MATTARELLA vs CONTE/ E se i mal di pancia del Colle non fossero veri?

- Daniele Marchetti

Nelle ultime ore si rincorrono voci sui mal di pancia di Mattarella nei confronti del futuro Governo M5s-Lega a guida Conte. Ma se non fosse come ce la dipingono? DANIELE MARCHETTI 

consultazioni mattarella
Sergio Mattarella (LaPresse)

In queste ore si rincorrono le “grida” sulle presunte irritazioni, mal di pancia, mugugni del Palazzo. I bene informati del Colle, per cosi dire, i “paggi della prassi quirinalizia”, assicurano che nelle sontuose stanze della Repubblica prevalga un clima di insofferenza, disorientamento e, persino, di puntuta rassegnazione verso l’irruenza dissacrante e disarmante del new style padan-partenopeo. Tanto — si mormora — da consigliare al Presidente una nuova pausa di riflessione, una urgente convocazione dei presidenti delle camere e il rinvio dell’incarico proprio per riaffermare quelle prerogative costituzionali messe a dura prova dall’ermetico accordo 5Stelle-Lega.

E se così non fosse? Se, al contrario delle tante veline “da marciapiede”, Mattarella — seppur nel suo stile misurato e sobrio — apprezzasse molto questo nuovo baldanzoso coraggio politico da voler assicurare oltre al proprio anche il sostegno — attraverso il coinvolgimento dei presidenti di Camera e Senato — di tutte le istituzioni repubblicane? Se la nuova astuta pausa di riflessione prima dello (scontato) incarico al prof. Conte fosse funzionale, non già a ribadire il dettato costituzionale dell’art. 95, quanto piuttosto a conferire un imprimatur meditato, ovvero ancora più autorevole e solido, al neopremier e al suo Esecutivo ponendo l’Italia (e il suo Governo) al riparo da qualsivoglia ondata ideologo-speculativa? Un nuovo scherzo da “isolano”, dopo quelli del Governo neutrale e delle consultazioni “di parte”.

In fondo niente in questa crisi, appare scontato, rituale, istituzionalizzato. Tutto, al contrario, assume la leggerezza dell’impalpabilità, dell’inafferrabilità, dell’imprevedibilità (come la convocazione ex-post di Casellati e Fico) pur manifestandosi maledettamente serio ed efficace.

E come la Seconda Repubblica ebbe inizio non già dalle aule giudiziarie, ma da un sapiente sistema elettorale (il Mattarellum) escogitato da una mente sopraffina allenata all’università “cencelliana”, la terza si appresta ad ingranare la marcia nel segno del Colle più Alto: da sempre fiero sponsor di novità.

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