COSA ACCOMUNA M5S E LEGA?/ Programma: tre punti fattibili, il resto è un’utopia

I punti di contatto tra 5 Stelle e Lega sulla base dei quali costruire il “contratto di governo”. sono punti di sutura. Lacerazioni, in realtà. Ecco ciò che non funzionerà. SERGIO LUCIANO

10.05.2018 - Sergio Luciano
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Luigi Di Maio e Matteo Salvini sullo sfondo (LaPresse)

I punti di contatto tra 5 Stelle e Lega sulla base dei quali costruire il “contratto di governo” — come l’ha ribattezzato Di Maio, storpiando il mitico “contratto con gli italiani” inventato da Berlusconi, copiandolo a sua volta dal sondaggista Luigi Crespi — sono punti di sutura. Lacerazioni, in realtà. Salvini ha imperniato la sua campagna elettorale sulla promessa di una flat-tax al 15% che sarebbe comunque inattuabile alla luce della nostra finanza pubblica ma lo è addirittura al 1000 per cento se la si volesse affiancare al reddito di cittadinanza, usato invece dai 5 Stelle come specchietto per le allodole, ovvero richiamo per elettori sprovveduti fino alla fessaggine.

Un punto di contatto “positivo” c’è, ed è il meno realistico di tutti: riscrivere la Fornero. La legge Fornero, che ha mandato a gambe all’aria i sogni di riposo di milioni di pensionandi, più che una scelta deliberata fu una “presa d’atto” delle necessità inderogabili della nostra finanza pubblica rispetto alle regole europee ma ancora di più ai ricatti finanziari dei grandi fondi d’investimento stranieri. La ridefinizione dell’età pensionabile, il suo collegamento vincolante all’attesa di vita, la riduzione delle percentuali di retrocessione, sono misure necessarie per non far saltare i conti pubblici e rassicurare i fondi stranieri che comprano i nostri titoli pubblici del fatto che l’Italia resta nell’Unione europea, che l’euro non viene messo in discussione e che dunque investire in Btp rimane una scelta tutelata dalla Banca d’Italia e dalla Bce. Come riscrivere una legge del genere? Qualche ritocchino, cambiarle il nome: sì. Ma abolirla, figuriamoci.

Servono circa 30 miliardi di manovra finanziaria di cui 12,5 solo per evitare l’aumento dell’Iva dal 22 al 25%. “La comunicazione politica dei 5 Stelle e quella della Lega”, osservava acutamente ieri il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, ex-renziano molto autonomo, “hanno avuto in comune un punto: cogliere un forte senso di precarietà che pervade diversamente tutto il Paese. Sappiamo che al Sud è peggio, ma anche qui al Nord si respira incertezza, che le disuguaglianze sono emerse anche al Nord, che la condizione del ceto medio percepita è ormai segnata dall’uguale sensazione di incertezza… A questo sentimento complesso Lega e 5 Stelle hanno dato, sia pure in modi diversi, risposte molto semplici: aboliamo la Fornero, mandiamo via gli immigrati; poi la Lega ha detto: ‘Giù le tasse’, e i 5 Stelle ‘reddito di cittadinanza a tutti’, che è comunque un modo di spendere soldi pubblici”.

Però… però più di un osservatore afferma che, a voler agire con “buona volontà”, i punti di contatto, gratta gratta, si trovano. Per esempio sul reddito di cittadinanza potrebbe piacere ai grillini il modello del reddito di autonomia previsto dalla Regione Lombardia che eroga fino a 800 euro mensili di sostegno alle famiglie in difficoltà. Anche i 5 Stelle promettono tagli alle tasse e non amano il Jobs Act. Entrambi invocano una nuova legge contro la corruzione. Sulla regolamentazione del conflitto di interessi per chi intende fare politica e candidarsi alle elezioni, che spazzerebbe via Berlusconi, Di Maio e Salvini sembrano concordare.

E’ sul fronte estero che sorgerebbero però ulteriori dissensi, con la richiesta in sede Ue di discutere rapidamente su come superare e in prospettiva eliminare le sanzioni economiche contro la Federazione Russa. Ma Di Maio è molto più filoamericano di Salvini. E allora il collante potrebbe essere l’apertura diretta di un dialogo con Mosca e il presidente Vladimir Putin per superare le ultime tensioni tra Occidente e Russia.

Convergenze invece sul tema dell’ordine pubblico: settore al quale sia Di Maio che Salvini promettono maggiori investimenti con miglioramenti economici per le forze dell’ordine. Il controllo delle città con l’utilizzo dell’esercito non solo per il contrasto alla micro-criminalità e alle mafie ma anche per prevenire il pericolo di attacchi terroristici accomuna i consensi. Coma anche la lotta alla contraffazione, al bullismo, al cyberbullismo e alle occupazioni abusive di case. 

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