Laura Boldrini, solidarietà per le case “marchiate” a Pavia/ Antifascisti, la telefonata all’assessore Galazzo

Laura Boldrini interviene sull’episodio delle case degli antifascisti “marchiate” con adesivi a Pavia: la Presidente della Camera telefona all’assessore alla cultura esprimendo solidarietà

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Laura Boldrini (LaPresse)

Dopo il curioso episodio dell’arresto simbolico che ha visto protagonista l’ex generale dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Pappalardo, mentre lei era intenta a chiudere la campagna elettorale in quel di Milano, Laura Boldrini è intervenuta in questa giornata di silenzio che precede l’election day di domani in qualità però di Presidente della Camera. In merito infatti alla vicenda degli adesivi recanti il marchio di “antifascista” applica sulle porte delle case di alcuni cittadini di Pavia, la candidata nelle liste di Liberi e Uguali ha telefonato, secondo quanto riporta l’Ansa, a Giacomo Galazzo, assessore alla cultura del capoluogo di provincia lombardo, esprimendo solidarietà per l’accaduto. Di fronte agli adesivi che recavano la scritta “Qui ci abita un antifascista” e che rimandano ed episodi risalenti a periodi storici che parevano dimenticati, Galazzo ha spiegato che gli ha fatto molto piacere la telefonata della Boldrini: “Non si può non intervenire pubblicamente: non dobbiamo farci intimidire da azioni squadriste come queste, anzi io sono antifascista e lo sarò sempre” ha affermato l’assessore che, come molti altri cittadini, è stato una delle vittime di questo raid che ha coinvolto anche alcuni esponenti locali dell’Anpi e che ore è finito sotto la lente di ingrandimento della sezione della Digos della Questura di Pavia. (agg. di R. G. Flore)

PAPPALARDO, “USURPANO IL POTERE!”

L’ennesima trovata, a metà tra il “trash” come la definisce oggi qualche quotidiano e l’incursione situazionista tipica delle avanguardie di inizio secolo (pur senza un chiaro intento di riferirsi a quei movimenti politico-culturali), del generale Antonio Pappalardo che ha provato ad arrestare simbolicamente Laura Boldrini è servita soprattutto a fare luce sulla forza politica, il Movimento per la Liberazione dell’Italia, di cui è il leader e che, nonostante non abbia intenti bellicosi, vuole trasformare con metodi alquanto singolari la penisola in un “Paese di pace”. Come spiegato dall’ex generale dell’Arma ora in pensione, il tentato “arresto” di Laura Boldrini (alla quale è toccata la stessa sorte di altri personaggi politici di spicco come ad esempio lo stesso Presidente della Repubblica) nasce dalla ferma convinzione che i protagonisti dell’attuale scena istituzionale abbiamo “usurpato” il potere, come peraltro ribadito in una recente intervista. “Sono stati eletti da parlamentari non convalidati e quindi ho eseguito l’arresto in ottemperanza all’articolo 182 del codice di proceduta penale” ha detto Pappalardo che, in più di una circostanza, ha voluto smentire presunte simpatie per la destra estrema e stigmatizzato la predilezione di alcuni attivisti per il saluto romano, aggiungendo che il Movimento per la Liberazione dell’Italia non è né di destra, né di sinistra e che con le sue “pacifiche truppe” mira a spodestare quelli che non esista a definire i “cialtroni abusivi che occupano le nostre istituzioni”. (agg. di R. G. Flore)

I PRECEDENTI “BLITZ” DI PAPPALARDO

Non è la prima volta che il generale Pappalardo tenta di arrestare un esponente politico. Ieri è successo a Laura Boldrini, esponente di Liberi e Uguali, ma poche ore prima la stessa sorte era capitata a Beatrice Lorenzin. Il ministro della Salute anche in quel caso era stata raggiunta da “un mandato d’arresto” poiché accusata di essere “inconsistente”. Il motivi? Secondo Pappalardo, essendo stata eletta in Parlamento con il Porcellum, una legge elettorale dichiarata incostituzionale, la Lorenzin era un ministro di fatto fuorilegge. Come sottolineato da nextquotidiano.it, negli ultimi due anni Pappalardo (prima con i “Forconi”) ha tentato di arrestare l’ex deputato di Forza Italia Osvaldo Napoli, il parlamentare PD Ettore Rosato, tutto il Parlamento ed infine il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. (agg. di Dario D’Angelo)

L’ARRESTO DELLA BOLDRINI

Si chiude con il colpo di scena la campagna elettorale di Laura Boldrini. La presidente della Camera dei Deputati si trovava nella giornata di ieri a Milano, e durante il proprio appello agli elettori (è candidata per LeU al collegio uninominale Milano 1), è stata interrotta dal generale in pensione dei carabinieri, Antonio Pappalardo, presidente del Movimento Liberazione Italia. L’ex figura di spicco delle forze armate, ha “tentato” di arrestare la Boldrini, contestandola ad alta voce con tali parole: «Lei è donna delle istituzioni, lei è in arresto». Insieme a Pappalardo, già protagonista di alcuni episodi simili di contestazione nei confronti di altri leader politici (ieri ha provato ad arrestare anche la ministra Lorenzin), vi era un gruppetto di persone, che hanno appunto inveito nei confronti della numero uno della Camera.

IL TWEET DI GRASSO

Dopo qualche minuto di concitazione, l’ex generale e i suoi seguaci sono stati interrotti dalla sicurezza e allontanati dalla sala dell’Arci Corvetto di Milano. La Boldrini ha quindi ripreso la parola, commentando il tutto con indignazione, dicendo: «La democrazia non è una buffonata e qui siamo di fronte a una buffonata. Un uomo che non ha capito bene che cos’è la democrazia e per questo si permette di fare irruzioni così. Il clima è tale da potersi imporre in modo provocatorio intrufolandosi in posti come questo. Ma qui non c’è trippa per gatti. Hanno paura i protofascisti. Ma Pappalardo, io non ho paura di te. E venuto qui con il suo drappello di seguaci pensando di rovinarci la festa, ma non ci riesce, non ce la faremo rovinare da lui». A sostegno della contestazione subita, il leader di Liberi E Uguali, Grasso, che tramite il proprio profilo ufficiale Twitter ha scritto: «Una sceneggiata ridicola. Per fortuna la politica è un’altra cosa. Ti sono vicino, Laura. Avanti senza paura!».

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