Pd, Renzi: “tornano a decidere i caminetti”/ Martina replica: “si chiama collegialità”, poi la rettifica

- Silvana Palazzo

Pd, Renzi su M5s e centrodestra: “Governo tocca a loro”. Martina: “Presidenti Camere? Legislatura parte male”. Guerini all’attacco: “Salvini e Di Maio? Berlusconi ruota di scorta”

matteo_renzi_pd_3_lapresse_2017
Pd, Renzi su M5s e centrodestra: Governo tocca a loro (Foto: LaPresse)

Quando ancora non era certa l’alleanza tra il centrodestra e il M5s sull’elezione dei presidenti delle Camere sfociata nella nomina di Roberto Fico a Montecitorio e di Maria Elisabetta Alberti Casellati al Senato, c’era chi si chiedeva come mai il Pd non cercasse di inserirsi nella battaglia strategica proponendo un suo nome di “garanzia”, magari Emma Bonino. Intercettato dai cronisti, Matteo Renzi ha però fatto sapere di non volersi interessare alla questione, quasi a voler confermare il fatto che l’ex segretario ha abbandonato ogni tipo di leadership con l’annuncio delle dimissioni il 5 marzo. Renzi, all’ingresso a Palazzo Madama, aveva dichiarato con una battuta:”Tornano i caminetti…”. A questo proposito era arrivata secca la replica del reggente Maurizio Martina:”Caminetti? Si chiama collegialità”. Più tardi Renzi aveva rettificato precisando di riferirsi “non di certo al Pd”. (agg. di Dario D’Angelo)

MARTINA, “PD VERSO ASSEMBLEA”

Da una parte Roberto Fico presidente della Camera, dall’altra Maria Elisabetta Alberti Casellati presidente del Senato: M5s e centrodestra si spartiscono le Camere, e il Pd? Resta a guardare consapevolmente, almeno in questa case, seguendo la linea tracciata dall’ex segretario Matteo Renzi dopo le dimissioni seguite alla debacle elettorale del 4 marzo. Ma se adesso l’ex premier dice di volere restare in disparte e di voler occuparsi soltanto del suo ruolo da senatore, quello per cui è stato eletto in Parlamento, d’altra parte il reggente Maurizio Martina – come riporta Rai News – detta le prossime mosse del Partito Democratico, anche e soprattutto in vista delle consultazioni che dovrebbero dare vita ad un nuovo governo:”Il Pd ha lavorato unito in aula attorno ai suoi candidati Giachetti e Fedeli in coerenza con quello che abbiamo detto subito dopo il 4 marzo. Saremo forza di minoranza e ci prepariamo per essere l’alternativa alla destra e ai cinque stelle nel Paese”. E arriva anche una prima indicazione sulla data della nuova assemblea del Pd:”La data la decide Orfini, ma certo l’assemblea del Pd sarà dopo le consultazioni, penso sempre ad aprile”. Sarà in quella sede che si deciderà se procedere alla nomina di un nuovo segretario o indire nuove primarie. (agg. di Dario D’Angelo)

PD, RENZI:”COMPLIMENTI A CASELLATI PER DISCORSO”

Dopo l’elezione del presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, Matteo Renzi si lascia andare a poche riflessioni con i cronisti. La “compattezza” del Pd, questo è ciò che evidenzia: «Un bel gruppo, siamo stati molto istituzionali, abbiamo votato Valeria (Fedeli, ndr) e contemporaneamente abbiamo applaudito i passaggi rilevanti del discorso della presidente quando è stata eletta», dichiara Renzi lasciando l’aula di Palazzo Madama. L’ex leader del Partito democratico spega di aver salutato Casellati e di averle augurato buon lavoro: «In passato non sempre è accaduto così, altre opposizioni facevano il contrario. Il suo discorso è stato molto bello, istituzionale». Ora si parla di vicepresidenti, ma Renzi preferisce tagliare corto: «Non ho messo bocca sui presidenti, figuriamoci… Ora tocca a loro. Tocca a loro». Come riferisce Askanews, non risponde neppure a chi gli chiede se Marcucci sarà capogruppo del Pd in Senato. Poi incrocia Lucia Annunziata, che lo incalza con qualche domanda, a partire sull’accordo tra MoVimento 5 Stelle e centrodestra. «Tocca a loro», ribadisce. E quando la giornalista lo provoca dicendogli che ora fa parte della casta, Renzi replica: «Prendo troppo come senatore? Non ditelo a me che volevo fare la riforma…».

PD, RENZI SU M5S E CENTRODESTRA: “GOVERNO TOCCA A LORO”

Quella che fa Matteo Renzi dopo l’elezione dei presidenti del Parlamento è una analisi da “politologo”. Per l’ex premier ha vinto lo schema del “tocca a loro”, «l’unico possibile perché rispettoso della volontà popolare». Renzi però si lascia andare anche ad una battuta: «Immaginate cosa sarebbe successo se avessimo fatto l’accordo con il centrodestra o con i Cinque stelle». L’ex segretario del Pd non può dirsi soddisfatto per l’esito del voto per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato: «Sarei stato soddisfatto se avessi vinto le elezioni…». L’Ansa ha raccolto anche il commento di Maurizio Martina, segretario reggente del Partito democratico: «La Legislatura parte male, chi ha vinto non ha dato prova di essere all’altezza». Altrettanto duro il coordinatore della segreteria del Pd, Lorenzo Guerini: «È nata la nuova maggioranza Salvini-Di Maio e Berlusconi è la ruota di scorta». E il capogruppo uscente Ettore Rosato chiosa: «Noi faremo opposizione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori