GOVERNO, SCONTRO DI MAIO-SALVINI/ Casellati al Colle ‘senza accordi’: Berlusconi, “stop M5s”. E il Pd si sfila

- Niccolò Magnani

Governo, fallite consultazioni Casellati: Di Maio, “dialogo solo con Lega o Pd, no Berlusconi”; Salvini “Centrodestra unito, M5s sembra voler andare con i dem”

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Foto LaPresse

Salvini vs Di Maio, M5s vs Lega: altro che accordo, lo strappo ultimo di ieri sera del leader grillino ha messo (quasi) per sempre sepolto il possibile accordo di governo con mandato dato a Casellati per provare a riunire Centrodestra e M5s. Stamani la collaboratrice più vicina a Berlusconi, Licia Ronzulli, ha definitivamente chiuso i battenti a Di Maio e compagnia, spiegando a Radio Capital «Il tentativo è fallito. Non si può continuare a prendere schiaffi in faccia. L’apertura di Di Maio è durata meno di sette ore», confermando così che ieri ad un certo punto i Cinque Stelle avrebbero anche accordato l’ingresso nel governo di Berlusconi e FI, salvo poi tornare indietro pensando alle conseguenze gravi dal punto di vista dell’elettorato. «Noi non abbiamo mai bluffato. Abbiamo sempre giocato a carte scoperte, chiedendo pari dignità all’interno della coalizione. Non si può mancare di rispetto a 5 milioni di persone che ci hanno votato, non ci sarà mai un appoggio esterno ad un governo Salvini-Di Maio», spiega ancora la Ronzulli. Intanto però il Partito Democratico, ieri con Matteo Renzi direttamente, oggi con Anna Ascani confermano che il M5s deve essere messo con le spalle al muro e non dagli alibi di alcuna sorta se non riesce a mettere insieme un accordo di governo dopo un mese a mezzo dalle Elezioni. Intanto in giornata Elisabetta Casellati salirà al Colle (ancora non v’è un orario preciso in calendario, ndr) per consegnare il mandato a questo punto definitivamente “fallito”, e non per causa sua ovviamente. (agg. di Niccolò Magnani)

UNA GIORNATA COMPLICATA

Fare un riassunto della giornata politica di oggi è difficile da un lato, semplicissimo dall’altro: un continuo batti e ribatti, ti veti e controveti. Ma la sintesi è facilissima: stallo e ancora più stallo. Il governo non è partito e difficilmente partirà con il botta e risposta Salvini-Di Maio: il primo si diceva sicuro di un’apertura del M5s ma il secondo, appena uscito dalle Consultazioni con Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha di fatto “stroncato” ogni possibile accordo. Prima la Salvini version: «Ieri siamo usciti con gli schiaffoni, stasera con i sorrisi, una metà è fatta, l’altra la settimana prossima – ha affermato – Sono ottimista. Speriamo che oggi sia il giorno buono. Forse oggi si parte, si può costruire qualcosa finalmente». Poi la Di Maio version, diametralmente opposto: «se mi si chiede di sedermi ad un tavolo con Berlusconi e Meloni per concordare un programma di governo che poi deve ispirare un governo che abbia quelle personalità politiche delle singole forze di Centrodestra, è assai complicato per noi da digerire». E poi, inevitabilmente, la replica da Isernia del leader della Lega: «Noi faremo di tutto per avere un governo ma gli italiani hanno scelto di premiare l’interno centrodestra, non solo la Lega. Non è che il governo lo fai solo con la Lega». Ma Salvini fa ancora di più, e intravede la possibilità che “qualcuno” possa guardare già o ad in “inciucio” col Pd oppure ad un governo tecnico con il timbro di Mattarella: «Non vorrei che qualcuno non avesse la stessa voglia di far partire un governo subito, da tutte le parti. Secondo me c’è qualcuno che tifa a far saltare un accordo politico per inventarsi l’ennesimo governo tecnico che poi spenna gli italiani, a questo la Lega non sara’ mai disponibile».

LE REAZIONI DEL CENTRODESTRA

In un comizio dalla piazza centrale di Isernia, il leader del Centrodestra si dice impaziente e stufo dei vari stalli e dispetti delle altre forze politiche (tutte, dal Pd ma soprattutto a M5s e Forza Italia) e di fatto certifica il “fallimento” delle consultazioni della Casellati che domani salirà al Colle a consegnare il nulla di fatto nell’accordo per ora non raggiunto tra Centrodestra e Movimento 5 Stelle. «Inciucio col Pd? Il dubbio mi viene», spiega Salvini guardando a Di Maio che pochi minuti prima aveva detto di voler tenere aperta la porta della Lega e del Pd perché uniche in grado di poter formare un governo sui programmi. Berlusconi e Meloni, per Di Maio, possono benissimo sostenere un Governo Lega-M5s ma non possono partecipare ad alcun tavolo di accordo, «non possiamo mica dividerci in ministri in 4 forze politiche diverse tra loro, gli elettori ci darebbero degli ipocriti e dei traditori». Su tutte le furie tanto FI quanto FdI, con la nota dell’ex Cav che recita «l supplemento di veto pronunciato dal Movimento 5 Stelle dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rifiuto di formare un governo. Si tratta dell’ennesima prova di immaturità consumata a danno degli italiani. Il centrodestra unito e Forza Italia hanno invece dimostrato di essere pronti e compatti nella volontà di dare le risposte che il Paese necessita». La Meloni va ancora più in profondità e attacca, «il Paese è ostaggio della smania di Di Maio di andare a Palazzo Chigi»: ora però lo stallo resta ancora davanti con le ipotesi che ancora possono essere tutte valide. Da un Governo tecnico, ad un pre-incarico a Di Maio o Salvini fino ad un secondo giro di consultazioni questa volta con Fico come esploratore verso un possibile accordo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

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