Mattarella minacciato su Facebook: è reato/ Si muove la Polizia Postale. Mentana: “Feroce ignoranza”

- Silvana Palazzo

Mattarella, minacce choc sui social. Per il giudice Roia “ipotesi reato su attacchi”. Anche il giornalista Enrico Mentana difende il capo dello Stato dagli insulti: “Feroce ignoranza”

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Sergio Mattarella (Lapresse)

Un monitoraggio sui siti web e social network è stato avviato dalla polizia postale per segnalare all’autorità giudiziaria tutti quei comportamenti e dichiarazioni contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nei quali si configurino reati perseguibili d’ufficio. Sui social sono comparse minacce, oltre che auguri di morte, contro il capo dello Stato dopo lo stop al governo M5s-Lega. C’è addirittura chi è arrivato a scrivere che «dovremmo fargli fare la fine del fratello» Piersanti, trucidato dalla mafia nel 1980 quando era presidente della Regione Siciliana. Le richieste di messa in stato d’accusa di Mattarella avanzate da M5S, Lega e Fratelli d’Italia hanno dato ancor più coraggio ai leoni da tastiera, nascosti dietro profili anonimi e nickname fasulli. «Ti hanno ammazzato il fratello, non ti basta?», scrive qualcuno, mentre un altro augura al presidente della Repubblica un «accidente in diretta». Sulla vicenda ha detto la sua Enrico Mentana, direttore del Tg La7, la cui battaglia contro i leoni da tastiera è nota. «Anche chi la pensa in modo opposto a Mattarella non può non rabbrividire di fronti a simili abissi di feroce ignoranza» ha scritto su Instagram. Clicca qui per visualizzare il post.

MATTARELLA MINACCIATO, ROIA: “IPOTESI REATO SU ATTACCHI”

Per il giudice Fabio Roia, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, «gli attacchi violenti e irresponsabili ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbero integrare anche ipotesi di reato». Lo ha dichiarato nella mailing list dell’Associazione Nazionale Magistrati. Ma c’è anche il caso di sei sindaci leghisti della Brianza che nei loro uffici hanno sistemato una statua di Alberto da Giussano al posto del canonico ritratto del Presidente della Repubblica. Si tratta dei sindaci di Lazzate, Ceriano Laghetto, Biassono, Varedo, Renate e Albiate (Monza). La Prefettura di Monza ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito, quindi non ha preso alcun provvedimento a riguardo. «I nostri sindaci della Lega rispondono da sempre al popolo che li ha eletti. Mattarella a chi risponde?» ha scritto su Facebook il coordinatore provinciale della Lega Andrea Villa.



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