GOVERNO LEGA-M5S, CONTE: “DOMANI LISTA MINISTRI AL COLLE”/ Il PD: “Non si governa con le dirette Facebook”

- Niccolò Magnani

Governo Lega-M5s, totoministri del Premier Giuseppe Conte: ultime notizie chiuse consultazioni alla Camera. Savona o Giorgetti all’Economia? Salvini-Di Maio, “squadra la fa il premier”

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Governo, premier Giuseppe Conte - LaPresse

Sulla prossima nascita del Governo-Conte, a guida gialloverde con Di Maio e Salvini, leader del Movimento 5 Stelle e Lega, garanti degli accordi presi, ha avuto parole di nuovo molto dure il Partito Democratico, dopo le ultime consultazioni con il Presidente della Repubblica. Il segretario reggente, Maurizio Martina, non ha lesinato le polemiche: “Abbiamo confermato i nostri giudizi negativi rispetto a quello che è accaduto finora e alle scelte e ai contenuti del contratto firmato e promosso da M5S e Lega. Pensiamo non ci sia alcun cambiamento. Se si parte da quelle scelte non si può che trovare il Pd su un fronte alternativo, Faremo un’opposizione seria, siamo pronti domani a organizzare un confronto serrato a questo contratto che giudichiamo pericoloso. Non si governa il Paese con le dirette Facebook.” L’unico ruolo che il Partito Democratico si ritaglierà nella nuova legislatura sarà dunque quello di opposizione. (agg. di Fabio Belli)

DI MAIO-SALVINI: “LA SQUADRA LA FA IL PREMIER”

Poco prima delle ore 20 è uscito dall’aula di Montecitorio il Premier incaricato Giuseppe Conte per informare sullo stato delle cose dopo l’intera giornata di consultazioni tenute con tutte le forze politiche del Parlamento: «desidero ringraziarli tutti vivamente per la franca e cortese interlocuzione che ho avuto con tutti loro, è stata una giornata proficua da tutti i punti di vista». Conte ha infatti spiegato come di tutti i rapporti allacciati oggi se ne farà carico molto utile per la formazione del Governo delle prossime ore: subito dopo incontrerà un gruppo di delegati risparmiatori rimasti colpiti dalla crisi economica delle banche. «Credo nel rispetto dei diritti e che il loro risparmio venga tutelato dal Governo. Chi ha subito truffe o raggiri sarà risarcito: domani per questo incontrerò Ignazio Visco, governatore Banca d’Italia». Piccola gaffe per il Premier quando afferma che nella giornata di domani si concentrerà sulla formazione «del contratto», correggendosi subito dopo con «Governo» ma rivelando forse ben più di mille parole quale sia stato il livello dei colloqui con M5s e Lega. Poi la conclusione che non mette un punto certo sulle tempistiche, (domani la lista, forse già in serata la salita al Colle), ma aggiunge un contenuto: «proporrò ministri politici, persone che condividono obiettivi e programmi del governo del cambiamento e che abbiano dato prova di poter adempire le funzioni pubbliche che saranno loro affidate con disciplina e onore». 

L’INTERVENTO DI SALVINI

Continuano le consultazioni del premier incaricato Giuseppe Conte. La delegazione di Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi, ha lasciato il Quirinale senza rilasciare alcuna dichiarazione ma, come sottolineato da Tg La 7, ha ribadito che gli azzurri voteranno no alla fiducia. Nelle ultime ore si è alimentato il caos attorno alla figura di Paolo Savona, indicato da M5s-Lega come ministro all’Economia ma non visto di buon occhio dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un commento sulla vicenda riguardante l’esperto professore è arrivato da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Mi dispiace che il Capo dello Stato sia così ingerente su alcuni nomi”.

Terminato l’incontro tra il professor Conte e la delegazione della Lega, ecco le parole di Matteo Salvini: “Siamo qua per non mancare di rispetto alle dirette televisive, abbiamo ritenuto nostro dovere venire a parlare. Ottimo confronto, idee, proposte: un mondo diverso rispetto a quello che leggiamo su qualche giornale. Si parla del futuro che la gente ci chiede di fare partire, ci siamo confrontati su come iniziare a fare realizzare ciò su cui gli italiani ci hanno dato fiducia. Lasciamo al professor Conte l’onore e l’onere di proporre a chi di dovere i nomi e i ruoli di chi si farà carico di realizzare quello che gli italiani aspettano. Umilmente e responsabilmente forniamo consigli, proposte e suggerimenti. Siamo sicuri che quando passeremo dalle parole ai fatti, quelli che avevano qualche preoccupazione la dismetteranno: il nostro obiettivo è quello di fare crescere l’Italia. Non vogliamo distruggere, ma aiutare l’Italia a farla tornare a contare nei contesti europei e mondiali. Siamo fiduciosi, sereni e ottimisti, felici che il Paese possa avere un governo che passi dalle parole ai fatti”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

COLLE, “STOP DIKTAT”

Se Salvini e Di Maio continuano a puntare su Paolo Savona come Ministro dell’Economia, il Colle ha fatto sentire la voce dicendo che di diktat al Quirinale non si accettano, per di più da due protagonisti non premier di questo Governo. Mentre l’irritazione di Mattarella per il comportamento di Lega e Cinque Stelle non sembra affievolirsi, le consultazioni in parallelo del premier Conte proseguono alla Camera. In attesa dell’importante dichiarazione di Berlusconi e del gruppo di Forza Italia, il colloquio del Presidente del Consiglio con il Partito Democratico non ha visto esiti “clamorosi”. «Al presidente Conte abbiamo confermato le nostre valutazioni politiche, i nostri giudizi negativi rispetto a quello che è accaduto fin qui e alle scelte e ai contenuti del contratto di Lega e M5s che abbiamo trovato. Se si parte da quelle scelte non si può che trovare il Pd su un fronte alternativo». Renzi sulla sua ultima Enews ha aggiunto una nota di critica alla nuova maggioranza: «Adesso loro diventano il potere, loro diventano l’establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse, non hanno più nessuno cui dare la colpa. È finito il tempo delle urla: tocca governare. Ne saranno capaci? Auguri e in bocca al lupo a tutti noi». QUI LA DIRETTA VIDEO DELLE CONSULTAZIONI CON PREMIER CONTE

L’IRA DEL COLLE: “NESSUN VETO SUI MINISTRI MA BASTA DIKTAT”

Nuovo vertice alla Camera tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini: l’incontro tra i leader di MoVimento 5 Stelle e Lega è concentrato sulla squadra dei ministri. In parallelo sono in corso le consultazioni con i partiti del premier incaricato Giuseppe Conte. Al centro del vertice Di Maio-Salvini anche il nodo dell’Economia e della candidatura di Paolo Savona. A tal proposito il Colle ha fatto sapere attraverso l’agenzia di stampa Ansa che non ha posto veti su alcuni ministri, ma il Quirinale non intende accettare diktat su nomine né nei confronti del presidente della Repubblica né in quelli del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Quest’ultimo in questo momento si sta confrontando con Fratelli d’Italia. Intanto i fuoriusciti M5s del gruppo misto Maie hanno dato il loro sostegno al premier incaricato Conte. «È la prima volta che un programma di governo parla degli italiani all’estero quindi daremo la fiducia», ha dichiarato l’ex M5s Salvatore Caiata al termine delle consultazioni a cui ha preso parte anche Ricardo Antonio Merlo a nome del Maie. (agg. di Silvana Palazzo)

SAVONA ALL’ECONOMIA? DI MAIO E SALVINI ALLINEATI

Consultazioni alla Camera per il premier incaricato Giuseppe Conte. Intanto l’ex segretario del Pd Matteo Renzi sulla sua newsletter Enews ha annunciato che farà «opposizione dura e rigorosa, ma civile. E rispettosa delle istituzioni, sempre». Poi ha lanciato un messaggio a MoVimento 5 Stelle e Lega: «Adesso loro diventano il potere, loro diventano l’establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse, non hanno più nessuno cui dare la colpa. È finito il tempo delle urla: tocca governare». Uno dei nodi chiave è il ministero dell’Economia: Luigi Di Maio assicura che fra i profili in esame c’è quello di Paolo Savona. «Con Salvini e la Lega siamo perfettamente allineati. È chiaro che adesso c’è il lavoro che passa tra il presidente incaricato e il Quirinale. Stiamo cercando i migliori profili per riuscire a portare questo Paese al cambiamento: tra i nomi c’è sicuramente il nome del professor Savona». Come il capo politico M5s, così il leader della Lega ha confermato il gradimento per Savona in una diretta Facebook: «È la figura in grado di rimettere l’Italia al centro del dibattito in Europa». (agg. di Silvana Palazzo)

BERLUSCONI, “FI ALL’OPPOSIZIONE”

In corso le consultazioni del premier Giuseppe Conte, sta nascendo il Governo M5s-Lega. C’è ancora qualche dubbio sulla squadra dei ministri del giurista, ma arrivano nuovi aggiornamenti in vista della fiducia. Forza Italia, con una nota del suo leader Silvio Berlusconi, ha annunciato ufficialmente di stare all’opposizione: “L’atteggiamento responsabile di Forza Italia, che ha rinunciato a porre veti o pregiudiziali, è stato determinante nel consentire al Capo dello Stato di assegnare l’incarico di formare un nuovo governo con una maggioranza politica. Tale governo non potrà però vedere il sostegno di Forza Italia, sia per la partecipazione di una forza politica con noi del tutto incompatibile come il Movimento Cinque Stelle, sia per i programmi già annunciati, gravemente insufficienti a dare una risposta ai bisogni degli italiani”. Continua il Cavaliere: “”Ne siamo tanto più convinti dopo avere sentito il prof Conte che, nell’accettare l’incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica, ha già annunciato la formula politica e i confini programmatici del suo governo, limitandolo a quel ‘contratto’ fra Movimento 5 stelle e Lega che, oltre a non avere alcun valore giuridico, è per metà un ingenuo libro dei sogni e per metà contiene scelte preoccupanti per l’Italia e gli italiani, dalle infrastrutture alla giustizia”. Infine, l’attacco al giustizialismo pentastellato: “”Questi primi segnali non sono affatto incoraggianti, e quindi non possiamo che confermare la nostra scelta di votare no alla fiducia e di stare all’opposizione di un governo che, al di la’ dei nomi, porta chiarissimo il segno dell’ideologia pauperista e giustizialista dei grillini”.”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

L’ATTACCO DI CARLO CALENDA

La Camera dei Deputati ha deciso che ogni dichiarazione dei gruppi parlamentari post-consultazioni dal Premier Conte sarà mandata in diretta video sulla webtv di Montecitorio: la decisione è giunta questa mattina, con la nota pubblica che ricorda «La webtv e il canale satellitare della Camera dei deputati trasmetteranno in diretta, dalle ore 12 dalla Sala della Regina, le dichiarazioni delle delegazioni previste oggi dopo l’incontro con il presidente del Consiglio dei ministri incaricato, Giuseppe Conte». In attesa che i partiti sfilino a Montecitorio per conoscere il nuovo Presidente del Consiglio – con magari l’inizio di quelle “altre alleanze” che ieri ha citato nel suo discorso per allargare le maglie della maggioranza – le opposizioni tornano a martellare contro la scarsa tenuta e il programma assai utopico di Lega e M5s. Calenda, ex Ministro dello Sviluppo Economico e membro Pd, attacca su Twitter, «Penso che sarà un governo elettorale. Nasce, credo, con l’obiettivo di portare la campagna elettorale al governo. Pochi fatti e molti conflitti. In particolare con l’Europa. Per guadagnare consensi in vista delle prossime elezioni, che sono molto più vicine di quanto pensiamo». Sul fronte polemiche per il curriculum del premier Conte, da molti visto come mero esecutore di Salvini e Di Maio, intervengono in sua difesa le note dell’Associazione dei Civilisti Italiani, con firma del presidente Aurelio Gentili: «Le esperienze scientifiche all’estero qualificanti del curriculum dei docenti di materie giuridiche comprendono una varia gamma di modalità, tra le quali rientrano a pieno titolo anche i soggiorni di aggiornamento e approfondimento presso istituzioni accademiche e culturali straniere». 

CONSULTAZIONI DALLE ORE 12

Oggi alle ore 12 il premier incaricato Giuseppe Conte incontrerà alla Camera tutti i gruppi parlamentari per le sue personali consultazioni, iter consueto per ogni nuovo presidente del Consiglio prima di scendere in Parlamento per ottenere la fiducia, e ovviamente prima di presentare la lista dei ministri al Capo dello Stato, Le tappe principali che vedremo nelle prossime ore sono stabilite dalla Costituzione e non dovrebbero avere grossi scossoni neanche con questa anomalia che di fatto è l’esecutivo tra Lega e Movimento 5Stelle. Le consultazioni di oggi avverranno nella sala riunioni di Montecitorio, davanti alla Biblioteca del Presidente: li incontrerà tutti, non solo i gruppi della maggioranza, e solo al termine di tali colloqui il Premier tornerà al Quirinale per sciogliere la riserva e per stilare assieme a Mattarella la lista dei ministri del nuovo Governo. Questo potrebbe avvenire già questa sera o al più tardi domani: a quel punto, una volta decisa e approvata la lista, il Governo dovrebbe giurare il giorno dopo nel Salone delle Feste del Quirinale nella cerimonia tradizionale davanti al Presidente della Repubblica. A quel punto il Governo entra in carica definitivamente e nel giro di qualche giorno – entro 10 giorni dal giuramento – si terranno le due votazioni di fiducia al Senato e poi alla Camera. Secondo quanto deciso dai capigruppo di Palazzo Madama due giorni fa, la seduta dedicata alla fiducia potrebbe tenersi tra martedì e mercoledì.

TOTOMINISTRI DEL GOVERNO CONTE

Stabilite tutte le tappe “istituzionali” ora viene il bello e il difficile per il Premier Conte: scegliere quei ministri di cui probabilmente già ieri nelle due ore e mezzo di colloqui con Mattarella è già avvenuta una prima “limatura” e confronto sulle possibili candidature. Da Costituzione, il Presidente del Consiglio scegliere una lista, poi la presenta al Colle e in seguito arriva la nomina diretta dal Quirinale su “consiglio” del Premier. Il nodo certamente più importante e decisivo che darà già una rotta particolare al Governo è la scelta del Ministro dell’Economia: sia Lega che M5s spingerebbero per l’82enne stimato Paolo Savona, già Ministro nel Governo Ciampi e ottimo economista. L’inghippo è rappresentato dal suo euroscetticismo e il Colle non intende “concedere” problemi o critiche dall’Ue nei confronti del ministero più importante di ogni governo nascente. Si vocifera dunque di un possibile ingresso in extremis del “Gianni Letta” leghista, ovvero Giancarlo Giorgetti: intanto però le dimissioni di Savona “per impegni pubblici in Italia” dalla presidentessa di un fondo di investimento privato Usa-lussemburghese fanno pensare ad una probabile elezione finale a Via XX Settembre. Scelti Giustizia (Alfonso Bonafede, M5s), Agricoltura (Nicola Molteni, Lega) e Cultura (Vincenzo Spadafora, M5s già nello staff di quel ministero sotto Francesco Rutelli). Dubbi invece sui restanti dicasteri: Mattarella vorrebbe “blindare” Savona con due super-europeisti come Giampiero Massolo (presidente Fincantieri ed ex servizi segreti) agli Esteri e Enzo Moavero Milanesi (Ministro già con Letta e Monti) ai Rapporti con la Ue. Ovviamente, i due super azionisti di maggioranza Luigi Di Maio e Matteo Salvini vorrebbero prendere parte direttamente al “loro” Governo: per il grillino si avvicina il Ministero dello Sviluppo Economico o quello del Lavoro, mentre per il leader leghista si viaggia verso il Ministero degli Interni.

DIRETTA CONSULTAZIONI DAL PREMIER CONTE



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