GOVERNO, GIORGETTI: “BERLUSCONI CONSENTA INTESA LEGA-M5S”/ Il cavaliere: “Nessun appoggio esterno: no a veti”

- Niccolò Magnani

Giorgetti, “Berlusconi dia appoggio esterno a Lega-M5s”: continua il pressing di Salvini. E spunta un retroscena: Renzi lo ha telefonato e il leader del Carroccio gli ha chiesto aiuto…

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Silvio Berlusconi e Matteo Salvini (LaPresse)

“Berlusconi speriamo che faccia un gesto di responsabilità, per permettere la nascita di un governo politico”, queste le parole di Giancarlo Giorgetti, esponente di spicco della Lega, che hanno creato scompiglio in casa Centrodestra. Il capogruppo alla Camera del Carroccio ha chiesto al leader di Forza Italia un passo di lato per consentire la formazione di un esecutivo composto da Movimento 5 Stelle e Lega. Dopo le risposte arrivate in giornata dai vari esponenti forzisti, è stato lo stesso Silvio Berlusconi a mettere i punti sulle i: “Silvio Berlusconi smentisce fermamente le indiscrezioni secondo le quali sarebbe pronto a dare un appoggio esterno ad un governo guidato da M5s e Lega. Dopo due mesi di tentativi per dare vita a un governo espressione del centrodestra, prima forza politica alle elezioni del 4 marzo, Forza Italia non può accettare nessun veto”, questo il contenuto della nota diramata alle 20 dal Cavaliere, riportata dal Corriere della Sera. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

DI MAIO: “DECRETO PER VOTO A GIUGNO”

Luigi Di Maio sa sempre come sbalordire e in serata, nell’intervista su La7 lancia la “proposta” che pare più utopica che realizzabile: «Qualunque sarà il governo, abbiamo intenzione la prossima settimana di chiedere di emanare un decreto di emergenza per modificare un parametro del voto degli italiani all’estero e quindi andare a votare ancor prima di luglio anche a giugno». Resta il problema delle tempistiche che non sono anticipabili di molto per far partire la macchina burocratica del voto all’Estero, fermo restando poi che a giugno ci sono anche le Amministrative da preparare in molti comuni italiani. Secondo il giovane leader M5s, mentre continuano i contatti “in segreto” con la Lega, il Partito Democratico non potrà più rientrare in un eventuale accordo di massima: «Con il Pd non voglio averci più nulla a che fare per come si sono comportati. A che serve votare il Pd se all’opposizione non può stare perché non ha la credibilità e non può stare al governo visto che quando gli ho detto risolviamo qualche problema degli italiani hanno detto di no per pensare ai loro affari interni?», conclude a DiMartedì Luigi Di Maio. La “risposta” arriva a Porta a Porta, su Rai1, con il n.2 della Lega Giancarlo Giorgetti che spiega «noi non stiamo trattando, noi stiamo sperando, magari contro ogni speranza e gli spazi con il M5s ci sono». Resta il solito mantra ripetuto da ore: Berlusconi si deve fare da parte, un passo di lato decisivo altrimenti a rischio vi è anche l’intera coalizione di Centrodestra, non solo il Governo politico.. 

IL RETROSCENA: RENZI CHIAMA SALVINI, SU BERLUSCONI..

C’è un retroscena di quelli succosi sulle ultime ore di trattative per la formazione di un governo tra Lega e M5s, riportato da Il Corriere della Sera, che chiama in causa un insospettabile: Matteo Renzi. Con il Pd in difficoltà nei sondaggi, sarebbe stato proprio l’ex segretario dem, deciso a rinviare il più possibili il ritorno al voto, a comporre il numero del nemico giurato Matteo Salvini, incredulo rispetto al fatto che davvero l’accordo tra Lega e Di Maio non si riuscisse a chiudere:”Scusa Matteo, davvero non riuscite a convincere Berlusconi a fare un passo indietro?”, ha chiesto Renzi. E Salvini ha risposto con una frase che alla luce delle tensioni odierne tra Lega e Forza Italia non è chiaro fino a che punto sia stata una battuta:”No Matteo, Ma visto che ci vai d’accordo molto più di me, prova a convincerlo tu”. Non è chiaro se Renzi abbia tentato davvero: quel che è certo è che Berlusconi non ha ceduto…(agg. di Dario D’Angelo)

SALVINI STUDIA LA VENDETTA SU BERLUSCONI

Un Berlusconi “irritato”, così viene definito il leader di Forza Italia dopo il pressing della Lega di Matteo Salvini, che in queste ore ha aumentato gli appelli affinché l’ex Presidente del Consiglio si faccia da parte e consenta a Lega e M5s di dare vita ad un governo. Le truppe azzurre, però, per il momento respingono con forza questo scenario: se Salvini vuole andare con Di Maio che sia lui a rompere, è il ragionamento che fanno i forzisti, decisi a restare nell’alveo del centrodestra ad ogni costo. Eppure il rischio che le urne, soprattutto in caso di voto a luglio, ridimensionino di molto il consenso di Berlusconi è concreto. E Salvini non sembra avere nessuna intenzione di aiutare l’alleato, anzi: un retroscena de La Stampa dice che il leader del Carroccio nel momento di comporre le liste reclamerà per sé i circa 30 collegi, tra Camera e Senato, andati alla terza gamba di Noi con l’Italia. A questi Salvini vuole aggiungere quelli persi per pochi voti il 4 marzo, molti dei quali al Sud, dove il vento grillino potrebbe essersi affievolito e a fare man bassa di eletti potrebbe essere proprio la Lega…(agg. di Dario D’Angelo)

PRESSING LEGA, CAV “INSOFFERENTE”

Il primo a chiamarlo in causa, nella giornata di ieri, era stato Matteo Salvini, rimarcando in una nota l’augurio che Berlusconi rispettasse la parola data e non votasse il “governo neutrale” annunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ottenuta questa rassicurazione da parte di Forza Italia, però, il fuoco amico della Lega è proseguito anche oggi: prima con le parole di Centinaio, che ha chiesto al Cavaliere un “passo di lato” per dare vita ad un governo col M5s, poi quelle ancora più pesanti di Giorgetti, l’uomo ombra di Salvini che ha chiesto a Berlusconi un “gesto di responsabilità” allo stesso scopo. Eppure il Cavaliere tace, almeno per ora. Lascia parlare i suoi parlamentari, definendo la proposta della Lega “irricevibile” ma, come riportato da La Repubblica, diverse fonti lo definiscono “insofferente” rispetto al pressing alleato. E allo stesso tempo tra due fuochi: da una parte tentato di far saltare il banco votando il governo di Mattarella, dall’altro costretto a fare i conti con una Forza Italia che teme il ritorno alle urne a luglio e potrebbe essere tentata dall’appoggiare esternamente un governo giallo-verde. (agg. di Dario D’Angelo)

MULE’, “FORZA ITALIA LEALE A COALIZIONE”

Dopo Maria Stella Gelmini, parla un altro dei fedelissimi di Silvio Berlusconi che allontana il “pericolo” nasato da qualcuno nella Lega di un possibile voto di FI al governo neutrale indicato da Mattarella (che nel frattempo è al lavoro ed entro la giornata di domani presenterà la lista di ministri e il Premier): è Giorgio Mulè, che ai microfoni del Tg1 spiega «Per Forza Italia la lealtà è il principio cardine intorno a cui ruota l’alleanza di centrodestra. Per questo motivo, fedeli al principio di lealtà, non appoggeremo, se la decisione sarà questa da parte della coalizione, il governo neutrale». Il braccio di ferro prosegue, con la Lega che vuole fino all’ultimo tentare di convincere Forza Italia per provare un Governo politico “in extremis” che scongiuri tanto il voto a luglio quanto l’esecutivo neutrale proposto da Mattarella: dalle file del Pd arriva un richiamo, anzi un attacco, deciso contro i leader che al momento starebbero consegnando l’Italia ad un voto in luglio “sanguinoso”. «Ho trovato totalmente irrispettoso che nel bel mezzo di una giornata delicata come quella delle consultazioni Di Maio e Salvini si ritrovino e decidano addirittura la data del voto. Ci sono dei limiti che non vanno valicati, il loro atteggiamento è del tutto irresponsabile», ha spiegato questa mattina il segretario reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina.

GELMINI A GIORGETTI: “PROPOSTA IRRICEVIBILE”

L’ultimatum mandato dalla Lega a Silvio Berlusconi non è stato proprio preso “benissimo” da Forza Italia, come comprensibile, e mostra un Centrodestra sull’orlo di una crisi di nervi. «Chiedo a Berlusconi un grande senso di responsabilità: cercare di trovare una soluzione per permettere la partenza di un governo politico” e cioè “una forma di coinvolgimento di Forza Italia che sia compatibile con la presenza del Movimento 5 stelle», spiega ancora Giorgetti, dopo che ad Agorà Centinaio (l’altro capogruppo della Lega, ma al Senato) aveva proprio parlato di “passo di lato” dell’ex Cavaliere per poter far partire un Governo Lega-M5s e scongiurare l’ipotesi di un esecutivo neutrale del Presidente Mattarella. La replica di FI è diretta e secca, riassunta dalle parole di Maria Stella Gelmini: «Oggi chiedere a FI di dare l’appoggio esterno mi pare una domanda malposta che non può che avere una risposta negativa. È una proposta irricevibile», chiarendo poi di non avere intenzione di votare il governo neutrale anche «se il voto a luglio non sarebbe adatto». Insomma, Salvini e Di Maio fino all’ultimo sperano in un accantonamento di Forza Italia, ma finora la Lega non ha voluto strappare la coalizione in quell’eterno gioco di veti, controveti, posizioni e pesi elettorali che sta ancora una volta bloccando il Paese. 

DI MAIO, “NUOVO VOTO? COLPA DI SALVINI”

Luigi Di Maio questa mattina a Rtl 102.5 ha raccontato la giornata convulsa e forse decisiva di ieri, con la fine delle Consultazioni e l’ultimatum mandato da Mattarella ai partiti. Salvini e il M5s hanno risposto all’unisono, “niente governo neutrale, si va dritti alle Elezioni a luglio”. Ma ognuno dà la colpa all’altro di questa situazione, almeno a livello pubblico, mentre in privato (e non solo, visto quanto detto stamattina qui, ndr) il leghista è d’accordo con la linea grillina per cui Berlusconi ha di fatto rovinato tutto. «Quello con Matteo Salvini? Un rapporto complicato che aveva enormi potenzialità ma se non è libero non porta da nessuna parte. Se non toglie i voti dal freezer…», spiega il giovane leader M5s che poi continua nel bersagliare quello che è stato per poco tempo il suo “alleato” di Governo. «Volevo capire se Salvini c’era o ci faceva. Per 55 giorni ho provato a proporgli un governo insieme. Salvini lo sapeva che ero disponibile anche ad un premier terzo. L’unica cosa che chiedevo era quella di staccarsi da Berlusconi anche alla luce della sentenza di Palermo». Poi, infine, avvertimento diretto al leader del Carroccio: «Se si tornerà a votare la colpa è di Salvini che ha scelto la restaurazione al cambiamento e ne risponderà alla storia ed agli italiani».

L’ULTIMATUM DELLA LEGA A BERLUSCONI

Avanza intanto la trama politica su quale data possa essere individuata dai maggiori partiti italiani per tornare alle urne, con l’ipotesi di luglio sempre più vicina e realizzabile: «la data probabile è quella del 22 luglio, poi vediamo cosa deciderà il presidente Mattarella», spiega Di Maio, mentre le acque del Centrodestra continuano ad agitarsi sempre e più e questa sul serio “preannunciano” aria di forte crisi, se non proprio frattura. La voce arriva da Giorgetti, il n.2 della Lega e fedelissimo di Salvini: «Se Forza Italia votasse la fiducia al governo neutrale indicato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, metterebbe fine all’alleanza con la Lega. Credo ci sarà un grosso problema in questo caso», ha spiegato il capogruppo della Lega alla Camera. Il suo capo politico, pochi minuti prima, aveva fatto sapere sempre da Montecitorio come un governo neutrale «per fare centinaia di nomine, e assegnare centinaia di poltrone in enti e consigli di amministrazione, senza nessun consenso popolare sarebbe davvero una presa in giro: o governo politico, con onori e oneri, o voto subito», prosegue dritto per la sua strada Matteo Salvini.

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