Elezioni 2018/ Berlusconi-Renzi in odor di Larghe Intese: Bonino “Gentiloni premier, accordo senza Lega e M5s”

- Niccolò Magnani

Elezioni 2018, ultimi giorni di campagna elettorale: ultime notizie sui casi del giorno tra Pd, M5s e Centrodestra. Il diario verso il 4 marzo: Renzi-Berlusconi, pronto nuovo Nazareno?

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Sondaggi Politici, Renzi e Berlusconi (LaPresse)

E se alla fine l’unica vera alternativa allo stallo post-Elezioni 2018 fosse proprio il caro e vecchio “Patto del Nazareno”? Berlusconi e Renzi continuano a negarlo ma i numeri dei sondaggi pre-silenzio elettorale e soprattutto le dinamiche interne alle varie coalizioni sembrano suggerire una risposta di “alla tedesca” con l’accordo tra centrodestra e centrosinistra con un patto “ad excludendum” dei populismi di Lega e M5s. Un esempio? Arriva da Emma Bonino – come pure ieri da Beatrice Lorenzin – all’interno della coalizione renziana: nell’intervista alla Stampa la leader radicale afferma «non vedo bene i populisti, i violenti e il blocco sovranista, da Fratelli d’Italia alla Lega. Ma anche il M5S il cui leader, Di Maio, ha opinioni ‘geografiche’: cambiano a seconda di dove parla». Per la Bonino, Gentiloni dovrebbe rimanere in sella e il Governo di Larghe Intese non sarebbe uno scandalo, di fatto parafrasando quanto il ministro della Salute aveva spiegato stamane in una intervista al Corriere della Sera. Salvini e Di Maio scongiurano ma intanto il duo “similare” si appresta a preparare il colpaccio post 4 marzo. Ma nessuno dei due ve lo dirà fino a che i numeri non saranno certi e inequivocabili…

CAOS CENTRODESTRA, BERLUSCONI: “LA POLITICA MI FA SCHIFO”

Di fronte ad Assolombarda Silvio Berlusconi “cala” l’ennesimo show di questa campagna elettorale e si conferma quell’unico “collante” che il centrodestra ha ancora con Europa, gli industriali e la macro-finanza. Detto questo, ha parlato ancora di Ponte sullo Stretto di Messina e ha ribadito per l’ennesima volta che la politica, diciamo così, non gli piace poi così tanto. «Non sono un politico, a me la politica mi ha sempre fatto schifo con tutti questi tradimenti che si vedono», prova a districarsi Berlusconi da chi lo attacca anche nel centrodestra di voler fare accordi post-Elezioni con il Partito Democratico di Matteo Renzi. Al momento, B. conferma che non vi sono alternative al governo di centrodestra, se non il tornare alle urne qualora non vi sia la maggioranza dopo il voto del 4 marzo: «il centrodestra è allo zero virgola qualcosa dal 40 per cento che con questa legge elettorale ci permette di avere la maggioranza sia alla Camera che al Senato e quindi un governo stabile – dice il Cavaliere – Le altre due forze in campo, cioè Pd e M5S, non possono più pensare di raggiungere il 40%». Ribadisce poi le la stima a Renzi per averci provato a fondare una nuova sinistra più aperta ed europea, «ma non ci è riuscito. Su di lui riponevamo delle speranze ma non è riuscito ad unire la sinistra, che anche in Europa non ha saputo evolvere, rimanendo legata a vecchie ideologie». 

CENTRODESTRA “THRILLER” TRA MELONI, BERLUSCONI E SALVINI

È un thriller ormai il futuro prossimo del Centrodestra verso le Elezioni Politiche 2018: tutti contro tutto, anche se poi ognuno giura il contrario a parole. Meloni vs Salvini & Berlusconi; Salvini vs Berlusconi; Berlusconi prova a tenere insieme Salvini & Meloni ma poi dice che il premier del prossimo governo lo sceglierà Forza Italia. Insomma, un thriller dove però non vi sono “colpevoli” o “buoni” ma solo tre alleati che fanno di tutto per prendere un voto più dell’altro (legittimo) rischiando però di perdere la possibilità di un Governo, dato che sono al momento l’unica coalizione che possa ambire ad una risicata ma esistente maggioranza. La parola che attraversa tutti i nodi scoperti del Centrodestra, oggi, si chiama “inciucio”: «Berlusconi? Ci vogliono non due ma quattro occhi aperti. Soli non si va da nessuna parte ma patti chiari. Conto di tornare a Udine la prossima volta da Presidente del Consiglio. Gli accordi sono che se Forza Italia prende un voto in più decide il premier. Se prendiamo un voto in più, decidiamo noi», dice Salvini rispondendo ai giornalisti che gli facevano domande sull’alleanza.

La Meloni di contro se la prende con i due leader perché assenti dalla manifestazione anti-inciucio dello scorso weekend: «Non è che io mi sono sposata con Salvini e Berlusconi. Lo voglio chiarire: i voti di Fratelli d’Italia, per avere un’altra volta la sinistra al governo pure se arriva terza non ci saranno. […] Salvini dice che era più importante sua figlia. Però poi ieri stava dalla D’Urso, quindi non so se adesso la D’Urso sia la figlia di Salvini, non mi risulta, ma diciamo che ci sono state altre priorità». Da ultimo, attacca anche Berlusconi, «dice che la manifestazione è dannosa: è dannosa se vuoi fare un inciucio, altrimenti è un altro elemento di chiarezza per gli italiani». E Berlu? Tutti amici, tutti insieme, tutti per il governo, ma poi comunque il premier dice che lo sceglierà lui; e via, si riparte col thriller-Elezioni 2018.

APPUNTI DI CAMPAGNA ELETTORALE: SCONTRO PD-LEU, PREMIER CENTRODESTRA E…

La giornata di ieri ha visto in sostanza due grandi “correnti” seguire l’intera giornata di campagna elettorale, con il Movimento 5 Stelle “stranamente” fuori dai primi piani con il “caso” Rimborsopoli che si è preso “un giorno di stop” dallo scandalo sui falsi bonifici di alcuni parlamentari M5s. Da un lato il forte scontro nel vasto campo della sinistra tra Pd e Liberi e Uguali, dall’altro la sfida “eterna” sulla leadership nel centrodestra: partendo dai dissidi in casa “sinistra”, è stato Massimo D’Alema ad agitare le acque con un attacco diretto al suo ex compagno di Ulivo Romano Prodi. «Diciamo la verità con questa legge elettorale, che Prodi reputa scandalosa e Gentiloni ha fatto passare con 8 voti di fiducia, non si vota Gentiloni ma Renzi. Se la lista “Insieme'”non supera il 3% il voto va a Renzi, quindi Prodi voterà per Renzi e Casini senza dirlo nemmeno a se stesso” ed esprimendo un voto non utile né per sé, né per il Paese»: sbaglia Prodi per D’Alema, sbagliano gli elettori a votare LeU se vogliono evitare un governo di centrodestra, ribatte sia Renzi che lo stesso Prodi (lo aveva detto alla convention di Insieme domenica scorsa, ndr).

Salvini, Berlusconi e Meloni: chi avrà la maggioranza di voti avrà anche la leadership nell’eventuale governo di coalizione post-4 marzo. Già, ma nessuno intende mollare la presa, specie i due “galletti” nel campo ex PdL: Berlusconi rilancia su Tajani mentre Salvini obietta, «se volete le sue sorprese, votate Forza Italia, se invece volete un governo ordinato, tranquillo e saldo allora votate la Lega». I rivali-alleati proseguono e si uniscono solo nel condannare i tanti guai che il Pd sta attraversando in Campania con il caso-De Luca: nuove ripercussioni dell’inchiesta sui rifiuti a Napoli, con il Governatore che attacca a testa bassa sia Grasso che Luigi Di Maio. E così si torna ad inizio paragrafo…

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