SILVIO BERLUSCONI, COS’È LA RIABILITAZIONE? / Istanza al Tribunale di Milano: il “nodo” della buona condotta

- Silvana Palazzo

Silvio Berlusconi chiede riabilitazione al Tribunale di Milano: così può superare l’interdizione e candidarsi alle elezioni. La strategia del leader di Forza Italia per correre in politica

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Silvio Berlusconi chiede riabilitazione (Foto: LaPresse)

L’udienza sull’istanza di riabilitazione presentata da Silvio Berlusconi non è stata ancora fissata, ma dovrebbe tenersi quasi sicuramente entro luglio. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, è stata depositata lunedì 12 marzo in cancelleria, quattro giorni dopo che erano trascorso per intero i tre anni previsti dalla legge dopo cui il leader di Forza Italia avrebbe potuto chiedere la riabilitazione. C’è un punto chiave della norma che regola la riabilitazione: occorre che in questi ultimi tre anni «il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta». Cos’è la riabilitazione? È un istituto, previsto dall’articolo 178 del codice penale, che consente a chi sia stato condannato con sentenza passata in giudicato di chiedere e ottenere, se in possesso dei requisiti, la cancellazione dei reati dal casellario giudiziario e di conseguenza l’estinzione dei reati stessi. Proprio questo aspetto potrebbe essere insidioso per il leader di Forza Italia, visto che è ancora imputato in vari processi. Quasi tutti per fatti precedenti all’8 marzo 2015, data in cui si è recato per l’ultima volata alla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone, dov’era stato affidato in prova ai servizi sociali. L’unica eccezione è per alcuni risvolti del caso Ruby ter, dove Berlusconi è accusato di corruzione di testimoni, che nell’ipotesi della procura sarebbe avvenuta fino a ottobre del 2016. Ma, come riportato da LaPresse, alcune sentenze della Cassazione dicono che i processi pendenti non possono essere presi in considerazione per valutare la buona condotta del condannato che chiede di essere riabilitato. (agg. di Silvana Palazzo)

SGARBI LO AVEVA ANTICIPATO: VUOLE RICANDIDARSI

Silvio Berlusconi è pronto a tornare in campo nuovamente da protagonista. Il leader di Forza Italia, che durante le scorse elezioni non ha ottenuto un risultato soddisfacente, ma che si è comunque schierato con la coalizione vincente, ha chiesto la riabilitazione. Obiettivo, candidarsi nuovamente in vista di eventuali nuove elezioni che potrebbero tenersi ilprossimo autunno se le forze di governo attuali non riuscissero a mettersi d’accordo. Un’indiscrezione riportata stamattina dal Corriere della Sera, ma che era stata già anticipata un paio di giorni fa da Vittorio Sgarbi. Intervistato da Circo Massimo di Radio Capital, il noto critico d’arte aveva ammesso: «Dall’8 marzo poteva chiedere la riabilitazione delle funzioni politiche attive o passive e lo ha fatto. Nell’arco di un mese può candidarsi». Sgarbi ha quindi aggiunto e chiuso: «Non serve più Strasburgo – le parole del neoeletto con Forza Italia al Senato – la riabilitazione può avvenire dopo la scadenza dei tre anni di pena ai servizi sociali: Berlusconi può votare ed essere votato». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CHIESTA LA RIABILITAZIONE

Silvio Berlusconi chiede la riabilitazione: i legali dell’ex premier, Niccolò Ghedini e Franco Coppi, hanno presentato l’istanza su cui dovrà decidere il Tribunale di Sorveglianza di Milano. L’udienza in camera di consiglio, non pubblica e senza la presenza delle parti, dovrebbe tenersi nei prossimi mesi, quasi sicuramente entro luglio. L’obiettivo è quello di riabilitare il leader di Forza Italia alla politica attiva. Stando a quanto riportato da Tgcom24, l’udienza non sarebbe stata ancora fissata, dopo partirà l’istruttoria. A quel punto i giudici dovranno valutare anche i processi pendenti a carico di Berlusconi che, teoricamente, non sono ostativi alla riabilitazione. Se la richiesta venisse accolta, il numero uno di Forza Italia potrebbe candidarsi ad eventuali elezioni. Questo diritto per ora gli è stato precluso dall’articolo 15 della Legge Severino. E contro questo divieto Berlusconi ha fatto anche ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo. Qui la sentenza è attesa non prima del prossimo autunno.

LA STRATEGIA

La Legge Severino stabilisce che un cittadino che abbia ricevuto una condanna definitiva è incandidabile al Parlamento. Sono passati sei anni da quando Silvio Berlusconi è stato giudicato tale per il procedimento sulla frode fiscale relativa ai diritti Mediaset. Nel 2013 infatti la Cassazione confermò la pena a quattro anni di reclusione. Per tre beneficiò dell’indulto, mentre l’anno restante fu scontato sotto forma di servizi sociali. Il Corriere della Sera ha spiegato il calcolo dei tempi per la richiesta di riabilitazione: fa riferimento all’articolo 179 del codice penale, per il quale viene concessa «quando siano decorsi almeno tre anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita». Silvio Berlusconi ha completato l’8 marzo 2015 i servizi sociali presso la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano, che si trova nell’hinterland milanese. Secondo Agenpres, l’istanza di riabilitazione potrebbe essere esaminata e “chiusa” nel giro di un paio di mesi.

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