TELEFONATA SALVINI-DI MAIO/ “Governo con M5s? Nulla impossibile, via al Parlamento”. No reddito cittadinanza

- Niccolò Magnani

Salvini chiama Di Maio: “governo con M5s-Lega? Nulla è impossibile, ora però far partire il Parlamento”. A Domenica Live leader Carroccio boccia il reddito di cittadinanza

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Di Maio e Salvini (Foto: LaPresse)

«Non ho paura del voto: molti leader sono spariti, io ho ricominciato a girare. La politica è passione»; così Matteo Salvini “chiarisce” il giallo a Domenica Live, quando alcuni davano la sua presenza da Barbara D’Urso e altri smentivano. Il leader della Lega in tv ci è andato davvero, poco dopo aver telefonato una seconda volta l’omologo del Movimento 5 Stelle: al centro ancora le nomine di Camera e Senato ma ormai è chiaro a tutti che si parla di governo. Non lo nasconde nemmeno Salvini sulle poltrone di Canale 5: «Governo con i M5s? Voglio vedere cosa vogliono fare. Mio dovere è andare a sentire tutti. Non c’è niente di impossibile e irrealizzabile», spiega il leader del Carroccio che aveva promesso di tornare in tv da premier, «beh dai, manca poco-poco ancora» precisa allontanando le possibili voci di un Governo di Larghe Intese o di “tutti dentro”. «Non potrei mai allearmi con qualcuno che mi dice `la legge Fornero non si tocca´ perché è la prima legge che voglio cancellare. M5s sulla carta è d’accordo. Stando alle parole, ma delle parole mi fido poco e voglio vedere lo scritto. Non sono disponibile al governo di larghe intese, tutti insieme al governo per un anno… No», conferma il leader del Centrodestra. Nella telefonata con Di Maio, Salvini ha spiegato che «ci siamo confrontati sulla questione delle presidenze delle Camere in vista del voto di venerdì prossimo. Non abbiamo parlato di nomi né di ruoli. Per quanto mi riguarda sarò contento, come centrodestra, di sentire lui e gli altri esponenti politici nei prossimi giorni con l’unico obiettivo di giungere quanto prima a rendere operativo il Parlamento con la designazione delle rispettive presidenze». A Domenica Live intanto viene ancora una volta bocciato il progetto di Reddito di Cittadinanza grillino, con Salvini che spiega «5stelle propongono soldi per chi sta a casa, io quei soldi li userei per abbassare le tasse e generare posti di lavoro. Abbiamo una visione differente». 

“A RISCHIO GIUNTE LOMBARDIA E VENETO”

Il messaggio lanciato in diretta tv da Maroni a Salvini è chiaro: se verrà instaurato un governo/accordo tra M5s e Lega, a rischio non sarà solo il Centrodestra nazionale ma anche le giunte (che funzionano da tempo ormai) di Lombardia, Veneto e Liguria dove Fratelli d’Italia, Forza Italia e la Lega governano senza ovviamente la partecipazione dei grillini. «Lo dico da osservatore ma spero che il centrodestra rimanga e venga confermato, evitando che si rischi di buttare all’aria un patrimonio di alleanze degli ultimi vent’anni», anche se in pochi credono che il suo sia un messaggio da “mero osservatore” politico. Si pensa infatti che Berlusconi stia provando a giocare le ultime carte per mettere pressioni all’alleato Salvini in un momento in cui i due partiti anti-euro sono vicini a possibili accordi verso Palazzo Chigi: con l’intervento del leghista preferito dall’ex Cav, il segretario del Carroccio potrebbe vedere quel fuoco amico in casa che non avrebbe ovviamente desiderato in un momento delicatissimo tra più “nodi” aperti sul tavolo verso i prossimi giorni di trattative. 

IL MESSAGGIO DI MARONI A SALVINI

Nella giornata, l’ennesima, di trattative a distanza tra Lega e Movimento 5 Stelle, arrivano le dichiarazioni infuocate di Roberto Maroni, forse il leader leghista più stimato dopo Salvini (e in netta contrapposizione ormai su quasi tutti i temi). «Vedo impossibile un governo assieme tra Lega e M5S», spiega a In Mezz’ora in più con Lucia Annunziata l’ex Governatore della Lombardia. In una “sparata” che fa rumore nelle ore di una delicata trattativa tra Di Maio e Salvini, con il richiamo ad un senso di responsabilità del centrodestra che Maroni sembra nutrire più in Berlusconi che non nel suo stesso segretario – fino a prova contraria – di Via Bellerio. «Mi sembrerebbe un ritorno indietro alla Prima Repubblica, ai governi balneari; Un eventuale governo Lega-M5S metterebbe in grande imbarazzo le alleanze di centrodestra che governato in Lombardia e in Veneto», annuncia Maroni mandando una sorta di monito all’intero Centrodestra o almeno a chi guarderebbe con favore un Governo di scopo con i grillini. «Io faccio il tifo per un governo di larghe intese: garantirebbe la compattezza del centrodestra e potrebbe durare un anno per una legge elettorale fatta bene. C’è già la data: il 26 maggio 2019, quella prevista per le europee», azzarda addirittura Maroni che spera in Berlusconi e nelle trattative con il Partito Democratico. «Evitare un governo che escluda Forza Italia e sta lavorando per l’unico governo possibile che possa evitare elezioni anticipate in autunno. E l’unica soluzione sono le larghe intese», conclude il suo ragionamento l’ex Governatore lombardo. 

MATTARELLA “OSSERVA” ASSE M5S-LEGA

Dopo le anticipazioni di Domenica Live ad inizio trasmissione, prosegue il piccolo “giallo” dell’ospitata di Matteo Salvini da Barbara D’Urso: la padrona di casa non ha fatto alcuno accenno e gli account ufficiali di Lega e Mediaset tacciono. Restano i rumors che continuano a girare sui social e che porteranno lo svelamento della verità attorno alle 18 quando il segretario della Lega dovrebbe apparire negli studi di Domenica Live. Intanto, proseguono le “trame” per un Governo e per un accordo preliminare sulle nomine di Camera e Senato: ieri sera il leader M5s ha ribadito con forza che per «le Presidenze l’accordo si può fare con tutti, ma non accettiamo nomi di condannati o sotto processo», il che ha innervosito e non poco il Centrodestra dato che sia Romani che Calderoli, nomi circolati, non rientrerebbero in questa “conditio” lanciata da Di Maio. Al Colle intanto Mattarella osserva i piani muoversi e le trattative continuare, con l’asse M5s-Lega ovviamente che desta le maggiori “occhiate” del Quirinale per capire se vi sia una reale stabilità in quel possibile accordo di governo: «Sergio Mattarella resta attaccato alla realtà e tiene sempre sulla scrivania il grafico con i numeri parlamentari, unici dati affidabile di queste giornate. In questa fase è osservatore esterno, ne resta fuori e aspetta di conoscere direttamente dalle forze politiche le vere intenzioni. Per adesso dedica grande attenzione alle dinamiche internazionali, alle preoccupazioni di Bruxelles, ai movimenti dei “grandi” Paesi europei ricavandone sempre più la convinzione della necessità di dare un Governo all’Italia», spiega il retroscena di Fabrizio Finzi, quirinalista dell’Ansa.

SALVINI A DOMENICA LIVE? RUMORS SUI SOCIAL..

Secondo quanto circola su Facebook e Twitter tra alcuni sostenitori della Lega – anche se mancano per ora le conferme ufficiali dall’account di Salvini stesso – il candidato premier del centrodestra dovrebbe essere ospite oggi pomeriggio alle ore 18 nel programma di Barbara D’Urso Domenica Live. L’ultima volta che ci era andato, prima delle Elezioni del 4 marzo scorso, aveva promesso che vi sarebbe tornato su quel divanetto da premier italiano: così al momento non è avvenuto ma di certo il passaggio non è poi così lontano con la possibilità di un governo “alternativo” Lega e Movimento 5 Stelle insieme che potrebbe vedere Salvini magari non premier (Di Maio in fondo ha preso il 33% dei voti, la Lega “solo” il 17%) ma da sicuro protagonista dell’ipotesi al momento più plausibile di governo, al netto delle dichiarazioni dei diretti interessati. Ancora mistero sul motivo della partecipazione di Salvini in studio dalla D’Urso e nell’attesa di scoprirlo, il leader della Lega è in questo momento a Milano (indizio dunque importante che conferma la possibilità dell’ospitata) per un aperitivo di festeggiamenti al ristorante “Il Ronchettino” in zona Gratosoglio con tutti gli eletti della Lega alla Camera, al Senato e alla Regione Lombardia. Tra un brindisi e l’altro, Salvini trova il tempo di replicare a quanto detto oggi dal ministero Carlo Calenda su Repubblica, dove ha spiegato che la sconfitta del Pd è figlia della crisi dell’Occidente e soprattutto che «Renzi e Gentiloni sono tra i migliori governi della storia d’Italia». La risposta di Salvini è ironica e provocatoria, come sempre: «Calenda dice che i governi Renzi e Gentiloni sono stati fra “i migliori della storia d’Italia. Avrà fatto una colazione pesante???». 

GOVERNO LEGA-M5S? LE TRAME CONTINUANO

Matteo Salvini e Luigi Di Maio, Lega e Movimento 5 Stelle: le due accoppiate sono sempre più vicino per un accordo in primis sulle nome delle Camere ma soprattutto per un possibile governo di “scopo” in cui la legge elettorale e alcune riforme “immediate” possano poi preparare le nuove elezioni nel 2019, presumibilmente. Nelle ultime ore lo scontro sui vari tagli ai privilegi della politica hanno fatto evidenziare come la distanza tra i due leader, seppur non così evidente, è comunque presente: «La prima cosa a cui ci dedicheremo sia alla Camera sia al Senato sarà l’abolizione dei vitalizi, che può essere fatta direttamente dagli uffici di Presidenza. Segnale di una politica che vuole riavvicinarsi alle persone, perché la Terza Repubblica, sarà la Repubblica dei Cittadini e dei loro diritti, non dei partiti e dei loro privilegi», scriveva ieri sera Di Maio sul Blog delle Stelle. Ma Salvini non ci sta e boccia di netto la proposta: meglio dare priorità al lavoro, «non intendo utilizzare le presidenze delle Camere per abolire solo i vitalizi. I privilegi della politica sono già stati tagliati in passato, ora bisogna dare priorità al lavoro».

LE CONDIZIONI DI BERLUSCONI E FORZA ITALIA

Ieri in Calabria a Rosarno Salvini è stato salutato e invocato come premier, «salvaci la Calabria», gli hanno urlato al comizio tenuto nel paese della grande emergenza immigrazione. Lui si atteggia da premier ma allontana l’ipotesi di «fare un governo di tutti per tirare a campare. Certo, tornare alle urne adesso senza cambiata la legge elettorale sarebbe un errore», ragiona il segretario del Carroccio. Mentre alla Camera i nomi papabili per il Movimento 5 Stelle e non ostracizzati da Salvini sarebbero Fraccaro o meglio Emilio Carelli, è il Senato il grande punto di domanda. E qui è tutto il Centrodestra a non essere per nulla unito sulle nomine: Romani, Calderoli e Bongiorno non convincono tutta la coalizione, mentre Stefano Candiamo o Erika Stefani (responsabile giustizia Lega) potrebbero già essere più graditi a Berlusconi e anche agli stessi grillini. Già, Forza Italia e il suo presidente: sempre più rebus la volontà dell’ex Cav che vede allontanarsi la centralità della sua posizione a vantaggio di nuovi e più influenti leader. Prova ancora a dettare le condizioni ma non è detto che vi riesca con forza come nel passato: “necessaria un’intesa con il Pd, altrimenti Salvini ci taglia fuori», sarebbero le parole dette da Berlusconi ai suoi colonnelli, citate dal Corriere della Sera. «Continueremo a lavorare con la serietà e la serenità di sempre per far uscire il Paese da questa delicata situazione di stallo e assicurare all’Italia un governo stabile, credibile, in grado di porre mano da subito ai gravi problemi del paese secondo i programmi e i progetti con i quali la coalizione di centro-destra ha vinto le elezioni», ha aggiunto ieri in una nota pubblica il Cavaliere che guarda sempre più con timore i “traffici” a distanza tra Di Maio e Salvini, sempre più vicini.

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