Salvini in Libia, incontro su hotspot con vice premier/ Lega, Romeo: “serve impegno ma ci crediamo”

- Emanuela Longo

Salvini in Libia, incontro su hotspot con vice-Premier: soluzione possibile, ma ad una condizione, che il personale che gestice i centri di accoglianza sia di origine libica

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Migranti, Salvini partito per la Libia (Foto Twitter)

La missione di Matteo Salvini in Libia ha avuto ampio risalto mediatico, con il ministro dell’Interno al lavoro per la creazione di hotspot. Il segretario federale della Lega ha avviato le relazioni diplomatiche con il collega libico e Massimiliano Romeo, presidente dei senatori del Carroccio, ha analizzato così la gestione del tema migranti: “Il momento è favorevole, ma bisogna tenere i piedi per terra: nessuno ha la bacchetta magica. Ci vuole impegno e determinazione, noi ci crediamo: abbiamo persone che vogliono risolvere i problemi. A differenza di altri amministratori che si sono preoccupati di tutt’altro, vogliamo impegnarci su determinati temi. Molti cittadini ci ringraziano, abbiamo riacceso l’orgoglio nazionale, vedono in noi una speranza”. Sottolinea poi Romeo al Tg3: “Noi abbiamo fatto il nostro dovere: abbiamo cercato di fermare i trafficanti di esseri umani, chiudendo i porti. Le Ong magari sono finanziate da associazioni famose ed è stato anche abbastanza riscontrato“. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SALVINI: “MIGRANTI NON VENGONO TORTURATI”

Secondo il ministro degli interni Matteo Salvini in Libia i migranti non vengono torturati secondo quanto si legge sui media. Lo ha detto in conferenza stampa dopo l’incontro con le autorità di Tripoli e aver visitato un nuovo centro di accoglienza in costruzione, che potrà ospitare mille persone, definito una struttura ottima e all’avanguardia. Peccato non abbia visitato gli altri “centri di accoglienza” dove i migranti che vengono tenuti bloccati in Libia sono trattati e picchiati come animali (Agg. Paolo Vites)

IDEA HOT SPOT

E’ iniziata la trattativa fra l’Italia e la Libia sui migranti. L’obiettivo del Bel Paese è quello di fare in modo che partano meno profughi dal paese nord-africano, e che gli stessi vengano accolti fin da subito sulle coste libiche. L’idea del ministro dell’interno, Matteo Salvini, è quella di costruire degli hot-spot, o centri di accoglienza, appunto in Libia. Un’opzione subito scartata dal vice premier del paese magrebino, anche se non tutto sembrerebbe perduto. Come sottolineato da Il Fatto Quotidiano, si tratterebbe più che altro di una questione di terminologia, di cavilli burocratici. La Libia, infatti, non accetta personale di autorità straniere sul proprio territorio, e di conseguenza gli hot spot dovrebbero essere gestiti dai libici: così facendo diverrebbero delle postazioni regolari a tutti gli effetti. Matteo Salvini ha parlato di incontro positivo con il vice-premier del paese africano, da cui ripartire per gestire al meglio e di comune accordo la questione migranti: nelle prossime settimane dovrebbe tenersi un nuovo vis-a-vis. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LE DURE PAROLE SULLE ONG

Sono tante le questioni trattate dal ministro dell’interno, Matteo Salvini, in occasione del suo recente viaggio in Libia, dove ha incontrato il vice-premier Ahmed Maiteeq. Si è parlato anche delle organizzazioni non governative, le Ong spesso e volentieri nel mirino del leader della Lega. Durante la conferenza stampa di presentazione in cui si è fatto il resoconto di quanto accaduto nell’incontro di cui sopra, Salvini ha spiegato che la Libia «ci ha chiesto di proseguire nel blocco del traffico di esseri umani che vede nelle Ong soggetti, non so se consapevolmente o inconsapevolmente, complici dei trafficanti. E ha ringraziato – ha proseguito il vice-premier – la Guardia Costiera libica per aver salvato nell’ultima settimana 2.500 persone». Salvini è convinto che bloccando il business dell’immigrazione, si potrebbe bloccare un intervento pericoloso di stranieri che procedono senza rispettare regole. Quindi ha annunciato un nuovo vis a vis con i leader libici: «Vorrei tornare entro l’estate in Libia per portare gesti di solidarietà concreti». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“CAMPI FUORI DAI CONFINI ESTERNI E AIUTI A TRIPOLI”

Dopo la conferenza stampa congiunta col vice-premier libico e suo omologo Ahmed Maiteeq e la retromarcia di quest’ultimo che aveva escluso la possibilità che potessero sorgere degli hotspot in territorio libico, il Ministro degli Interni Matteo Salvini ha chiarito al Viminale nel pomeriggio il senso della sua missione a Tripoli, in attesa di presentare il progetto di contenimento e gestione dei flussi migratori in quel del Consiglio Europeo. Il leader del Carroccio infatti ha fatto parzialmente retromarcia, spiegando che i suddetti centri di protezione e identificazione che dovrebbero sorgere nel nord dell’Africa si troveranno “ai confini esterni della Libia”: inoltre, Salvini ha anche aggiunto che tra le altre proposte presentate c’è comunque quella di garantire al Paese che un tempo era governato da Gheddafi degli aiuti “non solo economici ma anche tecnici” in modo da consentire al suo Governo di controllare meglio i flussi migratori che dall’Africa raggiungono l’Europa. (agg. di R. G. Flore)

“ITALIA E LIBIA CHIEDONO PROTEZIONE UE SU FRONTIERE”

Nella conferenza stampa al Viminale, di ritorno dal viaggio in Libia, il ministro Salvini ha spiegato che tanto l’Italia quanto il governo libico hanno bisogno di protezione e aiuti sulle frontiere esterne. Se è vero che Haftar e Maiteeq hanno negato al momento la possibilità di hotspots sulle frontiere libiche, per Salvini la possibilità che l’Ue intervenga per risolvere la vicenda è auspicabile: «Campi di protezione e identificazione in Niger, Mali, Chad e Sudan. L’Italia chiede la protezione delle frontiere esterne dell’Ue e, giustamente, loro chiedono la protezione delle frontiere esterne», spiega il Ministro dopo il vertice con il Governo Tripoli. Dalla Commissione Ue giunge anche il commento del portavoce Margaritis Schinas, «la proposta italiana è stata discussa positivamente ieri al mini summit a Bruxelles anche perché molti dei punti all’Interno di essa sono già stati discussi o sono in discussione o connessi al tema del coordinamento delle zone di arrivo dei migranti che ci auguriamo siano affrontati al Consiglio». (agg. di Niccolò Magnani)

SECCO “NO” DELLA LIBIA AGLI HOTSPOT

No a degli hotspot per migranti nel loro Paese. Nonostante la tanto annunciata “missione” in Libia da parte del Ministro degli Interni, Matteo Salvini, come era prevedibile da parte di Tripoli non vi è alcuna intenzione di creare dei campi per migranti lungo le coste, facendo crollare alle fondamenta l’idea del leader della Lega di avviare una nuova strategia col Paese nordafricano al fine di contenere i flussi migratori. La conferenza stampa, nel corso della quale Salvini ha anche promesso aiuti economici alla Libia e ha escluso categoricamente che altri hotspot vengano costruiti in Italia, anticipando così alcuni dei punti del progetto che presto presenterà presso il Consiglio Europeo, ha tuttavia visto il vicepresidente libico alzare di suo un muro e controbattere in diretta alla proposta del nuovo inquilino del Viminale. “Rifiutiamo assolutamente la proposta di realizzare campi migranti in Libia” ha detto senza possibilità di essere frainteso Ahmed Maiteeq, spiegando che quanto auspicato da Salvini durante la conferenza stampa congiunta non è possibile non solo per una precisa volontà politica ma anche perché non è ammesso dalle leggi in vigore presso il Governo di Tripoli. Al contrario, per ammorbidire la posizione del suo Paese, il vice-premier libico ha auspicato invece che la questione dell’immigrazione venga gestita in ambito UE attraverso uno specifico programma. (agg. di R. G. Flore)

MINISTRO DELL’INTERNO, “GARANTIREMO AIUTI ECONOMICI”

Nuove dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini dalla Libia, dove ha incontrato questa mattina il collega libico Abdulsalam Ashour. Sul piatto il tema migranti, tra hotspot e sbarchi illegali. Questa l’analisi del segretario federale della Lega:“Gli hotspot in Italia sarebbero un problema per noi e anche per la stessa Libia, i flussi della morte non verrebbero interrotti. Noi abbiamo proposto dei centri di accoglienza posti ai confini a Sud della Libia, così da evitare che anche Tripoli diventi un imbuto, così come l’Italia”. Continua Matteo Salvini: “La Libia rappresenta una opportunità di sviluppo, saremo vicini alle autorità libiche anche con dei supporti tecnici ed economici, così da garantire la sicurezza nel Mediterraneo e rafforzare la cooperazione investigativa e più in generale la collaborazione in tema di sicurezza”. Infine, l’invito al collega a venire in Italia: “Aspetto al più presto il ministro Ashour a Roma”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“MIGRANTI, MASSIMO IMPEGNO”

Matteo Salvini è giunto in Libia ed ha incontrato il collega di Tripoli Abdulsalam Ashour. Ieri il ministro dell’Interno del Governo Giuseppe Conte ha ringraziato le autorità libiche per aver tratto in salvo 820 migranti e in questi minuti sta andando in scena l’incontro per trovare un accordo di collaborazione proficuo tra i due Paesi, così da risolvere il problema legato all’immigrazione e agli sbarchi. Dopo aver aggiornato i suoi sostenitori sull’arrivo sul territorio africano, Matteo Salvini su Facebook ha fatto il punto sull’incontro con Ashour: “Qui Tripoli, ho appena incontrato il ministro dell’Interno libico Abdulsalam Ashour. Il mio impegno sarà massimo per rinsaldare l’amicizia tra i nostri due Paesi e la collaborazione su tutti i fronti, a partire dall’emergenza immigrazione”. Attesi nuovi aggiornamenti nelle prossime ore, con le dichiarazioni alla stampa del segretario federale della Lega. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MIGRANTI, SALVINI PARTITO PER LA LIBIA

Giornata impegnativa, quella odierna, per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale alle prime luci dell’alba era già in piedi in vista di un viaggio importante che lo avrebbe coinvolto nelle successive ore. “Missione #Libia, si parte!”, ha annunciato tramite il suo account Twitter questa mattina Salvini, anticipando così il suo viaggio nel Paese del Nordafrica. Ad accompagnare il post ci sono una sere di scatti e selfie con protagonista il leader della Lega, dal suo arrivo in aeroporto a quando è già a bordo di un aereo militare con tanto di cuffie, pronto per il volo. Il viaggio di oggi in Libia arriva all’indomani del braccio di ferro tra la Guardia Costiera italiana e quella libica in merito ai quasi mille migranti alla deriva su sette diversi barconi. Fortunatamente la vicenda si è conclusa nel migliore dei modi con il salvataggio dei migranti ed il loro ritorno in Libia, seguito poi dal grande ringraziamento social di Salvini al Paese libico.

VIAGGIO IN LIBIA DOPO I RINGRAZIAMENTI DI IERI

Era stato lo stesso ministro dell’Interno, Matteo Salvini, attraverso Twitter a rendere noto il destino degli 820 migranti alla deriva su sette gommoni al largo della Libia. “Ringrazio di cuore, da ministro e da papà, le Autorità e la Guardia Costiera Libica che oggi hanno salvato e riportato in Libia 820 immigrati, rendendo vano il “lavoro” degli scafisti ed evitando interventi scorretti delle navi delle Ong”, aveva scritto il vicepremier. Intanto restano chiusi i porti italiani e resta in fase di stallo la situazione legata alla Lifeline così come al cargo Alexander Maersk, con 350 persone in attesa di capire quale sarà il proprio destino. Secondo quanto riportato da RaiNews, in riferimento alla sua visita in Libia, Salvini ha in programma per oggi, alle 17.30, una conferenza stampa al Viminale per riferire sull’esito della missione.



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