VALLE D’AOSTA, RISULTATI ELEZIONI REGIONALI 2018/ Vince UV, ok Lega-M5s, Pd-FI ko: i 35 Consiglieri eletti

- Silvana Palazzo

Risultati Valle d’Aosta, Elezioni Regionali 2018: chiuso scrutinio per il Consiglio, ecco i 35 eletti. Ultime notizie: UV primo partito, exploit Lega e calo M5s. Fuori Pd e Forza Italia

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LaPresse

Chiuse definitivamente le Elezioni Regionali in Valle d’Aosta e i verdetti sono senza appello per il centrosinistra e il centrodestra, che proseguono la crisi elettorale nella Regione più piccola d’Italia. Il Pd e Forza Italia (che correva con Fratelli d’Italia) restano fuori dal Consiglio Regionale, con i 35 seggi eletti che vedono la porta chiusa per Centrodestra (2,9% finale) e Partito Democratico (5,39%). Vince l’UV come primo partito al 19,25% mentre la Lega si conferma il movimento nazionale più in forma, al secondo posto nel Consiglio di Aosta con il 17,06% dei votanti. Al terzo posto Area Civica Stella Alpina (10,66%), seguono UVP (10,59%) e Movimento 5 Stelle (10,44%) che aumenta i seggi rispetto al 2013 ma vede un crollo netto dal 4 marzo scorso in cui era il primo partito della Valle d’Aosta. Ecco la conta e i nomi dei consiglieri eletti incaricati il prossimo 26 giugno (nella prima seduta ufficiale) di eleggere il neo Governatore valdostano: 7 seggi per Union Valdotaine (Augusto Rollandin, Renzo Testolin, Joel Farcoz, Emily Marinella Rini, Mauro Baccega, Marco Sorbara, Luca Bianchi) e Lega di Salvini (Nicoletta Spelgatti, Paolo Sammaritani, Andrea Fabrizio Manfrin, Luca Distort, Stefano Aggravi, Diego Lucianaz, Roberto Luboz); 4 seggi per Movimento 5 Stelle (Luciano Mossa, Luigi Vesan, Maria Luisa Russo, Manuela Nasso), Area Civica-Stella Alpina-Puor Nostre Vallée (Antonio Fosson, Stefano Borrello, Pierluigi Marquis, Claudio Restano), Union Valdotaine Progressiste (Laurent Vierin, Luigi Giovanni Bertschy, Jean Claude Daudry, Alessandro Nogara); 3 seggi per Impegno Civico (Alberto Bertin, Daria Pulz, Chiara Minelli), Alpe (Albert Chatrian, Patrizia Morelli, Chantal Certan), Mouv’ (Elso Gerandin, Roberto Cognetta, Stefano Ferrero). (agg. di Niccolò Magnani)

TESTA A TESTA UV-LEGA

Mancano poco meno di due mila schede da scrutinare e il quadro sulle elezioni Regionali della Valle d’Aosta è sempre più chiaro. Due i grandi vincitori: gli autonomisti dell’Union Valdotaine, che ha raccolto 11.933 voti, ovvero il 19,20 per cento. Segue la Lega, che ha compiuto un enorme balzo in avanti rispetto a cinque anni fa: partendo dallo 0 per cento, incluso nel PdL, il partito guidato da Matteo Salvini è al 17,10 per cento con 10.628 voti. In calo, rispetto alle elezioni politiche, il Movimento 5 Stelle: 10,42 per cento con 6.478 voti. Bene gli autonomisti dell’Union Valdotaine Progressiste (10,52 per cento, 6.359 voti) e Area Civica – Stella Alpina – Pour Notre Vallèe (10,68 per cento, 6.636 voti). In crollo verticale Forza Italia che, in coalizione con Fratelli d’Italia, è sotto il 3 per cento (2,94 per cento, 1.829 voti), mentre il Partito Democratico si assesta al 5,45 per cento, con 3.387 voti. Infine, Mouv al 7,13 per cento e Alpe all’8,96 per cento. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

UV AL 19%, TIENE LA LEGA

Quando ormai mancano poche scene da scrutinare (circa 8mila) si può iniziare a fare considerazioni molto più vicine ai risultati finali: pur non sapendo quanti e quali seggi saranno occupati, per via della complessa legge elettorale con due sbarramenti ancora tutti da applicare, si può osservare come il Movimento 5 Stelle sia la forza che cala di più rispetto alle Politiche del 4 marzo. La Lega di Salvini invece, pur rimanendo al 17% del 4 marzo scorso, fa un balzo clamoroso passando dallo 0% di 5 anni fa (dove era inserita, senza alcun seggio preso, nel Popolo delle Libertà) all’ottimo risultato attuale. In calo invece il Pd e soprattutto il Centrodestra de-salvinizzato, mentre tengono molto bene gli autonomisti, in special modo l’Union Valdotaine che guida il gruppo di partiti con il 19,15% delle preferenze. Per i dem invece un basso 5,66% che paga pegno dopo la divisione del cartello elettorale di 3 mesi fa con UV e UVP: ottimo risultato per l’area di autonomisti Stella Alpina-Pour Notre Vallée al 10%, mentre al 7% troviamo Impegno Civico e anche Mouv’. I grillini invece calano moltissimo e passano dal 24% alla Camera per le Politiche all’attuale 10,5% su scala regionale. Si attendono ancora le ultimissime schede per dare una lettura finale e ufficiale di tutti dati elettorali delle Regionali in Valle d’Aosta. (agg. di Niccolò Magnani)

PRIME SCHEDE, BALZO LEGA E CALO M5S

Quando sono state scrutinate circa il 10% delle schede valide alle Regionali, si possono già osservare alcuni primi risultati parziali che fanno riflettere (se fossero poi confermati con l’avanzare dello scrutinio ovviamente): la Lega di Matteo Salvini oscilla tra il 16 e il 18% su base regionale, con un ottimo balzo in avanti rispetto alle Politiche del 4 marzo ma soprattutto rispetto alle ultime Regionali in Valle d’Aosta. Se fosse confermato questo risultato, il Carroccio ritornerebbe in quel Consiglio Regionale cui manca addirittura dal 1993, agli albori della Lega di Umberto Bossi. Tengono molto bene gli autonomisti con l’Unione Valdotaine Progressiste al 11,17% ma soprattutto con l’UV che conquista il 19,24% e tiene botta nonostante non sia più in coalizione con l’intero centrosinistra come nelle ultime Politiche 2018 (quando avevano preso il 21,7% finale). Partito Democratico come prevedibile paga dazio senza coalizione e si ferma al 6,33% per ora, mentre malissimo finisce l’asse FI-FdI che raccoglie solo il 2,84% in tutta la Regione. Per il Movimento 5 stelle invece, per ora, il calo è netto e si assesta attorno al 10% quando i numeri erano stati ben migliori solo 3 mesi fa nelle Politiche. Manca ancora la maggiorparte delle schede valide e entro il tardo pomeriggio si potranno avere numeri più significativi e già proiettati verso i margini finali. (agg. di Niccolò Magnani)

INIZIATO LO SCRUTINIO DEI VOTI

La Regione Valle d’Aosta ha fatto uscire questa mattina un comunicato ufficiale in cui annunciava che «a percentuale definitiva di affluenza al voto in Valle d’Aosta per le elezioni regionali è stata del 65,12 %, con 67 mila 146 votanti su 103 mila 117 aventi diritto. Nel 2013, aveva votato il 73,03% degli aventi diritto. A Valgrisenche la percentuale più alta di voto, pari al 82,53 %, a Courmayeur, invece, l’affluenza minore, pari al 54,26 %». Per quanto riguarda invece l’affluenza al voto per le Elezioni Comunali di Valtournenche è stata del 61,09 %, con 1.135 votanti su 1.858 aventi diritto al voto; tra l’altro qui nel 2015 l’affluenza era stata del 74,75%., altro crollo preoccupante della partecipazione al voto. Sono invece iniziate senza problemi le operazioni di voto per la prima volta “centralizzate” nei 4 centri di raccolta valdostani; ricordiamo che per la corsa ai 35 posti di Consigliere Regionali sono in lizza ben 10 liste, con la “sfida” che si preannuncia come sempre tra forze “nazionali” e “locali”, in particolare il nuovo governo giallo-verde di M5s e Lega e l’UV. Eccole al completo in attesa dei primi risultati: Pour Notre Vallée-Stella alpina, Centro destra Valle d’Aosta, Partito democratico, Impegno civico, Union valdotaine progressiste, Alpe, Lega, Union valdotaine, Mouv’ e Movimento 5 stelle. (agg. di Niccolò Magnani)

CROLLO DELL’AFFLUENZA FINALE AL 65,1%

Sono iniziate alle ore 8 le operazioni di scrutinio per scoprire chi sono i 35 Consiglieri eletti nelle Regionali valdostane, chiusesi ieri con un’affluenza finale del 65,12% che registra un crollo deciso di votanti rispetto a 5 anni fa ma anche rispetto alle politiche di soli 3 mesi fa. Sono in tutto 67mila i votanti che hanno partecipato alle Elezioni in Valle d’Aosta, non certo una grande performance con i risultati che nel 2013 avevano visto le Regionali con una partecipazione del 73% mentre il 4 marzo scorso i valdostani alle urne avevano raccolto il 72%. Lega e M5s sperano in un “raffreddamento” dei voti a favore degli autonomisti per poter approfittare e guidare il Consiglio Regionale nei prossimi 5 anni. Lo scrutinio è in corso e per avere i primi risultati concreti forse bisognerà attendere il pomeriggio o la prima serata: intanto registriamo un fortissimo calo di voti nella città più importante, Aosta, che solo 3 mesi fa aveva segnato un buon 71% di affluenza. Oggi invece si riducono i votanti al 62,6%, evidenziando una disaffezione politica che potrebbe anche essere figlia dei 3 mesi infiniti di trattative senza esiti – se non appunto negli ultimi giorni – per la formazione di un Governo nazionale; non solo, rimanendo su tematiche più locali, le inchieste e gli scandali a livello regionale potrebbe aver scoraggiato ulteriormente i cittadini aventi diritto al voto. (agg. di Niccolò Magnani)

AFFLUENZA ORE 19 AL 52,03%

Alle ore 19 l’affluenza delle Regionali in Valle d’Aosta segna un dato in netto calo rispetto a 5 anni fa e anche a pochi mesi fa nelle Politiche: secondo i dati ufficiali del Sito Regione VDA, hanno votato fino alle ore 19 ben 53.654 votanti, il 52,03% degli aventi diritto al voto in tutta il territorio valdostano. Cala ancora il dato su Aosta, che raggiunge striminzito il 50% dei votanti, mentre tra più attivi troviamo i comuni di Avise ed Emerase con il 60% di affluenza. Nel 2013 i dati davano a questa stessa ora il 58,6% degli aventi diritto, mentre il 4 marzo per le ultime Elezioni nazionali il dato in Valle d’Aosta alle 19 era registrato sul  59% di affluenza parziale. Quando mancano poche ore alla chiusura delle urne, il crollo dell’affluenza sulla Valleé non può che spaventare l’avanzata dei partiti autonomisti e invece far crescere le speranze per i movimenti in netta ascesa in questi ultimi mesi, ovvero proprio Lega e M5s che domani presenteranno il governo nazionale al Colle. Chiusura dei seggi alle ore 22, spoglio invece confermato a partire da domani mattina dalle ore 8. (agg. di Niccolò Magnani) 

COME SI ELEGGONO I 35 CONSIGLIERI

La nuova legge elettorale in Valle d’Aosta concorre ad una piccola ma significativa novità per l’elezione dei 35 Consiglieri che dovranno, a loro volta, eleggere il neo Governatore valdostano. È stato infatti introdotto un premio di maggioranza di 21 seggi (sui 35 totali) per la lista o coalizione più votata: resta una sola condizione, ovvero che la stessa superi il 42% dei consensi, eliminando di fatto il ballottaggio. Se così non avvenisse invece, il sistema si trasforma in un proporzionale puro con un complesso calcolo di doppio sbarramento che spieghiamo bene qui sotto nel nostro focus sul “come si vota alle Regionali Valle d’Aosta”. Ricordiamo infine per chi ancora non si è recato alle urne nella Regione a statuto speciale, che si può esprimere fino a 3 voti di preferenza con le liste che hanno dovuto rispettare le quote di genere pari al 30% delle candidature. Elemento interessante da sviluppare anche per eventuali test nazionali futuri: seppure la legge elettorale invitava in maniera molto netta al formare nuove coalizioni pre-voto, praticamente tutte le liste si sono presentate da sole, ad eccetto di Forza Italia e Fratelli d’Italia che si sono presentati assieme. (agg. di Niccolò Magnani)

LE COMUNALI A VALTOURNENCHE

Entrando in profondità nei dati d’affluenza usciti ormai due ore fa si scopre che la città più grande, Aosta, registra un dato piuttosto basso di affluenza alle urne, ben diverso rispetto a cinque anni fa e alla stessa tornata elettorale alle Politiche del 4 marzo scorso. I dati di partecipazione alta si hanno nei comuni di Ollomont (51 votanti su 139, pari al 36,99%), Bionaz (64 votanti pari al 33,51%), Valgrisenche (52 votanti su 166 pari al 31,33%) e Torgnon (154 votanti pari al 30,43%). Operazioni al rilento e rischio di un calo netto rispetto alle scorse Regionali per tutta la Valle d’Aosta: i gruppi autonomisti temono l’avanzata dei partiti nazionali più in “vista” (e che stanno per far partire anche il Governo nazionale) e, di conseguenza, la perdita di consenso regionale per ottenere più Consiglieri degli avversari leghisti e grillini. Ricordiamo che nel voto di oggi in Valle d’Aosta non vi sono solo le Regionali ma anche le Comunali a Valtournenche: si elegge il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale, con affluenza per il voto comunale registrata al 26,64, ben oltre il dato regionale. (agg. di Niccolò Magnani) 

AFFLUENZA ORE 12 AL 20,93%

Arrivano i primi dati ufficiali delle Elezioni in Valle d’Aosta: alle ore 12 infatti ha votato il 20,93% degli aventi diritto al voto, con un leggero calo rispetto alle Politiche del 4 marzo scorso. I votanti nella prima parte della giornata sono stati in totale 21mila, sui 103mila complessivi che oggi sono chiamate ad effettuare il proprio diritto-dovere di voto. Sotto la media regionale il capoluogo Aosta che segna alle h12 il 18,7%, mentre il comune dove si è votato di più quello di Ollomont, con il 36,69% di elettori che si sono recati alle urne. Dando una rapida occhiata ai risultati di qualche mese fa, si può osservare come proprio a mezzogiorno l’affluenza era cresciuta di quasi quattro punti rispetto alle Politiche 2013: il 4 marzo i valdostani al voto furono il 21,24%, mentre oggi per le Regionali un leggero calo viene registrato con il 20,93% su tutta la Valle d’Aosta. Cinque anni fa, alle 12, votò per la Camera il 17,67 per cento degli aventi diritto; se invece ci soffermiamo alle Regionali del 2013, allora possiamo osservare come all’epoca i voti erano stati ben più alti con il 23,5% dopo le prime ore della mattinata. (agg. di Niccolò Magnani)

AUTONOMISTI VS LEGA-M5S?

Il presidente della Regione Valle d’Aosta non sarà votato dai cittadini elettori, circa 103mila, che in queste ore sono attesi nelle urne valdostane per esercitare il proprio diritto-dovere. Per come infatti è previsto dalla legge elettorale a Statuto Speciale, i cittadini sono chiamati ad eleggere direttamente il Consiglio Regionale, i 35 politici che poi dovranno in assemblea votare con maggioranza assoluta il nuovo Governatore. Sono 103.117 gli elettori, di cui 52.751 femmine e 50.366 maschi. Nel 2013 gli elettori erano 102.633 (52.474 femmine e 50.159 maschi), spiega LaPresse. Il voto, seppur non si può dire con forza che potrà essere l’ultimo test nazionale prima del Governo Lega-M5s, vedrà comunque interessanti indicazioni tra i due partiti massimamente emergenti e le consuete liste autonomiste molto forti nella Valle. 17,4% e 24,1%: rispettivamente i dati per Lega e Movimento 5 Stelle alle ultime Politiche del 4 marzo. Sapranno rinnovarsi e crescere anche oggi alle Regionali? La sfida sta qui, con la possibilità delle prime “prove tecniche” di un governo gialloverde anche in Valle d’Aosta, e l’opporsi invece delle liste autonomiste (UV e UVP su tutte). Terranno i partiti autonomisti o si avrà il definitivo “stacco” dei movimenti di Salvini e Di Maio, a braccetto verso il nuovo Governo d’Italia? Primo dato affluenza alle ore 12, poi alle 19 e alla chiusura delle urne. (agg. di Niccolò Magnani)

ELEZIONI IN VALLE D’AOSTA

Si aprono alle 7 i seggi in Valle d’Aosta per le Elezioni Regionali 2018. Le urne, allestite in 74 comuni, si chiuderanno alle 22. Al voto 103.117 i valdostani chiamati ad esprimere la propria preferenza per il rinnovo del Consiglio regionale. I risultati non arriveranno subito: lo spoglio comincerà infatti lunedì. Sebbene la novità è che sia centralizzato in quattro poli (Aosta, Saint-Pierre, Fenis e Verres), si tratta di un’operazione che partirà alle 8 e potrebbe durare, secondo alcune stime citate dall’Ansa, almeno 12-14 ore. E quindi sapremo solo nella serata di lunedì molto probabilmente l’esito del voto valdostano. Trasformare l’elezione regionale, peraltro quella del territorio più piccolo e particolare d’Italia, in un test nazionale è difficile, ma oggi è inevitabile guardare alla Vallée per provare a trarne anche indicazioni sull’aria che tira in questo Paese. Forza Italia e Lega Nord nella scorsa tornata elettorale rimasero fuori dal Consiglio. Quindi la sfida del centrodestra, che peraltro è diviso, è di sovvertire lo scenario.

VALLE D’AOSTA, COME SI VOTA? QUI SCHEDA ELETTORALE E NOSTRO APPROFONDIMENTO

IL CONSIGLIO REGIONALE USCENTE E GLI SCENARI

Il presidente uscente è Laurent Viérin, leader dell’Uvp (l’Union valdotaine progressiste) che aveva vinto cinque anni fa alla guida di una coalizione di centrosinistra con l’Uv (l’Union Valdotaine) e il Pd. Nell’attuale Consiglio regionale hanno la maggioranza Uv (13 consiglieri), Uvp (7) e Pd (3). All’opposizione Stella Alpina (5 consiglieri), Alpe (5), M5S (2). Come andrà stavolta? Le specificità locali qui prevalgono davvero, e poi bisogna tener conto del fatto che i partiti si sono presentati all’appuntamento senza alleanze. Niente coalizioni, quindi sarà proporzionale purissimo per una gara tra dieci partiti. Ne conosciamo la metà: Movimento 5 Stelle, Pd, Forza Italia, Lega, Impegno civico (Leu alla valdostana). Gli altri sono movimenti locali: Stella Alpina (erede della Dc), Union Valdotaine, Alpe, Union valdotaine progressiste, Mouv. Il M5s ha grandi speranze, perché alle elezioni politiche è riuscito a far eleggere alla Camera, da solo, Elisa Tripodi con il 24,1% contro il centrosinistra coalizzato e il centro autonomista. Ma quella di oggi è un’altra partita: i movimenti locali potrebbero pesare di più dei partiti nazionali e quindi il M5s potrebbe perdere voti. 

DALLA SEGRETEZZA DEL VOTO ALLE INDAGINI GIUDIZIARIE

Neppure in Valle d’Aosta mancano le preoccupazioni sulla segretezza del voto, anzi sono ricorrenti le proteste a tal proposito. Il voto è molto identificabile infatti nei piccoli paesi grazie alle diverse combinazioni possibili dei tre voti di preferenza che si possono assegnare. La stessa Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, sei mesi fa si chiese come mai non siano mai state aperte indagini sul voto di scambio. Proprio le indagini giudiziarie incombono su questa regione che non è pura e incontaminata come vuol sembrare. I comitati d’affari, come riportato dal Fatto Quotidiano, hanno il loro peso. Pesa anche la crisi della grande impresa della Valle, il Casinò di St Vincent, usato dai politici come serbatoio occupazionale, oltre che di privilegi e consenso. Il passivo è pesante e la Corte dei conti ha sequestrato cautelativamente beni e stipendi di 20 consiglieri regionali uscenti con l’accusa di aver investito 150 milioni di denaro pubblico nel Casinò senza valide ragioni economiche e di mercato.

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