giorno fa discutere il video in cui il candidato grillino balla “Happy” con il pugile Domenico Spada, esponente del clan di Ostia condannato a sette anni e mezzo di carcere per usura ed estorsione, ma oggi arriva la definitiva “batosta” per l’immagine pubblica di Dessì: ieri sera a Piazza Pulita su La7 è emerso che il candidato senatore alle prossime Elezioni (nel listino proporzionale Lazio3) abita in una casa popolare dell’Aler ricevuta in affitto dal comune di Frascati (dove vive da circa due anni). Ebbene, l’affitto in questione fa “leggermente” discutere: si tratta di un canone irrisorio a 7,75 euro al mese, pari alla “bellezza” di 93 euro l’anno. Altro che ballare, ci sarebbe da festeggiare: se non fosse che ora è sotto gli occhi di tutta Italia perché candidato con i 5 Stelle che fanno della trasparenza e della “perfezione” la propria bandiera.

Per dire, Virginia Raggi su questi casi in passato con esponenti di centrodestra e centrosinistra è stata durissima e ha costruito un’immensa campagna elettorale anti-scroccopoli. Resta poco chiaro comunque – e infatti oggi Dessì in un video su Facebook farà sapere la sua versione dei fatti – come il candidato M5s sia venuto in possesso di quella casa e a quel prezzo: «dalle sue dichiarazioni al fisco risulta infatti che l’esponente 5S è senza reddito, guadagna cioè zero euro, pur risultando amministratore di una piccola ditta di traslochi e, per sua stessa ammissione, istruttore di pugilato nelle palestre», scrive Repubblica che rivela anche come a Dessì gli è stato trasmesso quell’appartamento per via ereditaria: «inizialmente intestato alla nonna che lì viveva con la figlia, ossia sua madre, è poi passato a Dessì come se non si trattasse di un bene pubblico, ma di una proprietà privata».

M5S, DI MAIO E DI BATTISTA LO SCARICANO

Di Maio però, appena salito il polverone questa mattina, ha provveduto a prendere netta distanza dall’aspirante senatore in Lazio3: «Il mio dovere è tutelare il movimento. Grazie ai giornalisti che hanno fatto gli approfondimenti. Abbiamo avviato tutti gli accertamenti stamattina, se dovesse essere vero quello che sta emergendo, allora non avremo nessun problema sul fatto che queste persone non possono stare nel movimento, quindi dateci il tempo di fare gli accertamenti». In una intervista su Radio Capital (Circo Massimo con Giannini, ndr) Alessandro Di Battista aveva detto qualche ora fa che sul caso Dessì si farò luce, «sono emersi elementi nuovi ma nessun reato. Il Movimento però deve controllare e sapere»; insomma, la campagna elettorale è nel vivo e casi del genere di certo non aiutano all’ascesa tutta trasparenza e “diversità” dagli altri partiti del Movimento 5 Stelle.

Anche la candidata alla Regione Lazio, Roberta Lombardi (rivale interna di Virginia Raggi e di cui Dessì è un fedelissimo) lo “scarica”: insomma, si attende la replica del candidato senatore con affitto irrisorio, ma la bufera su di lui è bella che scoppiata. Del resto era ancora lo stesso che su Facebook, qualche tempo fa, si vantava di aver picchiato un rumeno perché aveva insultato pesantemente la sua famiglia; «se avessi fatto le stesse cose quando ero ragazzo nel mio quartiere, probabilmente oggi non la racconterei, il mondo cambia, ma non sempre in meglio».



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