SENATO, SEGGI ED ELETTI: RISULTATI ELEZIONI 2018/ 112 al M5s, 135 al Centrodestra: rientrano Grasso e Fedeli

- Dario D'Angelo

Seggi ed eletti Senato, risultati elezioni 2018: mancano 26 seggi al centrodestra per ottenere la maggioranza. Campania e Sud tutto M5s: Renzi resta, elenco big bocciati

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LaPresse

Mancano ancora alcune sezioni da scrutinare e contare per avere il quadro completo, ma iniziano ad emergere i primi calcoli dei senatori entrati con metodo proporzionale nel prossimo Parlamento. Quando mancano ancora alcune sezioni nel Lazio soprattutto, la situazione vede complessivamente 135 seggi a Centrodestra (37 alla Lega, 33 a Forza Italia, 7 a Fratelli d’Italia, altri uninominali), 112 al M5s, 57 al Centrosinistra (43 Pd, 1 Svp e altri uninominali), 4 per LeU. Con la quota proporzionale, rientrano in gioco e in Parlamento con un seggio le ministre “bocciate” all’uninominale come Fedeli e Pinotti, ma anche il presidente del Senato Pietro Grasso, Umberto Bossi, Renato Schifani e Vasco Errani. Fuori del tutto invece Roberto Formigoni, Massimo D’Alema e Pier Paolo Baretta, Pd ed ex sottosegretario all’Economia. Tra i vari eletti, oltre alla forte presenza dei grillini, troviamo Bongiorno, Salvini, Bagnai, Malan, Santanchè, Richetti,  Gianni Pittella, Dario Stefano, Nicola Morra, Davide Faraone, Niccolò Ghedini, Luigi Zanda e ovviamente anche Matteo Renzi. (agg. di Niccolò Magnani)

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LA CAMPANIA È GRILLINA!

Guardando i risultati delle elezioni al Senato in Campania, i seggi conquistati e gli eletti nei collegi uninominali non serve un grande analista per capire che il Pd e il Centrodestra hanno completamente fallito in questi ultimi anni di gestione della cosa pubblica, regalando a Di Maio e al Movimento 5 Stelle la quasi totale “razzia” dei seggi campani. Guardate gli eletti agli uninominali per crederci fino in fondo: Franco Ortolani a Napoli, Paola Nugnes a Fuorigrotta, Maria Domenica Castellone a Giugliano, Raffaele Mautone a Casoria, Vilma Veronese a Caserta, Danila De Lucia a Benevento, Ugo Grassi ad Avellino, Francesco Castiello a Battipaglia, Salerno con Andrea Cioffi, Virginia La Mura a Torre del Greco e Francesco Urraro. Unico denominatore comune? Sono tutti del Movimento 5 Stelle, che fa man bassa con un trionfo totale del partito di Di Maio in tutta la Campana uninominale. Se poi ci aggiungiamo la quasi totale vittoria anche alla Camera, i seggi e gli eletti in Parlamento vedranno una quantità di campani grillini fuori dalla norma: e così in Sicilia, in Sardegna e in quasi tutto il sud Italia che consegna alla Casaleggio Associati lo scettro di queste elezioni 2018. (agg. di Niccolò Magnani)

PASSANO GALLIANI E BOSSI

Mancano meno di 300 sezioni su 61.401 per avere i risultati definitivi delle elezioni politiche 2018 per quel che riguarda il Senato. Dove si notano alcune differenze rispetto alla Camera, vista anche la diversità di elettorato. Il Movimento 5 Stelle, infatti, si attesta al 32,2%, mezzo punto in meno rispetto a quanto avviene per Montecitorio. Dunque i pentastellati restano, per il momento, sotto i 10 milioni di voti. Tuttavia ottengono un numero di preferenze superiore al doppio di quelle di Forza Italia (4,3 milioni). Altra differenza tra Camera e Senato è che in quest’ultimo caso il Pd supera il 19% (19,1%) delle preferenze. Meno ampio poi il divario tra Lega e Forza Italia (17,7% contro 14,5%). Per quanto riguarda gli altri partiti, gli andamenti sono simili. In ogni caso la coalizione di centrodestra non riesce ad andare oltre il 37,5%. Confermata la sostanziale impossibilità di avere una maggioranza da parte di tutte le singole forze e coalizioni in campo. (aggiornamento di Lorenzo Torrisi)

MOVIMENTO 5 STELLE PRIMO GRUPPO

Anche al Senato si conferma la situazione di ingovernabilità uscita fuori dai risultati di queste elezioni politiche 2018. Centrodestra che ha sì più eletti degli avversari, ma il magic number per ottenere la maggioranza fissato a quaota 158 è lontano ben 26 seggi. Nel dettaglio, così come alla Camera dei Deputati, la forza trainante della coalizione si conferma la Lega di Matteo Salvini, che secondo le proiezioni di Quorum dovrebbe portare al Senato 56 parlamentari a fronte dei 53 di Forza Italia, dei 20 di Fratelli d’Italia e dei 3 di Noi con l’Italia-Udc. Il totale fa 132, con il Movimento 5 stelle che nel caso in cui possa arrivare a formare un governo avrà bisogno gioco forza dei voti degli altri partiti visto che la sua pattuglia è composta da 115 parlamentari. Certificato il crollo del Partito Democratico, che stando ai dati attuali dovrebbe portare in Parlamento una pattuglia composta da 50 parlamentari. 

SENATO SEGGI ED ELETTI, RENZI SALVA IL SEGGIO

Nonostante la debacle del Partito Democratico, Matteo Renzi conferma il seggio senatoriale nella sua Firenze. L’ancora segretario del Pd – nonostante l’Ansa abbia già annunciato la sua volontà di dimettersi – ha ottenuto il 44,1% dei voti imponendosi sull’economista di centrodestra “no euro” Alberto Bagnai, fermo al 24,5%. Staccato l’avvocato Nicola Cecchi del M5s al 19,8%. A Bologna ce la fa Pier Ferdinando Casini, che fa il suo il seggio con il 33,54%, seguito da Elisabetta Brunelli (centrodestra) al 28,70%, mentre l’ex governatore della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani di Liberi e Uguali non va oltre il 7,21%. La spunta nel collegio di Siena e Arezzo il socialista Riccardo Nencini, candidato del centrosinistra, sulla leghista Tiziana Nisini: quando mancano pochissime sezioni da scrutinare il vantaggio dovrebbe essere nell’ordine del punto percentuale. 

IL CROLLO DI D’ALEMA

Ma tra le batoste più nette di queste elezioni 2018 al Senato non può passare sottotraccia quella rimediata da Massimo D’Alema. Nel collegio di Nardò in Puglia, è infatti Barbara Lezzi alla guida del M5s ad imporsi conquistando il collegio uninominale battendo il candidato di centrodestra Luciano Cariddi, Teresa Bellanova per il Pd e soprattutto Massimo D’Alema. Proprio l’esponente di Liberi e Uguali subisce una sconfitta epocale con una percentuale del 3,9%. La nottatacci di Liberi e Uguali si conferma pure a Palermo, dove Pietro Grasso arriva quarto in casa, senza riuscire a superare il 6%. Ma tra i risultati più clamorosi vi è senza dubbio la bocciatura di Laura Fedeli, il ministro per la Pubblica Istruzione ha perso il collegio senatoriale di Pisa, dove si è imposta la candidata del centrodestra Rosellina Sbrana.

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