PAOLO GENTILONI/ Video, il congedo da Palazzo Chigi: “La stanza dei bottoni? Se c’era, me l’hanno nascosta…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Paolo Gentiloni: “Per andare fuori strada bastano pochi mesi”. Il discorso di addio del Premier uscente, che oggi si è congedato da Palazzo Chigi, ringraziando i suoi collaboratori

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Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio uscente - LaPresse

Scrivanie vuote, immagini di scatoloni che vengono portati via: gli oramai ministri uscenti del Governo Gentiloni si preparano al passaggio di consegne, mentre il premier incaricato Giuseppe Conte si appresta a presentare la lista dei ministri del nuovo esecutivo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E proprio il premier Paolo Gentiloni, subentrato a Matteo Renzi, e che nei prossimi giorni sarà protagonista dell’oramai rituale passaggio di consegne col nuovo Presidente del Consiglio, nelle ultime ore ha avuto modo di salutare tutti i collaboratori che ha avuto al fianco nel corso degli ultimi mesi a Palazzo Chigi, oltre a lasciare una sorta di eredità a chi verrà ricordando i risultati raggiunti dall’Italia negli ultimi cinque anni. In particolar modo, il premier uscente ha voluto ringraziare tutti quanti “per il vostro saluto e per la vostra amicizia”, ricordando anche l’altalena degli ultimi due mesi, coi tira e molla post 4 marzo che hanno reso un po’ più lungo il suo commiato. In particolar modo, un passaggio delle parole di Gentiloni ha suscitato l’ilarità di coloro che sono stati i suoi dipendenti: a proposito della fantomatica stanza dei bottoni che vi sarebbe in ogni luogo deputato a esercitare il potere, il premier uscente ha detto che non ne ha trovata alcuna nelle stanze del palazzo, “e se c’era devono avermela nascosta”. (agg. di R. G. Flore)

IL CONGEDO DI PAOLO GENTILONI DA PALAZZO CHIGI

Si è congedato Paolo Gentiloni. Il presidente del Consiglio uscente ha riunito i propri collaboratori e tutti i dipendenti di Palazzo Chigi, per ringraziarli e salutarli, prima appunto di lasciare il suo incarico al nuovo Premier, Giuseppe Conte. Insidiatosi il 12 dicembre del 2016, subentrato a Matteo Renzi dopo il famoso referendum, il 64enne politico romano ha svolto il suo incarico in maniera dignitosa, seria, da professionista, mai sopra le righe. «Lasciamo un Paese con più crescita – alcune delle parole di Gentiloni nel discorso finale, come riportato dall’agenzia Ansa con più lavoro, con più diritti, con i conti in ordine, più sicurezza, avendo inferto colpi molto importanti al traffico clandestino di esseri umani e avendo occupato il posto che compete all’Italia nel contesto internazionale ed europeo».

“BASTA POCO PER USCIRE DI STRADA…”

Non poteva ovviamente mancare un messaggio al nuovo governo giallo-verde: «Risalire una china per cinque lunghi anni come l’Italia ha fatto non è semplice: purtroppo ad andare fuori strada non servono cinque anni ma pochi mesi, a volte poche settimane». Quindi un altro messaggio al duo Salvini e Di Maio: «Bisogna curare le ferite ancora aperte ma farlo cercando di andare avanti, mantenere qualità, responsabilità e impegni nell’azione di governo. Credo sia molto importante e sia l’unico messaggio che è giusto mandare al governo che nei prossimi giorni sostituirà quello che io ho presieduto». Gentiloni, prima di congedarsi definitivamente, ha voluto salutare e ringraziare la propria squadra: «Per me – conclude – è stato un grandissimo onore servire l’Italia qui da Palazzo Chigi e faccio a tutte e a tutti i migliori auguri per i prossimi mesi e i prossimi anni».



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