Marco Travaglio contro Berlusconi/ “Riabilitazione? Delinquente era, tale resta”. E su Salvini-Di Maio…

- Silvana Palazzo

Marco Travaglio contro Berlusconi: “Riabilitazione? Delinquente era, tale resta”. E su Salvini-Di Maio… Il direttore del Fatto Quotidiano torna all’attacco del leader di Forza Italia

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Marco Travaglio contro Berlusconi

Marco Travaglio contro Silvio Berlusconi, ci risiamo. La riabilitazione del leader di Forza Italia, decisa dal Tribunale di sorveglianza di Milano, non ha significato per il direttore del Fatto Quotidiano, il quale ha rimarcato il fatto che sarebbe comunque arrivata nell’estate 2019 per la fine delle pene accessorie della legge Severino. Per Travaglio la decisione è stata tecnica e non muta la storia giudiziaria e le relative responsabilità etiche e politiche dell’ex Cav. La vicenda della riabilitazione è stata commentata da Travaglio con un editoriale, ma a far discutere è soprattutto la prima pagina del Fatto Quotidiano. All’indomani della notizia è stato lanciato questo titolo: «Ora B. è riabilitato. Ma delinquente era e delinquente resta». Libero Quotidiano è andato all’attacco di Travaglio: «Prima pagina impregnata di fiele e odio. La misura dell’indignazione (o del rosicamento) è il titolo di apertura».

MARCO TRAVAGLIO CONTRO BERLUSCONI (E SALVINI)

Ma a far discutere non è solo il titolo della prima pagina del Fatto Quotidiano sulla riabilitazione di Silvio Berlusconi, ma anche la vignetta dedicata al leader di Forza Italia. C’è l’ex Cav e la scritta “Candidabile, niente battuta: sono educato (mi sto mangiando le palle e non si parla con la bocca piena)”. Anche in questa occasione il giornale Libero Quotidiano è andato all’attacco di Marco Travaglio: «Non perde l’occasione per gettare fango sul Cav». Nel suo editoriale comunque il direttore del Fatto Quotidiano ha anche criticato la possibile maggioranza tra la Lega e M5S, e in particolare Matteo Salvini per i giudizi espressi sul suo storico alleato. A Travaglio non è andato giù il fatto che Salvini abbia definito la ricandidabilità di Berlusconi «una buona notizia per lui e per la democrazia». Questo per lui «la dice lunga sull’ambiguità del nascente “governo del cambiamento” e sulla democrazia salviniana. Se un (altro) delinquente entra in Parlamento, è una pessima notizia per la democrazia. Almeno per quella che abbiamo in mente noi».



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