Siria, Gentiloni alla Camera/ Video “Con Russia dialogo e fermezza. Armi chimiche? Non si torni a 100 anni fa”

Informativa di Paolo Gentiloni sulla Siria alla Camera: il premier critica l’uso di armi chimiche del regime di Assad e ribadisce l’alleanza con gli USA, non chiudendo al dialogo con Putin

17.04.2018 - Niccolò Magnani
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Paolo Gentiloni (LaPresse)

Mentre sul piano internazionale si attende l’esito dell’indagine degli osservatori dell’Opac a Douma ed Emmanuel Macron rivendica la legittimità del raid, nella giornata di oggi gli occhi della politica sono puntati sull’informativa che il premier uscente, Paolo Gentiloni, aveva in programma oggi alla Camera a proposito della crisi siriana. Rapporto con la Russia, no all’uso di armi chimiche e sostanziale ammissione del fatto che la situazione non si risolverà semplicemente con la destituzione di Bashar al-Assad. Riferendo a Montecitorio, Gentiloni ha infatti messo in dubbio che la Russia di Putin voglia davvero “fare fino in fondo il gioco di Assad” che, a detta del premier, sarebbe stato il responsabile dell’attacco chimico dei giorni scorsi a Douma. E proprio sull’utilizzo del gas, Gentiloni ha utilizzato i toni più duri, dando anche lui una sorta di legittimità al raid missilistico compiuto da Stati Uniti, Francia e Regno Uniti (a cui l’Italia non ha partecipato), dato che “non possiamo accettare che si torni a cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale a legittimare l’uso della armi chimiche”. Secondo il Primo Ministro, infatti, “la città di Duma, che era l’ultima roccaforte dei ribelli, è stata oggetto di un attacco in cui secondo ogni evidenza si è ripetuto l’uso di armi chimiche: probabilmente cloro miscelato con sarin o agenti assimilabili”, lamentando a suo dire anche che, a causa del veto russo espresso in Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’iniziativa per accertare la verità è stata a lungo bloccata. (agg. R. G. Flore)

“ITALIA STA CON USA, CON ASSAD SI DEVE TRATTARE”

Uno dei passaggi più significativi del discorso tenuto dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla Camera è stato quello in cui di fatto si è preso atto dell’impossibilità di effettuare in Siria quello che in gergo viene chiamato regime change: Bashar al Assad, insomma, non sarà spodestato. Gentiloni, come riporta La Repubblica, ha dichiarato:”Siamo di fronte a una guerra orribile e a un regime orribile. Ma il negoziato con questo regime orribile è inevitabile. L’idea coltivata da molti che si potesse passare dalla cacciata di Assad è caduta, si è rivelata una pia illusione e oggi il problema molto semplicemente dopo Douma e Afrin è evitare altre stragi e spargimenti di sangue”. Insomma un bagno di realtà da parte del premier, che ha aggiunto:”Sfidiamo la Russia a contribuire con Stati Uniti, Iran, Europa alla soluzione negoziale a questa situazione. Il ruolo della Russia è fondamentale, bisogna farlo ora. La Russia deve essere sfidata sul terreno del contributo a questo negoziato perché non ha nessun interesse a fare il gioco di Bashar al Assad”. (agg. di Dario D’Angelo)

IL DISCORSO DI GENTILONI

Tre punti chiari dal discorso che Paolo Gentiloni ha tenuto pochi minuti fa alla Camera dei Deputati sulla situazione in Russia: le armi chimiche ci sono e sono state usate da Assad contro i ribelli e i civili; l’Italia non ha bombardato ma non è neutrale, sta con l’alleato Usa (e quindi per questo ha dato via libera all’uso delle basi militari nel Mediterraneo); il dialogo con la Russia deve rimanere aperto nella ormai consueta modalità del “doppio binario”. Su questi punti si è dispiegato il non lunghissimo discorso del Premier dimissionario davanti alla seduta plenaria della Camera dei Deputati presieduta da Roberto Fico: mentre le trattative di Governo continuano su fronte parallelo, le parole di Gentiloni spingono l’Italia verso un ruolo di “primo piano” (anche se non ha bombardato) contro la Siria di Assad. Il Presidente del Consiglio ritiene «certo» l’uso delle armi chimiche da parte di Damasco, «nella notte del 7 aprile la città di Douma, ultima roccaforte dei ribelli, è stato oggetto di un attacco in cui secondo ogni evidenza si è ripetuto l’uso di armi chimiche, probabilmente cloro miscelato con sarin, o agenti assimilati. Fonti diverse, fra cui l’Oms, hanno confermato che l’attacco chimico ha provocato decine di morti e centinaia di feriti. Abbiamo visto immagini che non dovremmo mai vedere, di persone intossicate, di bambini intossicati». Secondo Gentiloni poi, l’Italia non è un Paese neutrale che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra la Nato e la Russia, «è un coerente alleato degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana, di Kennedy o Nixon, di Reagan o Clinton, di Bush o Obama. E’ una scelta di campo, è la nostra scelta di campo», anche se il nome di Trump non lo nomina mai.

LE PRIME REAZIONI

Per quanto riguarda il difficile rapporto con la Russia, specie in questo momento delicatissimo di scontro tra Usa-Francia-GB e Siria-Mosca-Iran, il premier italiano si dice certo che la strategia da utilizzare è sempre quella del doppio binario (e meno male che non ha usato il termine iper abusato in questi giorni di “doppio forno”, ndr): «impostazione del doppio binario delle sanzioni in Russia e della battaglia per tenere aperta la porta del dialogo con la Russia. In questi anni qualcuno ci ha accusato di essere troppo morbidi con la Russia. Ma io non ci sto – dice ancora Gentiloni in aula – a chi ripropone i cliche della guerra fredda o della seconda guerra mondiale. Siamo contemporanei e dobbiamo associare fermezza e dialogo con la Russia»• Le prime reazioni vedono un sostanziale applauso generale con tutti i gruppi parlamentari concorsi nel non aver partecipato al bombardamento ma di schierarsi comunque a favore degli Usa. Dagli interventi di Giulia Grillo (M5s) e Picchetti (Lega) si evince però che il tema Siria sia ancora una volta legato, a doppia mandata, con la formazione del Governo nostrano. «Il Paese ha urgente bisogno di un nuovo governo, un governo legittimato che riporti il nostro Paese al centro geostrategico e sia ponte tra Oriente e Occidente», spiega la capogruppo grillina. Più critica invece la Lega, che difende allo stesso tempo l’alleanza con li Usa e la non guerra a Putin: «Qui il mandato Onu non c’è. Parliamo di una iniziativa unilaterale di nostri alleati. Ci saremmo aspettati che l’Italia potesse svolgere un ruolo di mediazione […] Vogliamo che l’Italia collabori su tutti i dossier internazionali. L’Italia deve avere una politica estera assertiva in tutti i contesti».

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