Mattarella, “governo neutrale”: no da Di Maio e Salvini/ Ma la Lega insiste:”Berlusconi faccia passo di lato”

- Niccolò Magnani

Mattarella, “governo neutrale”: no da Lega e M5s: il Presidente della Repubblica richiama i partiti alla responsabilità. Salvini intanto si sfoga privatamente contro Berlusconi e sfida FI

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Sergio Mattarella, appello del Presidente della Repubblica (LaPresse)

Il richiamo alla responsabilità del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in mancanza di un accordo politico ha chiesto ai partiti di votare un “governo neutrale”, potrebbe sortire l’effetto di smuovere le acque soprattutto nel centrodestra. Bisogna infatti registrare una richiesta pubblica da parte della Lega affinché Silvio Berlusconi consenta un accordo con il M5s. A formulare questa richiesta, come riportato da Il Fatto Quotidiano, è stato il capogruppo al Senato Gianmarco Centinaio:”A Di Maio e Berlusconi chiediamo: fate un passo laterale, andiamo da Mattarella tutti insieme e troviamo una soluzione politica”. Non si è fatta attendere la risposta di Forza Italia, che attraverso Giorgio Mulè, portavoce dei parlamentari azzurri, a Mattino24 su Radio 24 ha ribadito:”Il passo indietro di Berlusconi corrisponderebbe a voler totalmente dimenticare chi siamo e che cosa abbiamo chiesto. Sarebbe l’ultimo atto di una mortificazione politica”. (agg. di Dario D’Angelo)

SALVINI CONTRO BERLUSCONI:”TUTTA COLPA SUA”

Quando è chiaro che l’intesa di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle è definitivamente saltata, Matteo Salvini si lascia andare ad uno sfogo nei confronti di Silvio Berlusconi. E’ stato lui, sostiene il leader della Lega, il sabotatore principale dell’intesa con Di Maio:”Non ci ha consentito di fare un governo con i 5 Stelle e ora si becca le elezioni a luglio. Vediamo quanto prende Forza Italia”. Una partita ben condotta tatticamente, quella di Berlusconi, che obtorto collo ha rinunciato all’appoggio di un governo del Presidente Mattarella per non fornire a Salvini la scusa per spaccare l’alleanza. Questo al netto delle rassicurazioni giunte dalla Lega, che aveva promesso a Forza Italia diversi ministri d’area pur di ottenere un appoggio esterno. E adesso il prezzo da pagare potrebbe essere non solamente un voto a luglio, ma pure un ridimensionamento della presenza forzista agli uninominali, se come base saranno presi i sondaggi:”Se ne assumerà la responsabilità fino in fondo – ha spiegato Salvini riferendosi al Cavaliere – anche quando andremo a formare le liste”. (agg. di Dario D’Angelo)

MATTARELLA COMMENTA I NO AL GOVERNO NEUTRALE: “PREVEDIBILI”

Sergio Mattarella tira dritto: si potrebbe definire così l’atteggiamento del Capo dello Stato dopo l’ultimo giro di consultazioni tra i partiti, che ancora una volta ha prodotto uno stallo all’interno del governo. E anche i retroscena politici, dopo il richiamo alla responsabilità del Presidente della Repubblica, che ha chiesto alle forze in campo di dare vita ad un “governo di servizio neutrale” che resti in carica fino a dicembre per scongiurare delle ripercussioni di natura soprattutto economica sugli italiani, parlano di un Mattarella che si è lasciato scivolare addosso tutti i “no” piovuti in serata. Per il momento l’unico partito che ha garantito il suo sostegno all’ipotesi paventata da Mattarella è il Pd. Tutti gli altri hanno già iniziato la campagna elettorale. Ma dinanzi a questi dinieghi, come riportato da Il Sole 24 Ore, Mattarella non si è scomposto giudicandoli “prevedibili”. Quasi si aspettasse questo riposizionamento dei partiti: sarà il tempo a dire se sarà definitivo o il tempo potrà smussare gli angoli. (agg. di Dario D’Angelo)

LE DUE DONNE PAPABILI DI INCARICO

Elisabetta Belloni, romana, 60 anni, prima donna segretario generale della Farnesina, e Marta Cartabia, milanese, 55 anni, vicepresidente della Corte Costituzionale. Chi sono? Meglio dire chi potrebbero essere. Ovvero, le carte a sorpresa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per riunire parti, apparentemente inconciliabili, attorno alla possibilità di realizzare il “Governo Neutrale” paventato dallo stesso presidente. Una Presidente del Consiglio donna potrebbe mitigare le asperità tra le parti, con la Lega irriducibilmente convinta a non governare con il Partito Democratico, e il Movimento 5 Stelle indisiponibile nella maniera più assoluta a formare un esecutivo con Forza Italia, in particolar modo se con Berlusoni al suo interno. Il tempo stringe, vedremo se saranno questi i nomi femminili che potrebbero essere candidate da Mattarella a guidare il Governo. (agg. di Fabio Belli)

SOLO IL PD DISPONIBILE

Il cosiddetto “Governo neutrale” ipotizzato da Mattarella non ha fatto proseliti, con Movimento 5 Stelle e Lega orientate addirittura verso il voto immediato in estate, e Forza Italia che ha proposto il voto in autunno. L’unica forza tra i partiti con un certo peso elettorale ad aver raccolto la sponda del Presidente è stato il Partito Democratico, che ha sottolineato come un Governo che possa traghettare verso elezioni nel 2019, condiviso da tutti, sarebbe la soluzione ideale. Ufficialmente, il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, ha ribadito la posizione dei Democratici, sottolineando “il richiamo alla responsabilità del presidente Mattarella e il sostegno del Partito Democratico all’iniziava preannunciata ora dal Presidente”. E dal PD arrivano conferme anche riguardo all’apprezzamento da parte di Matteo Renzi per un “Governo neutrale” di rappresentanza di tutte le forze politiche in campo, che possa anche sciogliere il nodo della legge elettorale. (agg. di Fabio Belli)

FI: “MEGLIO VOTO IN AUTUNNO”

Lanciato “il sasso” dal Presidente Mattarella, arrivano le prime reazioni dei principali protagonisti di quella stessa politica che hanno portato di fatto fino alle scelte “anomale” (come detto da lui stesso) del Capo dello Stato. E non sono positive: Di Maio più breve, «Nessuna fiducia a un governo ‘neutrale’, sinonimo di governo tecnico. Si vada al voto a luglio!», Salvini più “allungato”, «E’ fondamentale che il voto degli italiani sia rispettato. Quindi o un governo del centrodestra, oppure elezioni il prima possibile, per la prima volta in estate. Non c’è tempo da perdere, non esistono governi tecnici alla Monti, contiamo che Berlusconi mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l’Italia da soli». Ma il succo è lo stesso: Lega e M5s non intendono dare la fiducia al governo neutrale-di servizio e non la daranno, dando così ben poche possibilità a quell’idea di tregua fino a dicembre per fare la Finanziaria e cambiare la legge elettorale. Intanto emergono le primissime divisioni dopo le Consultazioni nel Centrodestra, con Forza Italia e Berlusconi che non intendono rompere la coalizione (per ora) ma chiedono che non si voti in luglio, «Forza Italia coerentemente con il voto degli italiani valuterà con gli alleati la sua posizione, tenuto conto degli impegni presi tra i leader. Non ci spaventa il confronto elettorale, ma l’estate non aiuta la partecipazione. Meglio l’autunno». Per ora solo il Pd si rende disponibile al Governo neutrale, mentre addirittura il M5s arriva a sostenere, con Alessandro Di Battista, teorie alquanto estremiste, «Chi, dopo aver detto no al Movimento 5 Stelle voterà la fiducia ad un governo tecnico è semplicemente un traditore della Patria. In un Paese che intende ancora mostrarsi minimamente democratico le opzioni sono due: o un governo portato avanti da chi ha vinto le elezioni o nuove votazioni il prima possibile. Bivaccare è ignobile!». 

MATTARELLA: “NO MAGGIORANZA POLITICA, SUBITO VOTO NEUTRALE”

Aveva gli occhi di ghiaccio Sergio Mattarella negli 8 minuti di discorso tenuto alla fine della terza e ultima tornata di consultazioni al Quirinale, dopo anche due mandati esplorativi a Casellati e Fico: parole nette, senza sofismi e con un certo qual “fastidio” per quanto dimostrato dai partiti fino ad ogg in questi 60 giorni dopo le elezioni del 4 marzo. Ha parlato di “verifica attenta e puntuale di tutte le opzioni, ma nulla è emerso pure dopo due mesi: e quindi lancia un’opzione che con sfida politica importante viene data tutta in mano ai partiti nell’unico campo reale dove possono e devono esprimersi, il Parlamento. «Ho chiesto alle varie forze politiche se vi fossero nuove possibilità d’intesa, registrando che non ve ne sono. In mancanza di accordi, le forze politiche consentano che nasca un governo neutrale, di servizio», che possa stare in carica non oltre dicembre 2018 per poi consentire nuove Elezioni “ad inizio 2019». Seconda opzione e piano B, «oppure nuove elezioni subito, in autunno o nel mese di luglio»: ma per questa seconda possibilità ci sono due problemi importanti che lo stesso Mattarella ha evidenziato subito dopo aver di fatto pensionato il Governo Gentiloni, «Il governo presieduto dall’onorevole Gentiloni che ringrazio per il lavoro che ha svolto e sta svolgendo in questa situazione anomala ha esaurito la sua funzione e non può essere ulteriormente prorogato in quanto espresso da una maggioranza parlamentare che non c’è più».

I PROBLEMI DEL VOTO IN ESTATE-AUTUNNO

Quel governo “neutrale”, detto anche di “garanzia e di servizio” avrà esponenti non appartenenti al mondo politico attuale e Mattarella chiederà a loro di non candidarsi poi al voto anticipato dei prossimi mesi: «Non esiste una maggioranza con la sola Lega e i Cinque Stelle – ha aggiunto il capo dello Stato – e si è rivelata impraticabile una maggioranza M5s con Pd ed è stata sempre affermata da entrambe le parti l’impossibilità che il centrodestra e Pd. Tutte queste indisponibilità mi sono state confermate questa mattina». Quel governo neutrale dunque potrà essere votato con la fiducia da tutti i partiti, ma qualora non ci siano i numeri della maggioranza – e Salvini con Di Maio hanno fatto gia sapere che non vogliono governi tecnici – allora si partirebbe con la seconda opzione: «governo a luglio vede il problema dei tempi tecnici per consentire lo svolgimento corretto del voto», con Mattarella che si riferisce a formazione delle liste elettorali e iter burocratico per il voto degli italiani all’estero. Se invece fosse voto in autunno, «il problema sarà poi la possibilità di svolgere in tempo la legge finanziaria per evitare l’esercizio provvisorio di bilancio e l’aumento dell’Iva nel gennaio 2019», che è la vera condizione posta da Mattarella. Il Capo dello Stato ha poi aggiunto che non esistono possibilità per un governo di minoranza (dunque niente proposta avanzata dal Centrodestra) e poi se dovessero nascere intese politiche dopo la formazione del Governo neutrale, quello decadrebbe subito e sarebbe sostituto; da ultimo, ha evidenziato come dovrà cambiare anche la legge elettorale, «altrimenti si rischia la medesima, aspra, situazione di adesso”. La mossa di Mattarella è fatta: ora si attendono i nomi dei “neutrali” e la convocazione in aula per il voto di fiducia.



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