Governo M5s-Centrodestra/ Nomine Camere, Di Maio: asse con Salvini ma la base teme Berlusconi

- Niccolò Magnani

Centrodestra, pronto governo con M5s? Le nomine di Camera e Senato, i dubbi sull’asse Di Maio-Salvini e i timori per Berlusconi e Meloni. Vertice a Palazzo Grazioli e prossimi scenari

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Governo M5s-Centrodestra? (LaPresse)

Un accordo di governo tra Movimento 5 Stelle e il Centrodestra: l’utopia si starebbe avvicinando sempre di più alla realtà, con il “nuovo” asse preparato da Salvini che potrebbe coinvolgere tanto Berlusconi-Meloni, quanto gli stessi grillini in un’ipotesi difficile da realizzare ma non impossibile da ipotizzare. La riunione di questo pomeriggio a Palazzo Grazioli (qui un breve resoconto dettagliato) è stata preceduta – spiega il Corriere della Sera – dallo stato maggiore di Forza Italia nel quale è stata ribadita la figura di Paolo Romani (che però non piace a Di Maio, ndr) come possibile presidente del Senato. In alternativa, Annamaria Bernini o Maurizio Gasparri. Intanto, oltre alle tensioni interne tutte ancora da decifrare nel Centrodestra, è anche parte della base del Movimento 5 Stelle a non gradire propriamente un possibile accordo con gli odiati Salvini-Berlusconi. Di Maio sta cercando di tessere la tela più resistente possibile per poter arrivare a convincere in maniera ampia le varie anime grilline – ad esempio offrendo il nome di Fico come possibile Presidente della Camera – ma sono gli stessi elettori che sui social e sul Blog 5 Stelle non gradiscono per nulla le possibili evoluzioni di un Governo M5s-Centrodestra. Venerdì si avvicina, con domani un incontro ad ampio raggio tra tutti i partiti per preparare la difficile vigilia delle Nomine al Parlamento, e Salvini prova a sterzare lasciando un messaggio chiaro all’omologo Di Maio: «può dire quello che vuole, ma la prima coalizione uscita dalle urne è quella di centrodestra e noi ragioniamo da persone concrete su quello che è il governo da dare agli italiani». Gli equilibri sono delicati e ancora nessuno sa, ad oggi, cosa potrebbe succedere prima delle ipotetiche consultazioni al Quirinale dal prossimo 28 marzo.

LA NOTA DEL CENTRODESTRA

Nel vertice che si è tenuto oggi pomeriggio a Palazzo Grazioli – ancora una volta la scelta del Centrodestra in termini di location dimostra la centralità della mediazione di Silvio Berlusconi tra i due “fuochi” Matteo Salvini e Giorgia Meloni – è stato deciso di dare poteri pieni al leader Lega nel continuare i colloqui con il Movimento 5 Stelle per un possibile accordo di massima sulle nomine di Camera e Senato, utilizzando il principio ormai da tanti ricordato in questi giorni. «Il centrodestra propone ai capigruppi parlamentari un comune percorso istituzionale che consenta alla coalizione vincente (il centrodestra) di esprimere il presidente del Senato e al primo gruppo parlamentare M5S il presidente della Camera, riconoscendo nel contempo in ciascun ramo del Parlamento un vicepresidente a ogni gruppo parlamentare che non esprima il presidente. A tal fine anche per concordare i nomi i leader del centrodestra invitano le altre forze politiche a un incontro congiunto domani». Insomma, i tre leader sarebbero concordi nel lasciare a Di Maio la gestione della Camera (uno tra Roberto Fico o Emilio Carelli, con preferenze sul secondo) e a contendersi il Senato e un possibile Palazzo Chigi, qualora l’accordo di governo si rinsaldi tra M5s e tutto il Centrodestra. In particolare, se Forza Italia – come sembra – dovesse prendersi la guida del Senato, a quel punto Salvini avrebbe mani libere per provare l’affondo con Di Maio sulla guida del governo, con Berlusconi “rassegnato” a lasciare per ora via libera alle compagini “populiste” pur di arrivare ad un governo in tempi “brevi”.

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