SIENA, TERNI, PISA, AVELLINO: RISULTATI BALLOTTAGGIO 2018/ Umbertide, Elezioni Comunali: Cdx schianta Pd

Pisa, Siena, risultati elezioni 2018: ballottaggi comunali, Alessandro Latini del Cdx sindaco di Terni, sorpresa Vincenzo Ciampi dell’M5s ad Avellino.

24.06.2018 - Dario D'Angelo
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Immagini di repertorio (Foto da Lapresse)

Ad Umbertide il Centrodestra strappa per la prima volta nella storia repubblicana la poltrona di sindaco e la maggioranza in Consiglio Comunale al Centrosinistra-Sinistra: nel secondo comune umbro più importante al voto, dopo che a Terni Latini aveva trionfato con il 63,4% dei voti, la coalizione a trazione leghista ha fatto conquistare a Luca Carizia ben il 62% dei votanti, con Paolo Avorio sconfitta in maniera secca col 37,4% delle preferenze. Secondo i dati forniti da YouTrend, il Centrosinistra non solo dominava praticamente dalla nascita della Repubblica – così come visto anche a Imola e Siena, roccaforti rosse cadute sempre in queste Comunali – ma nelle Politiche del 2013 si imponeva con il 50% sfiorato delle preferenze. Solo 5 anni fa il Centrodestra ai minimi storici scendeva al 17,15%, con la netta salita del Movimento 5 Stelle che chiudeva al 23,11%. Un cappotto totale che per la Sinistra si aggiunge al colpo da ko ricevuto in Toscana nei tre comuni più importanti al voto, Massa, Siena, Pisa; se si estende poi il dato a livello nazionale si può ben dire che di Regioni rosse e Roccaforti, forse, non si può più parlare per un bel po’ di anni ancora. (agg. di Niccolò Magnani)

Qui le ultime notizie per Ballottaggi Elezioni Amministrative 2018affluenza – come si vota – sondaggi. Qui i risultati Comunali: centro Nord (Sondrio, Imperia, Ancona) – Sud (Ragusa, Messina, Brindisi)

CASO PESCIA: TORNA GIURLANI

Tra i risultati dei ballottaggi alle Elezioni Comunali 2018 spicca quello di Pescia, comune commissariato per l’inchiesta su presunti illeciti operatori da Oreste Giurlani in qualità di presidente Uncem tra il 2012 e il 2016. Lasciò anche per la misura degli arresti domiciliari e fu sospeso dal Pd. A distanza di un anno torna sindaco: ha ottenuto oltre il 60% di consensi. Giurlani è accusato di peculato dalla procura di Firenze. Eppure nessuno degli avversari si è schierato apertamente quando è emersa la necessità di ricorrere al ballottaggio. «I nostri avversari hanno evitato parlare di programmi, preferendo attaccare sul piano personale e questo deve fare riflettere. Sfuggendo a ogni confronto diretto, i cittadini hanno ascoltato proposte concrete solamente da noi, specialmente in questi ultimi giorni precedenti al ballottaggio. Noi siamo il nuovo, lontani dai partiti, vicini ai cittadini. Gli altri rappresentano quella vecchia politica di cui Pescia paga ancora le negative conseguenze», il commento di Giurlani dopo il voto, come riportato da Nove da Firenze. (agg. di Silvana Palazzo)

A SPOLETO SINDACO PER 86 VOTI

Il centrodestra è protagonista anche in Umbria per il secondo turno delle Elezioni Comunali 2018. Si è preso Umbertide, dove è stato eletto sindaco Luca Carizia con il 62,5% dei voti. Anche Spoleto ha un sindaco di centrodestra: è il magistrato Umberto De Augistinus, che ha vinto con un margine di 86 voti su Camilla Laureti del centrosinistra. Al primo turno aveva il 3,2% di vantaggio sull’assessore alla cultura della giunta uscente, quindi al ballottaggio ha perso più terreno. Leonardo Latini è invece il nuovo sindaco di Terni, dove ha vinto contro il candidato del MoVimento 5 Stelle. «Mi sento responsabilizzato, da oggi la mia vita cambia. Si tratta soprattutto di lavorare per la comunità, dovrò cambiare il mio schema mentale» il primo commento a caldo, riportato da La Nazione. Il centrodestra dunque ora governa i due capoluoghi di provincia, anche se con assetti sono molto diversi: la Lega a Perugia non c’è, mentre a Terni ha trainato tutti verso la vittoria. (agg. di Silvana Palazzo)

I SINDACI ELETTI NEL LAZIO

Se il centrodestra vince al secondo turno delle Elezioni Comunali 2018 a livello nazionale, lo stesso non si può dire nel Lazio, dove invece ha avuto una battuta di arresto. Su otto comuni al ballottaggio, solo due sindaci sono stati eletti da quella che appariva la coalizione forte. Il centrosinistra in questo caso ha tenuto nelle sue roccaforti, lo stesso ha fatto il MoVimento 5 Stelle, mentre in terra pontina due civici puri si sono imposti anche sulla Lega. A Viterbo ha vinto il centrodestra unito: il moderato Giovanni Maria Arena è il nuovo sindaco. Daniele Natalia è invece il sindaco di Anagni, in provincia di Frosinone. Pomezia è il primo centro della regione conquistato dal MoVimento 5 Stelle, Adriano Zuccalà, ed è anche il primo dove c’è il loro bis. A Fiumicino è stato riconfermato il dem Esterino Montino. Vittoria del centrosinistra anche a Santa Marinella con Pietro Tidei e a Velletri con Orlando Pocci. Ad Aprilia è stato rieletto il civico Antonio Terra, mentre a Formia è stata eletta la civica Paola Villa. (agg. di Silvana Palazzo)

PISA E SIENA AL CDX, CROLLO PD IN TOSCANA

Confermate le indiscrezioni delle ultime ore: Siena e Pisa passano al Centrodestra, con il Pd che conferma il trend negativo in Toscana, dove ha perso tutti i capoluoghi, escluso Firenze, a partire dal 2014. L’avvocato De Mossi, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ha ottenuto il 50,73 per cento, superando Bruno Valentini del Centrosinistra, fermo al 49,27 per cento. Questo il primo commento a caldo del neo sindaco: “Se riesci a catalizzare l’entusiasmo della gente insieme alla volontà del cambiamento, tutto è possibile. I senesi sono molto intelligenti, molto conservatori, credo che la rotta finale di questo Pd sia stato l’accordo scellerato con Piccini”. Poi sulla questione Montepaschi di Siena: “MPS? Ha pesato, ma ha pesato principalmente la volontà di cambiare e di stare al passo con i tempi, di creare le condizioni per un cambiamento che non sarà né vendicativo né astioso, ma sulla qualità e per riportare Siena al centro dell’Italia e al centro dell’Europa”. A Pisa, invece, si è affermato Michele Conti (52,29 per cento), sostenuto dal Centrodestra che ha superato Andrea Serfogli del Pd (47,71 per cento). “Abbiamo scritto la storia tutti insieme”, il commento del neo sindaco all’arrivo a Palazzo Comunale, mentre Serfogli ha analizzato amaramente: “Nessun rimpianto, dispiacere per chi mi ha sostenuto: il Pd deve ripartire facendo autocritica, ricostruendo il rapporto con i cittadini”.

MUNICIPIO III, ELETTO GIOVANNI CAUDO DEL CSX

Importanti aggiornamenti anche da Roma, con il verdetto giunto per quanto riguarda il Municipio III di Roma. Giovanni Caudo ha vinto il ballottaggio con ampio margine, 57,6 per cento, contro Francesco Maria Bova del Centrodestra al 42,4 per cento. Queste le parole del vincitore a Tg La 7: “Volevo fare i complimenti e ringraziare il mio competitor, abbiamo fatto una bellissima campagna elettorale: gli voglio dare merito e ringraziarlo. E’ una bellissima affermazione, penso ai 200 mila abitanti del municipio. Siamo una coalizione ampia, una squadra unita e governeremo per tutti gli abitanti del municipio. Abbiamo ottenuto più voti rispetto al primo turno, questo è un bellissimo segnale: hanno creduto alla proposta e al modo di fare campagna elettorale, prendiamo l’impegno di migliorare la vita quotidiana dei cittadini”. Infine, una battuta sul fallimento del M5s: “Io penso agli elettori del M5s, che due anni fa hanno dato credito a una proposta abbastanza insufficiente dal punto di vista della cultura di governo. I cittadini hanno premiato un’offerta nuova”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LATINI (CDX) A TERNI, M5S A AVELLINO

Arrivano i primi dati sui ballottaggi delle Elezioni Comunali 2018 e arrivano le prime sorprese. Ad Avellino, infatti, lo scontro sembrava già deciso in partenza: con il candidato del Centrosinistra Nello Pizza al 42,93 per cento e Vincenzo Ciampi del Movimento 5 Stelle al 20,22 per cento. Ma i risultati del primo turno sono stati completamente ribaltati: dopo 21 sezioni su 72 scrutinate, Ciampi è al 61,03 per cento e Pizza è al 38,97 per cento. Virtualmente, sottolinea Youtrend, sarà l’esponente pentastellato il nuovo sindaco della città campana. Nessuna sorpresa invece a Terni, dove già al primo turno il candidato del Centrodestra Leonardo Latini aveva sfiorato la vittoria fermandosi al 49,22 per cento. Lo sfidante Thomas De Luca del Movimento 5 Stelle non è riuscito a tenere botta: dopo 28 sezioni scrutinate sulle 129 totali, Latini ha superato il 62 per cento: virtualmente, dunque, ecco il nuovo primo cittadino ternano. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SIENA, LA SFIDA PIU’ CALDA

Siena secondo i più informati è il banco locale più importante a lviello nazionale. La situazione è in bilico, con il candidato del Centrosinistra Valentini che è in vantaggio su De Mossi del Centrodestra, potendo contare anche sul sostengo di Piccini. De Mossi, come sottolineato da La Nazione, ha sottolineato che “i voti sono di chi li dà, non di chi li prende, è impossibile spostarli con automatismi dall’altro”. E proprio per questo motivo nel corso delle ultime due settimane ha invitato i cittadini senesi a “restare a casa per cambiare aria”, evitando così la tentazione di andare al mare. I dati dell’affluenza però confermano il calo sofferto anche dagli altri comuni al voto. Nel 2013 il dato finale si è assestato al 54,98 per cento: in quell’occasione ottenne la meglio il Centrosinistra, ma il cambio di orientamento su scala nazionale potrebbe comportare sorprese degne di nota. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CAOS IMMIGRATI SCONFIGGE ASTENSIONE

Guardando anche i dati dell’affluenza alle ore 19, con i risultati parziali del Viminale, anche in Toscana e a Terni si assiste ad un fenomeno da distinguere rispetto al trend nazionale. Per il Ballottaggio a Pisa gli aventi diritto al voto che si sono recati alle urne sono il 42,09% (43% al primo turno), a Siena invece il 41,3% contro il 47% di due settimane fa: a Massa si tiene al 39% (44% il 10 giugno) e infine Terni, che paga più delle altre con il 33% rispetto al 41% del primo turno. Insomma, se il calo si dimostra “calcolato e prevedibile” come in ogni elezione al secondo turno, bisogna ammettere che soprattuto in Toscana a bloccare l’emorragia di voti vista negli altri Comuni d’Italia è servita forse la grande campagna (sia pro che contro) del caso immigrati. I venditori ambulanti di Pisa come il caos generato a livello nazionale sul fronte migranti, ha risvegliato tanto i sostenitori di Lega-M5s quando il popolo radicato della Sinistra nelle “zone rosse” fino a riportare la gente al voto in questo ballottaggio delle Elezioni Comunali. (agg. di Niccolò Magnani)

ASTENSIONE IN AUMENTO

In attesa che le urne si chiudano e che siano disponibili i risultati sul secondo turno delle Elezioni Comunali 2018, sono a disposizione i dati sull’affluenza che, salvo poche eccezioni, è in calo. Per l’elezione ad esempio del presidente del III Municipio di Roma è del 6,74% l’affluenza alle 12. Lo rende noto il sito del Comune di Roma. Un calo evidente rispetto al primo turno: a mezzogiorno del 10 giugno alle urne era andato l’8,18% degli elettori. Il calo è lieve per Siena: alle 12 la percentuale di votanti è del 19,45% (contro il 21,50% del dato di affluenza alla stessa ora all primo turno del 10 giugno scorso. Sfida aperta anche a Pisa per la carica di sindaco. Alle 12 ha espresso il voto il 20,84 per cento degli aventi diritto, quindi 15.048 elettori, 519 in più rispetto al primo turno del 4 giugno, quando l’affluenza alle ore 12 era stata invece del 20,12 per cento. Astensione in aumento anche a Terni: la contrazione maggiore al primo rilievo si registra qui. Ha votato il 15 per cento degli elettori, quasi 3,5% in meno. (agg. di Silvana Palazzo)

ELEZIONI COMUNALI 2018, I COMUNI AL BALLOTTAGGIO

Cosa verrà fuori dal ballottaggio delle elezioni comunali 2018? Un tempo non ci sarebbero stati dubbi. La regione rossa per eccellenza, insieme all’Emilia-Romagna, a dirla tutta al ballottaggio neanche ci sarebbe arrivata. Soprattutto in due roccaforti della sinistra come Pisa e Siena. Ma il segno dei tempi ha scavalcato anche le mura che sembravano inarrivabili. Resta da capire se un’ultima resistenza è ancora possibile o se stiamo per assistere ad un crollo che a livello nazionale potrebbe provocare degli scossoni senza precedenti all’interno di uno schieramento di centrosinistra in eterna ricostruzione. Ma facciamo un po’ d’ordine. Pisa e Siena, dicevamo. Ma anche Massa tra i comuni capoluogo, con Alessandro Volpi del centrosinistra che non può certo dormire sonni tranquilli con un 33,9% che non mette al riparo dalla rimonta del centrodestra di Francesco Persiani, premiato al primo turno dal 28,2% degli elettori. Tra gli altri comuni toscani al ballottaggio anche Campi Bisenzio, Pietrasanta e Pescia. 

PISA E SIENA, AI BALLOTTAGGI TREMA LA SINISTRA

Ma è inutile nasconderlo: le partite politicamente più importanti a livello nazionale di questi ballottaggi 2018 sono quelli riguardanti Pisa e Siena. Sarà nella città della Torre pendente che il centrosinistra registrerà il suo crollo più clamoroso? Gli ingredienti per un ribaltone che avrebbe del clamoroso a dir la verità ci sono tutti. Basta ricordare i risultati delle comunali del 10 giugno, quando il candidato del centrodestra unito Michele Conti col 33,3 per cento è riuscito a sopravanzare il candidato del centrosinistra, Andrea Serfogli, con il 32,3 per cento dei consensi. Un testa a testa annunciato, quello pisano, dove si respira una tensione senza precedenti, alimentata anche dai fatti di cronaca che negli ultimi giorni hanno portato ad una resa dei conti in pieno centro tra bande straniere di spacciatori nei quali è rimasto ferito un commerciante italiano e che hanno portato la tematica della sicurezza in primo piano. Diversa la situazione a Siena, dove il tema di discussione è – e difficilmente sarebbe potuto essere altrimenti – soprattutto la questione Monte Paschi. In questo caso il sindaco uscente Bruno Valentini, sostenuto dal centrosinistra, può gestire un vantaggio esiguo contro il candidato del centrodestra Luigi De Mossi (27,4% contro 24,2%). Per la campagna elettorale senese si sono mobilitati diversi big nazionali: da Paolo Gentiloni a Matteo Salvini. La prova provata che in palio c’è più che la poltrona di sindaco. 

AMMINISTRATIVE UMBRIA, TERNI IN BILICO

Spostiamoci adesso in Umbria, dove i comuni al ballottaggio 3: Terni, Spoleto e Umbertide. Nel comune capoluogo la sorpresa più clamorosa si è consumata lo scorso 10 giugno, con il centrosinistra escluso dal secondo turno a favore del candidato del centrodestra Leonardo Latini e di quello del M5s, Thomas De Luca. A dirla tutta a Terni però i giochi sembrano fatti, a meno che non si vada verso un capovolgimento di fronte difficile da immaginare analizzando i voti del primo turno. Il candidato del centrodestra, sostenuto in campagna elettorale da Salvini in persona, alle comunali del 10 giugno si è fermato ad un passo dalla clamorosa vittoria senza passare dal secondo turno. Sarà difficile dunque per il candidato pentastellato, che parte con un 25%, intercettare tutti i voti degli scontenti di centrosinistra e riuscire a scalfire la forza di un Latini che ha dalla sua una base del 49,2%. 

BALLOTTAGGI LAZIO, TUTTE LE SFIDE

Nemmeno il Lazio è esente dall’ultimo valzer di una stagione politica che si concluderà con il rito dei ballottaggi 2018. Sceglie il sindaco anche una città capoluogo come Viterbo, dove il grande favorito – quanto meno rispetto ai numeri del primo turno – è il candidato del centrodestra Giovanni Arena, forte di un 40% di partenza che spetterà alla civica Chiara Frontini (17,5%) tentare di ribaltare sfruttando magari i voti dei delusi di centrosinistra che fino ad oggi hanno guidato il comune. Chiamati alle urne per la seconda volta in due settimane anche i cittadini di Anagni (Frosinone), Aprilia e Formia (Latina), oltre che di Fiumicino, Pomezia, Santa Marinella e Velletri (Roma). Succosa la partita politica che andrà in scena al III Municipio, a Roma, dove il centrosinistra si è affermato al primo turno con Giovanni Caudo (42,06%) e se la vedrà con lo sfidante di centrodestra a trazione leghista Francesco Maria Bova (33,81%). Curioso sarà capire dove finirà il patrimonio della presidente uscente M5s Roberta Capoccioni (19,18%). L’alleanza di governo gialloverde spingerà gli elettori pentastellati a votare centrodestra?

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