SONDAGGI POLITICI ELETTORALI TECNÈ/ Lega al 23% insegue il M5s: Mattarella, fiducia alle stelle

- Niccolò Magnani

Sondaggi Politici Elettorali, le ultime intenzioni di voto: quanto dura il Governo Lega-M5s? Verso autunno 2018 per il 20% degli elettori, il contratto non convince

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Luigi Di Maio e Matteo Salvini sullo sfondo (LaPresse)

TECNÈ (18 MAGGIO): SALE LA FIDUCIA IN MATTARELLA

In questi mesi di difficili e complicate trattative di governo, i principali protagonisti della politica italiana sono stati sì da un lato i leader di Lega, M5s, Pd, Forza Italia eccetera, ma ovviamente anche il Presidente della Repubblica. Mattarella, nei sondaggi pubblicati da Tecnè per TgCom 24, vede crescere ancora di più la fiducia degli italiani intervistati: era il 53% il consenso nel maggio del 2016, mentre un anno dopo salì leggermente al 54%. Ora però, dopo la gestione del post-Elezioni 2018, il dato di fiducia sul capo dello Stato sale fino al 60%, con i suoi detrattori che ovviamente calano parallelamente. La gestione del Governo che ancora tarda a formarsi, il giro quasi infinito di consultazioni e i richiami a seguire la Costituzione prima che i “contratti di governo” stanno valendo a Mattarella un “boom” di consenso personale che lo pone a livello del suo predecessore Napolitano (oggi tra l’altro dimesso dall’ospedale dopo il malore al cuore, ndr). È stato poi chiesto ai cittadini italiani nel sondaggio di Tecnè cosa ne pensassero a riguardo dell’immediato sviluppo della nostra economia nei prossimi 12 mesi: ebbene, solo il 20% si dice ottimista per la situazione italiana con un Governo ancora in fase di formazione. Il 57% ritiene che sarà uguale ad oggi tra un anno l’economia, mentre il 21% è più pessimista: va detto che un anno fa, la stessa domanda vide un 13% di economia “ottimista” e un 37% di “pessimismo”. 12 mesi dopo le speranze, almeno quelle, sono maggiori. 

TECNÈ (18 MAGGIO): BOOM LEGA, CALO M5S

Una Lega sempre più in crescita e un Movimento 5 Stelle che accusa qualche battuta d’arresto: gli ultimi sondaggi elettorali di Tecnè (con analisi sul 18 maggio scorso, ndr) mostrano, qualora si tornasse a votare oggi, un Centrodestra in piena salute di consensi, nonostante le forti divisioni interne. Resta primo partito il M5s ma è in deciso calo rispetto ad un mese fa (33,5%) e soprattutto rispetto alle politiche del 4 marzo (32,7): ad oggi Di Maio & Co valgono il 31,6%, con buona distanza sui secondi classificati del Carroccio. La Lega di Salvini compie un autentico balzo e sale al 23,2%: solo il 4 marzo scorso avevano conquistato un’ottima performance con il 17,4% su scala nazionale. Tiene botta il Partito Democratico, al 18,2%, mentre scende ancora Forza Italia al 12,8% con Berlusconi che continua ad avere notevoli dissidi col collega di coalizione: FdI al 3,8%, Liberi e Uguali al 2,8% e tutte le altre liste sommate che non superano il 7,6% nazionale (era il 9,5%). Guardando al fronte coalizioni, il centrodestra supera il limite del 40% arrivando fino al 40,6%, mentre il centrosinistra resta ad un basso 20,8%, in mezzo il Movimento 5 Stelle col suo 31,6%. 

PIEPOLI (16 MAGGIO): QUANTO DURA IL GOVERNO M5S-LEGA?

Nell’ultima sfornata elettorale della casa sondaggistica di Nicola Piepoli (effettuata il 14 maggio scorso) si fa luce e domanda attorno alla possibilità di una durata effettiva del Governo gialloverde: secondo il 20% degli elettori intervistati nel sondaggio, l’esecutivo guidato da Di Maio e Salvini avrebbe vita solo fino ad Autunno 2018, bocciando così la tenuta possibile del contratto di Governo appena siglato. Il 16% ritiene invece che si possa tirare fino a Primavera 2019 prima di tornare alle urne, mentre solo il 9% pensa che tale governo possa concludere l’intero anno prossimo senza scossoni o ribaltoni. Il 19% invece intende dare fiducia al contratto firmato (quasi) da Salvini e Di Maio e ritiene che il Governo possa tranquillamente arrivare a fine legislatura completando il più possibile delle 40 pagine di bozza presentate nelle prossime ore.

IPSOS (5 MAGGIO): LE INTENZIONI DI VOTO

Le ultime intenzioni di voto mostrano un dato importante, su tutti: se si ritornasse ora alle Elezioni non si avrebbe ancora una maggioranza degna di questo nome e probabilmente si rimarrebbe ancora impelagati nelle paludi della legge elettorale attuali. La Lega e i Cinque Stelle crescono ma non troppo, Forza Italia e Pd calano ma le forze in campo rimangono “simili” nelle distanze senza poter dare al Paese un Governo di certa tenuta il giorno dopo le eventuali urne anticipate. Rispetto alle Politiche 2018, cala Liberi e Uguali (da 3,4 a 2,8%) mentre il Pd resta aggrappato al 18% perdendo solo qualche decimale; male anche i Radicali di Bonino al 2,2% e Fratelli d’Italia che perde ulteriormente finendo al 3,6% su scala nazionale. Sul fronte centrodestra, balzo della Lega di Salvini che sale fino a, 21,4%, mentre Berlusconi cala ancora e si ritrova al 13,1% con Forza Italia. 0,9% per Noi con l’Italia mentre il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio passa dal 32,7% del 4 marzo fino al 33,7% di queste ultime intenzioni di voto.

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