Governo M5s-Lega, il programma/ Video, Di Maio: “domani chiudiamo”: comitato di conciliazione e flat tax

- Niccolò Magnani

Governo M5s-Lega, stallo su premier, programma e contratto: Mattarella non parla dopo Salvini e Di Maio e concede altro tempo. “Contratto in bilico”: scenari e ultime notizie live

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Il tavolo dei negoziati di governo fra Lega e M5s (Foto dal web)

Come vi abbiamo riportato in precedenza, l’Huffington Post ha pubblicato una copia del contratto di Governo sul quale stanno lavorando in queste ore Movimento 5 Stelle e Lega. Ciò che fa maggiormente discutere è certamente il cosiddetto Comitato di Conciliazione, un organo consultivo adibito per regolare i dissensi nella cooperazione tra le due forze politiche o prendere nuove decisioni. Giungono però ulteriori indicazioni degne di nota, soprattutto per ciò che riguarda i nodi ancora da sciogliere: dalla giustizia alle infrastrutture, passando per i vincoli dell’Unione Europea e le grandi opere. E, in tema Lega, resta caldo il tema immigrazione: Matteo Salvini ha chiesto mano libera su respingimenti e rimpatri, ma servirà ulteriore lavoro e mediazione per giungere alla fumata bianca. Da segnalare, inoltre, la possibile richiesta alla Bce di Mario Draghi di abbattere 250 miliardi di euro di debito pubblico. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SPUNTA UNA BOZZA DEL PROGRAMMA M5S-LEGA

Governo M5s-Lega in dirittura d’arrivo o salterà tutto a sorpresa? Continua il confronto tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio e le rispettive squadre per arrivare alla fumata bianca e spunta un interessante documento. L’Huffington Post ha pubblicato in esclusiva una copia del “Contratto per il Governo del cambiamento”, bozza del 14 maggio 2018 (ieri, ndr). Il punto del programma che desta maggior interesse è sicuramente quello relativo alla creazione “di una struttura parallela al Consiglio dei ministri, il Comitato di Riconciliazione, sede in cui regolare i dissensi nella cooperazione fra le due forze politiche o prendere nuove decisioni”. Parliamo di un organo consultivo e decisionale, attualmente non previsto dall’architettura costituzionale del governo, e la cui formazione rischia di innescare un conflitto istituzionale abbastanza grosso. Infatti, tra i compiti di questo Comitato, figura anche quello di prendere decisioni nuove su temi rilevanti: “Crisi internazionali, calamità naturali, problemi di ordine e di salute pubblici”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

DI MAIO: “DOMANI CHIUDIAMO”

Dopo la durezza delle sue parole di ieri, intervenuto ai microfoni della stampa al termine dell’incontro con Sergio Mattarella, poco fa Matteo Salvini ha lanciato segnali positivi sulle discussioni con il M5s per la formazione del nuovo Governo e sulla stipula dell’ormai famoso contratto. Come il segretario della Lega, il candidato premier pentastellato Luigi di Maio si è lasciato andare ad un commento fiducioso sulla fumata bianca. Uscendo da Montecitorio, il politico campano ha sottolineato: “Il punto nevralgico è il contratto, qui ci sono alcuni temi da chiarire, alcuni punti da dirimere. I nomi vengono dopo. Serve coraggio, non dico di Salvini, ma è il momento del coraggio. Domani forse riusciamo a chiudere il contratto di governo e poi da lì si parte. In 6 giorni stiamo scrivendo il programma di 5 anni”, le sue parole riportate dai colleghi de ilmessaggero.it. Attesi aggiornamenti nelle prossime ore, minuti decisivi per il futuro dell’esecutivo del Paese… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GOVERNO, SALVINI: “SIAMO AL TRATTO FINALE”

“Siamo al tratto finale” assicura Matteo Salvini in diretta Facebook facendo il punto della situazione sulla formazione del nuovo Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Continua il segretario del Carroccio: “Non stiamo litigando, ma discutendo e approfondendo sui temi: sul lavoro, sulle tasse, sulle pensioni. E’ un cambiamento epocale: nei decenni passati c’erano dei litigi noti. Noi no: stiamo discutendo positivo, i cinque stelle si dimostrano interlocutori positivi e concreti sui diversi temi. Siamo in due a discutere e c’è una parte del programma degli altri: provvedimenti sull’ambiente, sulla scuola, sulla giustizia, sul reddito di cittadinanza. Vogliamo applicare quanto promesso in campagna elettorale. Siamo al tratto finale: se troveremo un equilibrio ci sarà un governo e si parte. I nomi e i cognomi vengono alla fine, stiamo facendo l’esatto contrario di ciò che sta facendo la vecchia politica”. Infine, una battuta sulla possibile consultazione con gli elettori leghisti qualora arrivasse l’accordo: “Non solo online. Vorrei che se ci fosse un accordo, foste voi nelle piazze italiane a dirci di andare al governo o meno”.(Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CONTRATTO IN BILICO?

È in corso l’ennesimo incontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, anche se non era atteso per questo primo giorno post-stallo delle Consultazioni: la querelle sul nome del premier e le continue distanze sul tavolo del programma danno la cifra di un momento assai delicato (lo sappiamo, lo andiamo dicendo da 70 giorni, ma tant’è..) per gli equilibri istituzionali di questo Paese. In un video messaggio su Facebook, Di Maio rilancia i temi del contratto di lavoro e si dice assai più sereno di Salvini nel portare a termine l’accordo. «E’ il momento di capire se vogliamo andare fino in fondo. Il M5S c’è e vuole portare a casa i risultati. Abbiamo un obiettivo molto importante che è quello, in questa legislatura, di portare a casa risultati per i cittadini», spiega il capo politico del M5s, che attacca l’Ue e il Financial Times dopo le pesanti critiche ricevute (qui tutti i dettagli, ndr). «Nel contratto di governo che stanno discutendo Lega e Movimento 5 Stelle siamo riusciti ad ottenere il taglio delle pensioni d’oro», conclude Di Maio, mentre Salvini ha scelto la via dei giornalisti assiepati davanti alla Camera per raccontare le ultimissime novità. «Sono ottimista però i giorni passano e sono anche realista», evocando la possibilità che alla fine si possa effettivamente tornare al voto. L’impegno per portare a termine il contratto c’è per Lega e M5s ma i punti del programma, ormai lo sanno anche i muri, sono molto distanti: «L’ipotesi di una rottura sarà una scelta presa da entrambi, ci sono alcuni temi su cui siamo lontani ed è chiaro che non possiamo andare a Bruxelles con un governo che rappresenti due idee lontane. Sono le prossime ore quelle in cui decideremo». Insomma, tutt’altro che spedite le trattative, il contratto resta in bilico nonostante il tentativo – anche di questi minuti – di trovare una quadra accettabile per fare finalmente cominciare questo Governo. 

CONTRATTO DI 39 PAGINE: DIVISI SULLE POLITICHE UE

Luigi Di Maio entrando alla Camera ha rassicurato sullo status delle trattative con la Lega: «Il tavolo mi pare stia andando molto bene, mi dicono i miei». Il giovane leader M5s si dice ottimista di natura, a differenza di Salvini visto nelle ultime ore con la faccia scura e la preoccupazione di non riuscire a creare un programma condiviso con nomi condivisi. Una volta ripresi i tavoli questa mattina, le fonti dei due gruppi parlamentari alla Camera hanno fatto sapere che la forma scritta del programma di governo è lievitata fino a 39 pagine, ben più dei “soli” 22 capitoli della primissima bozza. Secondo quanto riporta l’Ansa, «Fra questi vi sarebbe però la revisione dei trattati Ue e anche i costi della politica. Per quanto riguarda le politiche europee, viene riferito, entrambi i partiti puntano a chiedere modifiche ma vi sarebbero divergenze sulle modalità». Intanto da Forza Italia arriva l’ennesima critica ai Cinque Stelle e “avviso” agli alleati del Centrodestra per le prossime settimane: secondo Mara Carfagna, «Apprezziamo gli sforzi del nostro alleato Matteo Salvini, che prova a dare un governo stabile al Paese restando fedele al programma di centrodestra che abbiamo firmato insieme e che ha contribuito a renderci la coalizione più votata alle elezioni. Purtroppo questo suo tentativo si scontra, come è evidente, con il dilettantismo e la superficialità del Movimento 5 stelle». 

SALVINI, “DALL’EUROPA INTERFERENZE INACCETTABILI”

Ha ripreso a Roma, alla Camera, il tavolo di trattative fra la Lega e il Movimento 5 Stelle. Si punta a trovare ulteriori punti in comune, per poi chiudere la costituzione del nuovo governo al massimo entro la giornata di giovedì, anche se, visto quanto accaduto la scorsa settimana, non è da escludere che la deadline possa ulteriormente slittare. Sul tavolo vi sono temi importanti come l’immigrazione, la sicurezza, le grandi opere, e a riguardo vanno sottolineate le nuove parole del leader del Carroccio, Matteo Salvini. Il leghista, prima ha regalato il buongiorno ai sui fan su Facebook così: «Coerenza, pazienza, voglia di fare, umiltà e concretezza, e serve anche fortuna». Quindi, ha voluto replicare all’Unione Europa, che ha alzato la voce sulle politiche migratorie: «Dall’Europa ennesima inaccettabile interferenza di non eletti – dice Salvini – noi abbiamo accolto e mantenuto anche troppo, ora è il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti». Prosegue quindi il rapporto difficoltoso fra la Lega e l’Europa, una visione per certi versi condivisa anche dallo schieramento dei 5 Stelle. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“IL REDDITO DI CITTADINANZA SI PUO’ FARE”

Proseguono le trattative fra i 5 Stelle e i leghisti per costituire il nuovo governo, quello già ribattezzato “del cambiamento”. I due schieramenti stanno provando a trovare una serie di punti in comune, per lo meno, sulle questioni base, di modo da far ripartire il lavoro politico dell’Italia. Fra le molte questioni pregnanti vi è anche quella riguardante il reddito di cittadinanza, il cavallo di battaglia dei 5 Stelle, che ha di fatto permesso agli stessi di ottenere quasi la metà dei voti degli italiani. A riguardo sono significative le parole rilasciate da Claudio Borghi, esponente della Lega, che ha ammesso: «Il reddito di cittadinanza non è assolutamente un problema – si legge sull’Huffington Postbasta che sia chiaro che ci siano le risorse per poterlo fare e che ci sia la volontà di capire che queste risorse, se si tengono i vincoli attuali (specialmente quelli stringenti come il pareggio di bilancio), non si potranno mai trovare». Il leghista vuole quindi chiarezza sulle cifre, sostenendo che la sottoscrizione del programma del nuovo governo giallo-verde, avverrà solamente quando si avrà la certezza di avere a disposizione le risorse per effettuare le manovre indicate nello stesso. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LE PAROLE DI CENTINAIO

Le ipotesi fioccano, le proposte pure ma i dati certi di un accordo reale tra M5s e Lega sono tutt’altro che evidenti: dopo aver “bruciato” Conte e Sapelli, Salvini e Di Maio non hanno ancora trovato una via mediana tra programma e premier e Mattarella (irritato) ha concesso ancora tempo e giorni. Gli “sherpa” dei due giovani leader si dicono sicuri che l’accordo alla fine si troverà, ma la richiesta di tempo inizia a far irritare non solo il Quirinale ma anche l’Europa: oggi infatti Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, ha spiegato a Politico.Eu la posizione che dovrà tenere l’Italia: «È chiaro che l’approccio alla formazione del nuovo Governo e l’approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico». Un messaggio diretto a Salvini e Di Maio che ieri hanno fatto capire (specie il leghista) di essere in netto contrasto con quei “vincoli esterni” che provengono da Bruxelles. Secondo Gianmarco Centinaio, capogruppo Lega al Senato, non bisogna essere preoccupati: «Sono distanze che con la buona volontà si possono sistemare. Per terminare il contratto è questione di ore». A quelli che ripetono da giorni che l’unica sistemazione possibile per il Governo è quella di una staffetta tra Di Maio e Salvini, Centinaio ha ripetuto «Lo decideranno loro se stare dentro o se fare la regia da fuori». 

TONINELLI, “DISTANZA COLMATILE”

Questo governo non s’ha ancora da fare. Manca l’accordo: il contratto tra MoVimento 5 Stelle e Lega è tornato in discussione. Sono emerse le diversità su alcuni punti chiave del programma, e non di temi di poco conto. Il Quirinale per ora ha accolto la richiesta di tempo dei due leader, concedendo loro ancora 48 ore per chiarire i punti. Danilo Toninelli, capogruppo M5s al Senato, resta fiducioso: «Il contratto é un documento molto importante con venticinque, trenta punti. C’è una forte condivisione e alcuni punti su cui dobbiamo discutere». La richiesta di più tempo a Mattarella non nasconde, precisa Toninelli, un dissenso sul nome del candidato premier: «Noi stiamo portando avanti un contratto di governo alla tedesca, in Germania ci sono voluti tre mesi, noi ci stiamo lavorando da cinque giorni, é normale che serva un po’ più di tempo, ma possiamo chiudere in 48 ore». Toninelli ha poi dribblato le domande sulla premiership di Di Maio. «Finché non chiudiamo il contratto non ci saranno mai nomi, perché il premier dovrà portare un contratto vincolante», ha ribattuto l’esponente M5s. (agg. di Silvana Palazzo)

GOVERNO M5S-LEGA, DI MAIO E SALVINI CHIEDONO TEMPO

Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono tutt’altro che vicini a formare un Governo: gli ultimi giorni hanno visto tavoli e trattative serrate, «giorno e notte», hanno ripetuto i due leader nei due discorsi post-Consultazioni (qui tutta la cronaca live di giornata, ndr), ma non si è arriva ancora ad una quadra. I toni sono più distesi (più quelli del grillino, meno quelli del leghista) e ognuno ringrazia l’altro per lo sforzo che ci sta mettendo: ma Salvini l’ha detto chiesto, «siamo ancora con diversi punti di distanza su temi come immigrazione, legittima difesa, giustizia, infrastrutture e Europa con vincoli esterni». Ecco non proprio pochino per un Governo che dovrebbe nascere a breve su un contratto condiviso su alcuni punti chiave per unire i gruppi parlamentari di Lega e M5s: ma la vera novità della giornata non è neanche questa. Ci si aspettava infatti l’intervento di Mattarella al termine delle Consultazioni al Quirinale, o che almeno il segretario Zampetti illustrasse i prossimi step “finali”. Ecco, non avviene nulla di tutto questo: il Capo dello Stato non parla, Zampetti nemmeno e non vi saranno neanche note ufficiali del Quirinale. Questo significa che lo stesso Mattarella è rimasto come spiazzato dalle distanze profonde ancora presenti, oltre che alla mancanza di un nome condiviso per il premier: dal Colle trapela di come viene preso atto delle richieste di M5s e Lega e viene concesso altro tempo, ma lo stallo resta ancora evidente e il Quirinale medita intanto di fissare un termine ultimo, questa volta veramente, da dare ai partiti per far partire questo benedetto Governo. Il 4 marzo è sempre più lontano..

CONSULTAZIONI: COSA HANNO DETTO SALVINI E DI MAIO

Se per caso vi siete persi le dichiarazioni di Di Maio e Salvini e non avete capito perché invece che avere un Governo questa sera, ancora una volta si rimane in uno stallo “attivo” ma pur sempre senza intesa, ecco un utile vademecum. Un riassunto di quanto hanno detto i due leader, con annesso video se volete anche controllare di persona lo stato dello stallo attuale: Di Maio resta soddisfatto del clima che si respira al tavolo per il contratto e spiega anche di alcune convergenze sui temi. Ammette però che per ora «di nomi per il premier non ne facciamo ancora», e soprattutto che hanno chiesto «ancora un po’ di tempo, alcuni giorni, per fissare al meglio i punti del programma condiviso». Salvini, di contro, è molto più preoccupato e mette più “se” che “certezze” nell’immediato discorso post-consultazioni: per il leader della Lega, pur ringraziando Di Maio e M5s per l’ottimo sforzo fatto in questi giorni di tavoli, «ancora non ci siamo su molti punti. «Stiamo discutendo sull’idea di Italia che vogliamo, anche animatamente con l’M5s. […] Il governo parte se può fare le cose per cui gli italiani ci hanno votato». Poi illustra i punti di distanza, ovvero immigrazione, infrastrutture e vincoli rigidi dell’Europa: «Serve un accordo di governo omogeneo, su alcuni punti importanti ci sono ancora distanze con M5s», per poi concludere il messaggio con «Per serietà vi dico che serve tempo per capire se questo governo può partire o se Lega e M5s si salutano». Come ultimissima “nota” del giorno, la Lega ha fatto sapere che esattamente come il M5s su Rousseau anche il Carroccio vuole ascoltare i propri elettori sul contratto di governo che uscirà (allora è certo che uscirà?) col M5s. «l’ufficio organizzativo federale ha inviato una lettera ai segretari regionali e provinciali per invitarli a prenotare le piazze per il prossimo weekend per consentire lo svolgimento di una consultazione tra la cittadinanza sul contratto di governo. Ogni gazebo – si legge nella lettera pubblicata dall’Ansa – dovrà dotarsi di un’urna per raccogliere le schede votate».



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