SONDAGGI/ “M5s al 30% e Lega al 26% grazie a Ong, Repubblica e Pd”

Quadro politico stazionario ma con una crescita continua della Lega, che sta riportando al voto molti elettori di centrodestra che avevano smesso di farlo. ALESSANDRO AMADORI

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Gianni Cuperlo, Matteo Orfini, Andrea Orlando e Maurizio Martina (LaPresse)

A detta dei sondaggi c’è un unico vincitore al momento in Italia nel quadro politico, secondo quanto dice a ilsussidiario.net Alessandro Amadori, vicedirettore dell’Istituto Piepoli. E’ Matteo Salvini che continua a far crescere la Lega, oggi al 26% dei consensi contro un Movimento 5 Stelle calante seppur in modo debole, sceso al 30%. “Salvini vince perché sta facendo quello che gli italiani desiderano, dà l’idea, e lo fa veramente, di uno che va fino in fondo, viene premiato perché ha dato un segnale di stop ai flussi migratori incontrollati”. Non solo: “Cresce anche perché sta riportando alla voglia di votare molti elettori del centrodestra che avevano smesso di farlo”. E infine allo stesso tempo i 5 Stelle pagano “la concorrenza interna di un alleato molto forte che li sta mettendo in ombra”.

Secondo alcuni sondaggi la Lega avrebbe raggiunto il M5s: risulta anche a lei?

No, non ci risulta. I 5 Stelle sono scesi verso il 30%, la Lega è salita verso il 26, quindi c’è ancora un certo distacco.

Però la Lega continua a crescere, per quale motivo secondo lei? Per l’immagine di Salvini o per i suoi temi?

Più che per l’immagine, per l’azione e anche per i temi che sta trattando, temi molto sentiti. Salvini dà l’idea di uno che va fino in fondo, quindi non è un problema di immagine ma di azione concreta.

Sta facendo quello che gli italiani vogliono, è così?

Esattamente, fa quello che il Paese chiede venga fatto.

Come vede invece la situazione di M5s? Il tema lavoro non sfonda? Eppure in campagna elettorale sembrava molto sentito.

I 5 Stelle hanno perso spinta, in qualche modo subiscono il decisionismo e il maggior carisma nonché esperienza politica di Salvini. Sono un po’ in difficoltà per una presenza non ingombrante ma importante come è quella del leader della Lega, una concorrenza interna di un alleato politicamente forte.

Come mai sul nodo migranti il consenso premia Salvini? Per il fattore sicurezza? Oppure per un fattore simbolico, legato all’idea di invasione?

Non è il problema sicurezza quanto aver messo uno stop al mancato controllo dei flussi migratori. La gente non è stupida: sa che in Africa ci sono 500 milioni di persone che in teoria potrebbero muoversi tutte verso l’Europa e noi siamo il canale naturale di ingresso. Non si può dire “i flussi sono inarrestabili”, bisogna dare un segnale di stop, e Salvini viene premiato perché ha avuto il coraggio di rompere uno schema. Sta dando un diverso segnale sui flussi migratori.

C’è la percezione reale che l’Italia fino ad ora ha accolto più di altri, e abbiamo fatto la nostra parte più degli altri europei?

Non è una percezione, è un dato di fatto. Insieme alla Grecia dovrebbero candidarci al Nobel per la pace: da soli abbiamo fatto quello che il resto del mondo non è stato in grado di fare, è arrivato il momento di essere aiutati.

Importanti media come Repubblica e partiti come il Pd lanciano un allarme politico, istituzionale e sociale. Gli italiani li ascoltano?

Gli italiani che leggono Repubblica sì, gli altri no. Le grida d’allarme lasciano il tempo che trovano, Di Maio e Salvini sono capi di partiti che hanno avuto la maggioranza relativa, non c’è un pericolo per la democrazia. Ci possono essere uscite forti tali da sembrare inopportune, ma quelle grida di allarme hanno solo l’effetto di aumentare il sostegno a Lega e 5 Stelle.

Quanto valgono oggi Pd e FI?

Sono stazionari, tutta la situazione politica è stazionaria. C’è un rafforzamento della Lega e un lieve indebolimento di 5 Stelle, Forza Italia è ferma al 13,5% e il Pd al 18,5. E’ tutto stazionario, la Lega prende i punti che perdono i 5 Stelle ma soprattutto ha il merito di aver riportato alla voglia di votare molti elettori delusi del centrodestra.

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