PRIMARIE PD ZINGARETTI SI CANDIDA/ Dopo-Renzi, Calenda “ripartire dopo disfatta”. Parisi “chi pensa al Lazio?”

- Silvana Palazzo

Pd, Zingaretti: “Mi candido per le primarie”. Rosato apre per il dopo-Renzi, ma c’è l’ipotesi Gentiloni… Le ultime notizie sul Partito democratico dopo la sconfitta alle Elezioni Politiche

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Pd, Zingaretti pronto per il dopo Renzi (Foto: LaPresse)
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Un Pd in subbuglio pensa già ai prossimi candidati alle Primarie Pd, con la Direzione di lunedì che forse chiarirà i principali nomi in lizza per il dopo-Renzi: dopo l’avanzata di Zingaretti, ha parlato il neo-iscritto Carlo Calenda che una volta di più smentisce le ipotesi circolate di una sua candidatura alla segreteria, anzi aggiunge «Ognuno deve prendere la sua barchetta e andare in soccorso del Pd. Disfatte se vissute con dignità e onore possono essere la premessa per una vittoria futura come a Dunkerque». La risposta arriva su Twitter dopo che alcuni utenti gli avevano chiesto come faceva il Pd ad andare avanti senza “capitano”: Rosato e Lotti confermano, in vario modo, che Renzi non si candiderà alle prossime Primarie mentre intanto anche al di fuori dal Pd si “parla” di leadership e partono le prime critiche alla scelta di Zingaretti di pensare alle primarie. «Dice Zingaretti a Repubblica che vuol correre a #primariepd. E Lazio? Bilancio da approvare? Sanità rifiuti trasporti? Che importa! Campagna elettorale servita per essere più forte di Matteo Renzi. Solita spregiudicatezza della sinistra: le istituzioni al servizio del partito!, a dirlo è il candidato sfidante del Centrodestra battuto per pochi voti alle Regionali Lazio, Stefano Parisi. (agg. di Niccolò Magnani)

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CAOS PD DOPO LE ELEZIONI

Nicola Zingaretti, reduce dal successo alle Elezioni Regionali 2018 nel Lazio, dove è stato rieletto, può essere protagonista del nuovo corso del Partito democratico. Lui è l’unica nota lieta dopo l’ultima tornata elettorale, per questo non esclude di essere tra coloro che “ricostruiranno” il Pd, aprendo un nuovo capitolo della storia Dem. «Io ci sarò. Anche alle primarie, non escludo nulla», ha svelato in un’intervista a Repubblica. Il modello di riferimento è l’Ulivo: auspica un congresso «aperto e unitario», il cui tema dovrebbe essere secondo lui «l’articolo 3 della Costituzione (quello che sancisce il principio di eguaglianza di tutti i cittadini, ndr)». Il motto è «rigenerazione», non solo per il Pd, ma per tutta la sinistra. E non devono esserci accordi calati dall’alto, ma bisogna aprire un grande confronto, «vero e forte». Anche Nicola Zingaretti però si allinea alla posizione di Matteo Renzi per quanto riguarda l’eventuale intesa col Movimento 5 Stelle: «Restiamo all’opposizione».

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POST RENZI, PRIMARIE PD: ZINGARETTI PRONTO

Oltre a Nicola Zingaretti, i nomi che circolano per la successione a Matteo Renzi sono quelli di Paolo Gentiloni, attuale presidente del Consiglio, e del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Quest’ultimo, molto attivo su Twitter, frena: «Ieri ho lavorato su Ilva e Piombino non ho parlato con alcun padre nobile del Pd. Detto + volte considererei poco serio fare il segretario di un partito di cui ho preso 3gg fa la tessera ! Oggi alle 18 vado a presentarmi al mio circolo». Intanto la direzione del partito si avvicina: Matteo Renzi affiderà la reggenza a Maurizio Martina, in attesa che l’assemblea scelga se eleggere un segretario di transizione (magari lo stesso Martina) o indire subito le primarie. Ettore Rosato ha assicurato che Matteo Renzi non si candiderà alle primarie, è già un “ex” e non ha alcuna intenzione di succedere a se stesso. «Non parteciperà alle prossime primarie», assicura (clicca qui per l’approfondimento). Il “senatore di Firenze” non ha intenzione però di farsi mettere all’angolo o di fare da capro espiatorio: non intende farsi scavalcare nelle scelte in Parlamento e per il governo.

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