NUOVO GOVERNO M5S-LEGA, SALVINI “O SI CAMBIA L’ITALIA O SI VOTA”/ Video: “Siamo pronti”, Di Maio premier?

- Niccolò Magnani

Governo Lega-M5s, Mattarella dà l’incarico a Giuseppe Conte prossimo premier? Chiuse consultazioni con Fico e Casellati, il Colle nutre diversi dubbi sulle garanzie di Salvini e Di Maio

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Foto LaPresse

Possibili frizioni nella formazione del nuovo Governo. Lega e Movimento 5 Stelle al lavoro per colmare le ultime distanze, in particolare sul premier con la frenata su Giuseppe Conte e il ritorno di fiamma, in casa M5s, di Luigi Di Maio. Matteo Salvini, come da tradizione, ha fatto il punto della situazione tramite Facebook: “Ce la stiamo mettendo tutta, noi siamo pronti: altro tempo da perdere non c’è. Se c’è qualcuno che vuole fermare questa marcia lo dica: non siamo fatti per perdere tempo. Abbiamo fatto tutto il lavoro possibile e immaginabile per pensare a un’Italia migliore: o si parte o ce lo si dica subito”. Sottolineando anche il lavoro e i passi indietro fatti dal Carroccio: “Ho fatto un passo indietro piuttosto di fare partire un governo che cambiasse le cose”. Infine, una sorta di ultimatum: “Abbiamo lavorato a un programma, abbiamo messo nero su bianco i costi e i modi: di più non so veramente cosa fare”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

POLEMICHE SU CONTE, DI MAIO PREMIER?

Nuovo Governo M5s-Lega, rispunta l’ipotesi di Luigi Di Maio premier. Oggi Giuseppe Conte, candidato premier giallo-verde, è stato coinvolto dalle polemiche legate al curriculum del giurista e nelle ultime ore potrebbe esserci un nuovo colpo di teatro secondo l’Ansa: il percorso verso l’incarico potrebbe avere una battuta d’arresto, con in corso un vertice segreto tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferirà l’incarico potrebbe non essere dunque domani, bensì giovedì. E attenzione a clamorosi ritorni di fiamma: il leader politico campano potrebbe tornare in corsa per la poltrona di primo ministro. Le ultime indiscrezioni danno in salita le quote di Paolo Savona come ministro dell’Economia, con il braccio destro di Matteo Salvini Giancarlo Giorgetti che potrebbe rivestire quel ruolo. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MELONI: “SALVINI SI E’ CONSEGNATO AL NEMICO”

Arrivano le primissime parole di Luigi Di Maio dopo il doppio scandalo scoppiato oggi dopo gli scoop del New York Times e del Manifesto sul fronte “curriculum tarocco” e “presunto sostegno a metodo Stamina”: «Non sanno cosa inventarsi». Poco dopo una nota della comunicazione M5s (dunque Casalino, ndr) aggiunge «Nel suo curriculum Giuseppe Conte ha scritto con chiarezza che alla New York University ha perfezionato e aggiornato i suoi studi. Non ha mai citato corsi o master frequentati presso quella Università. Quindi la stampa internazionale e quella italiana si stanno scatenando su presunti titoli che Conte non ha mai vantato!». Sta di fatto che la polemica impazza e il candidato premier, vista la contemporanea freddezza giunta da Mattarella che starebbe ritardando le proprie decisioni, non vede più futuro roseo nel suo immediato orizzonte: Di Maio e Salvini tentato di mediare e arrivare comunque a far cominciare questo Governo con l’avvocato a Palazzo Chigi, ma le opposizioni insorgono, su tutte quelle interne al centrodestra a trazione leghista. «Salvini è caduto nella trappola. E’ l’unico generale che conosco che avendo vinto la guerra si consegna al nemico, lasciando una parte delle truppe sul campo di battaglia. Non sosterremo il governo Conte», fa sapere Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. 

VERTICE (NON CONFERMATO) TRA CONTE, SALVINI E DI MAIO

Secondo l’Ansa, sarebbe in corso a Montecitorio un incontro segreto tra i leader della Lega e del M5s con il candidato premier individuato, Giuseppe Conte. Secondo le fonti vicine al Carroccio in realtà il vertice “segreto” non si sarebbe tenuto, ma da più parti invece lo confermano: Salvini e Di Maio stanno cercando di capire se lo stallo in atto al Quirinale sia solo momentaneo o sia davvero segnale negativo di una possibile bocciatura del nome di Conte o di qualche altro nominativo fatto per la formazione del Governo, oltre ai dubbi di natura politico-economica che vi abbiamo spiegato qui sotto nel dettaglio. «All’esame dei due leader la composizione della squadra di governo che, a quanto risulta, sarebbe comunque completata mantenendo, allo stato, l’indicazione di Paolo Savona all’Economia» riporta l’Ansa: questo vuol dire che comunque il dubbio più grande di Mattarella – portare un euroscettico al Tesoro e in Europa – sarebbe non preso in considerazione da Lega e M5s che rischiano però molto dato che il Governo ancora non è nato ufficialmente e i dubbi del Colle stanno seriamente rischiando di fare saltare di nuovo “il banco”. 

CONCLUSE LE CONSULTAZIONI: TUTTO TACE

Sono terminati i vis-a-vis fra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e i due presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni al termine dell’incontro avvenuto con il capo dello stato, durato circa 25 minuti a testa. Dopo queste nuove consultazioni, Sergio Mattarella dovrà quindi sciogliere la riserva: dare l’ok alla nomina di Giuseppe Conte come Premier, oppure, respingere il candidato del governo M5S-Lega, che dovrà quindi proporre un nuovo nome. Resta da capire come va interpretato questo gesto da parte del presidente di incontrare Fico e la Casellati: come scrivono i colleghi dell’edizione de Il Fatto Quotidiano, secondo alcuni sarebbe il chiaro indizio di un’insoddisfazione dello stesso Mattarella nei confronti di Conte, per altri, invece, un modo educato per avere un ulteriore parere circa il nuovo Premier da parte delle due cariche. La cosa certa è che questa sera Mattarella avrà un incontro, precisamente alle ore 17:00, a Civitavecchia per la “Nave della legalità” e di conseguenza appare complicata la convocazione di Conte in queste ore. (aggiornamento di Davide Giancristofaro) QUI LA DIRETTA VIDEO LIVE DELLE CONSULTAZIONI AL COLLE

FINITO IL COLLOQUIO CON FICO

Non ha rilasciato alcuna dichiarazione il presidente della Camera Roberto Fico all’uscita dalla sala delle Consultazioni: ora è dentro la Casellati e ci aspettiamo che avverrà il medesimo iter istituzionale anche per la Presidente del Senato. L’impressione è che neanche questa volta il Capo dello Stato proferirà parola pubblica prendendo tempo rispetto ai tanti dubbi che albergano le stanze del Quirinale soprattutto sul ruolo-rapporto che Conte potrà avere con i due “alleati-rivali” Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Quest’ultimo intanto è impegnato anche oggi a replicare agli attacchi e timori che giungono dai vari esponenti dell’Unione Europea, preoccupati per un possibile Governo di “rottura” nel nostro Paese. «Proseguono le invasioni di campo. Dopo francesi e tedeschi, oggi è il turno del ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn», in aggiunta a quanto detto qui sotto dal leader della Lega. Intanto, sul fronte “allargamento” delle maglie della maggioranza, importante da segnalare il commento di Guido Crosetto dato in pole position per il ministero della Difesa del Governo Conte. «Non si può essere ministro se non si è espressione di un partito che va al governo. Oggi ci riuniamo in ufficio di presidenza e decidiamo che posizione tenere. Usando le parole di Giorgia Meloni dico che si va a un matrimonio se si è invitati. Giorgia ha chiesto delle cose a Salvini: se avremo delle risposte decideremo che fare e poi spiegheremo il perché ai nostri elettori», spiega il coordinatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto. 

NUOVI MONITI UE A SALVINI E DI MAIO

«Il presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri»: così recita l’articolo 95 della Costituzione che pare ieri Mattarella abbia “letto” davanti a Salvini e Di Maio per ricordagli che Giuseppe Conte potrà anche andare bene ma non dovrà essere un mero esecutore o “burattino” in mano agli azionisti di Lega e M5s. E su quel punto soffiano anche diversi venti europei che sul fronte politico ed economico provano ad “avvisare” Mattarella sui rischi davanti ai prossimi mesi: mentre si attende l’uscita di Roberto Fico dalla sala del Quirinale, tuonano le parole del vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis che in una intervista all’Handelsblatt spiega «Noi riteniamo molto importante che il nuovo governo mantenga la rotta  e porti avanti in modo responsabile la politica di bilancio. Questo è necessario dal momento che l’Italia ha il secondo debito pubblico più alto dopo la Grecia». Non solo, il ministro degli Esteri del Lussemburgo Asselborn ha rilanciato sullo scenario italiano «spero che Mattarella non permetta al nuovo governo di distruggere il lavoro fatto negli ultimi anni in Europa», con la diretta e prevedibile risposta di Matteo Salvini: «Confermo: all’estero stiano sereni, agli italiani ci pensiamo noi». 

FICO E CASELLATI DA MATTARELLA

Alle ore 11 il Presidente della Repubblica incontrerà nelle ultime consultazioni di oggi il Presidente della Camera Roberto Fico mentre alle 12 sarà la volta della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati: anche oggi però pare che il Governo Lega-M5s non scatterà per motivi pratici, gli impegni di Mattarella, ma anche soprattutto per dubbi di natura tecnica e politica che hanno “assalito” il Colle nelle ultime ore. Ieri nelle Consultazioni con Lega e Movimento 5 Stelle, Salvini e Di Maio avevano fatto il nome condiviso di Giuseppe Conte (in realtà era già due settimane che quel nome di fatto albergava nelle proposte gialloverdi dopo l’esclusione, per motivi di varia natura, del professore Giulio Sapelli) e sembra che il più fosse fatto per poter finalmente iniziare il Governo a due mesi e mezzo dalle Elezioni del 4 marzo. «Un premier tosto per un governo politico che possa finalmente realizzare il contratto del Governo per il cambiamento», avevano ripetuto a più riprese i due leader protagonisti di questa intensa e complicata fase politica. Ieri sera, dopo le strigliate del Ppe e dei principali leader europei sulla possibile nascita di un governo “populista” in Italia, non ha aiutato l’immagine gialloverde l’intervento e l’endorsement di Marine Le Pen, leader del Front National: «I nostri alleati arrivano al potere e aprono prospettive strabilianti, innanzitutto con il grande ritorno delle Nazioni!».

TUTTI I DUBBI DI MATTARELLA

Tutto è ancora fermo e i dubbi di Mattarella sono piuttosto ingombranti e non per forza si “risolveranno” nelle prossime ore: il Governo Lega-M5s e il progetto di copertura costi per l’impianto del Contratto firmato da Di Maio e Salvini non convince appieno. Non solo dal punto di vista dei mercati, di cui comunque il Capo dello Stato teme la reazione dopo le avvisaglie mandate ieri dalle principali agenzie di rating mondiali qualora salga a Palazzo Chigi il Governo Conte-Di Maio-Salvini. Nelle Consultazioni di ieri Mattarella avrebbe posto preoccupazioni sull’allarme dei conti pubblici e sui risparmi dei cittadini: in particolare, spiega, Repubblica, è il nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia a far storcere il naso al Colle. Economista rigoroso, e questo va bene, ma profondamente euroscettico e questo per Mattarella sarebbe un azzardo per presentarsi in Europa con il nuovo governo “del cambiamento”. Dal punto di vista politico invece, Mattarella ha insistito sulla centralità dell’art.95 della Costituzione, ovvero sulla direzione generale che il premier deve dare al Governo: il che significa, tradotto in termini semplici, che il Capo dello Stato ha intimato a Salvini e Di Maio che il prossimo premier dovrà essere abbastanza solido da scegliere una sua squadra di Governo, i suoi ministri da concordare assieme al Presidente della Repubblica e una sua linea. Dare atto al programma senza però sentirsi imporre ogni giorno il diktat dei due azionisti di maggioranza del Governo: su questo punto i freni sono stati parecchio e la scelta della tempistica lenta di queste ore dimostra un tentativo di Mattarella di far “ragionare” Lega e Cinque Stelle. Nel pomeriggio di oggi e nella giornata di domani gli impegni presidenziali (per la giornata della Legalità e il 26esimo anniversario della Strage di Capaci) terranno Mattarella lontano da un’ufficializzazione del nuovo governo: «una pausa di riflessione che si legge come una indisponibilità ad accettare a scatola chiusa un accordo siglato altrove», riportano i colleghi di Repubblica.

DIRETTA VIDEO LIVE: CONSULTAZIONI FICO E CASELLATI DA MATTARELLA



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