Torino, Chiara Appendino rinviata a giudizio/ Ultime notizie, fatti di Piazza San Carlo: i capi d’accusa

Torino, Chiara Appendino rinviata a giudizio: il Sindaco a processo per i fatti di Piazza San Carlo del 3 giugno 2017, quando perse la vita Erika Pioletti

22.06.2018 - Carmine Massimo Balsamo
chiara_appendino_1_lapresse_2017
Chiara Appendino, sindaco di Torino (LaPresse)

E’ notizia di oggi il rinvio a giudizio del Sindaco di Torino Chiara Appendino e di altri quattordici indagati per i fatti di Piazza San Carlo dello scorso 3 giugno 2017. Come sottolineato da La Stampa, i capi di accusa per tutti gli indagati sono omicidio, disastro e lesioni colpose. Non è ancora ufficiale la data dell’udienza preliminare, ma molto probabilmente sarà calendarizzata per settembre: l’analisi delle singole posizioni toccherà al giudice. Il pm Rinaudo, che coordina l’inchiesta insieme al procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo, ha deciso che sarà l’udienza preliminare a decidere eventuali richieste di archiviazione. Un altro capitolo della tragica vicenda di un anno fa, con la recente notizia della conclusione delle indagini. Un altro guaio per l’esponente del Movimento 5 Stelle, già alle prese con la grana del bilancio del Comune. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

I 15 INDAGATI

Sono quindici in totale gli indagati per i fatti di Piazza San Carlo di Torino, con il sindaco Chiara Appendino tra i rinviati a giudizio. Tra costoro, solo quattro hanno deciso di presentarsi davanti ai magistrati per un nuovo interrogatorio o per una memoria difensiva come sottolinea il Corriere di Torino: parliamo dell’ex questore Angelo Sanna, il dirigente dei vigili urbani Marco Sgarbi, il viceprefetto e presidente della Commissione provinciale di vigilanza Roberto Dosio e il presidente di “Turismo Torino” Maurizio Montagnese. Nonostante ciò, la tesi dei pubblici ministeri non è stata scalfita: i quindici indagati in “cooperazione colposa” avevano cagionato la morte di Erika Pioletti “nonché lesioni personali anche gravi e gravissime ad altri 1526 persone”, radunatesi nella celebre piazza di Torino per assistere alla finale di Champions League tra Juventus, la squadra della città, e il Real Madrid. Chiara Appendino non ha ancora commentato il rinvio a giudizio, attesi aggiornamenti nelle prossime ore. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SINDACO INDAGATO PER FATTI DI PIAZZA SAN CARLO

Torino, Chiara Appendino rinviata a giudizio: sindaco a processo per i fatti di Piazza San Carlo del 3 giugno 2017. Come riportano i colleghi di Repubblica, il pubblico ministero Vincenzo Pacileo ha chiesto al gip il rinvio a giudizio del primo cittadino torinese per la tragedia che ha visto la tragica morte di Erika Pioletti e il ferimento di altre 1526 persone, riunite nella famosa piazza per assistere sul maxi-schermo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Insieme a Chiara Appendino, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, devono essere processati altri quattordici indagati tra cui l’ex questore Angelo Sanna. L’accusa è quella di omicidio, lesioni e disastro colposi. Attesi aggiornamenti nei prossimi giorni, con il gip che ha dieci giorni a disposizione per fissare l’udienza preliminare, prevista a settembre a porte chiuse.

CHIARA APPENDINO RINVIATA A GIUDIZIO

“Se qualche singolo ha tenuto comportamenti anomali rispetto al suo ruolo, io non lo posso sapere e mai ne sono stata informata”, queste le parole del Sindaco Chiara Appendino quando è stata ascoltata dai pubblici ministeri in relazione a quanto accaduto il 3 giugno 2017. Si è sfiorata la tragedia per un falso allarme bomba, innescato da una rapina, nel corso di una serata di festa e di giubilo. Migliaia di persone radunate in Piazza San Carlo per assistere a Juventus-Real Madrid, finale di Champions League. Il falso allarme ha scatenato una calca in cui sono rimaste ferite oltre 1500 persone, di cui una decina gravi, con la morte di Erika Pioletti: la donna è rimasta schiacciata dalla folla e per lei non c’è stato nulla da fare. Il danno cerebrale era troppo grave e i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La donna, che era ricoverata al Giovanni Bosco, ha lasciato sola una figlia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori