DI MAIO: “MEZZ’ORA DI INTERNET GRATIS PER TUTTI”/ Netflix lo prende in giro: “Ecco cosa si può fare…”

Di Maio, “Mezz’ora di internet gratis a tutti”: le parole del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico sulla rete, “corre grave pericolo con la riforma del copyright”

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Ultime Notizie, Luigi Di Maio - La Presse

L’idea di Luigi Di Maio di regalare mezz’ora di internet gratis al giorno per tutti i cittadini italiani meno abbienti ha fatto discutere. Le parole del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico sono rimbalzate sui giornali online e sui social, dove hanno provocato più di qualche ironia. In molti hanno paragonato la proposta del capo politico del MoVimento 5 Stelle a quella degli operatori telefonici che, soprattutto in estate, lanciano molte offerte a livello di tariffe. Anche Netflix ha preso in giro Di Maio: lo ha fatto con un post su Facebook e Twitter. «Con 30 minuti di internet gratis puoi fare un sacco di cose: 3 episodi di Adventure Time, 1 episodio e mezzo di How I Met Your Mother, mezzo episodio di Orange Is The New Black», hanno scritto i social media manager della piattaforma in abbonamento che offre produzioni originali di film, serie tv e documentari. Netflix Italia ha dunque ricordato ai suoi utenti cosa si può fare in mezz’ora di internet. Ovviamente è una boutade, visto che Di Maio ha indirizzato questa proposta ai cittadini italiani non abbienti, che non hanno tra le loro priorità la sottoscrizione dell’abbonamento con Netflix, che parte da 7,99 euro. Il tweet ha fatto comunque sorridere ed evidenziato quanto sia esigua la proposta: se in mezz’ora non è possibile vedere un episodio intero di una serie tv, figurarsi lavorare o fare altre azioni che quotidianamente vengono svolte in rete. Luigi Di Maio replicherà? Clicca qui per vedere il tweet. (agg. di Silvana Palazzo)

“INVESTIMENTI SU BANDA ULTRALARGA E 5G”

In occasione delI’Internet Day 2018 andato in scena alla Camera, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha lanciato la proposta di garantire mezz’ora di connessione alla rete gratuita a chiunque non possa permetterselo, parlando di un “diritto primario” che lo Stato dovrebbe tutelare per ogni cittadini. La sua idea, tuttavia, non pare abbia scaldato i cuore e ha ricevuto alcune critiche nella giornata in cui, tuttavia, sul piatto sono state messe anche alcune questioni di maggior peso: infatti, il vicepremier ha promesso maggiori investimenti per il futuro sulla banca ultralarga e il 5G dato che ha spiegato come la rete sia al centro del cambiamento e sarà una delle priorità dell’esecutivo giallo-verde. Sempre sul fronte digital, Di Maio pare aver aperto un fronte polemico con l’Unione Europea in merito alla riforma del diritto d’autore attraverso una direttiva che è stata approvata dalla Commissione Giuridica del Parlamento Europeo: la suddetta direttiva infatti prevede il pagamento di una link tax ma sul punto il leader pentastellato non ci sente e ha spiegato che l’idea di far pagare a tutte le piattaforme e agli aggregatori di notizie una tassa per la pubblicazione di contenuti giornalistici si configurerebbe come una sorta di “bavaglio” alla rete. Ad ogni modo, nelle ultime ore, da Bruxelles è arrivata una secca smentita, spiegando che la direttiva non configura affatto una ipotesi di censura. (agg. di R. G. Flore)

“LA RETE E’ AL CENTRO DEL CAMBIAMENTO” 

A seguito del suo intervento mattutino in occasione dell’Internet Day che si è tenuto presso la Camera dei Deputati, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha ribadito anche nel pomeriggio, attraverso i propri canali social, la proposta di concedere a chiunque non se la possa permettere mezz’ora di navigazione gratis al giorno. Nonostante alcune critiche ricevute da esponenti del Pd che hanno ironizzato sulla proposta, il leader pentastellato ha condiviso il video del suddetto intervento, spiegando ancora una volta che la possibilità di connettersi online “è un diritto primario di ogni singolo cittadino” e che questo diritto verrà tutelato dal nuovo Governo. Non solo: a proposito del tema della fornitura gratis della connessione Internet, Di Maio ha utilizzato una delle parole chiave della sua campagna elettorale, oltre che uno dei “tag” più accostati a questo inedito esecutivo giallo-verde, ovvero quello del cambiamento: “La rete è al centro del cambiamento e questo cambiamento non può più aspettare” conclude il suo post il vice-premier. (agg. di R. G. Flore)

LE CRITICHE DA PARTE DI CARLO CALENDA

L’annuncio di Luigi Di Maio sull’idea di mezz’ora di internet gratis per chi non può permetterselo ha trovato la pronta replica degli esponenti dell’opposizione. A partire dall’ironia di Carlo Calenda, membro del Partito Democratico: “Come affrontare la sfida digitale secondo Di Maio: “mezz’ora di internet gratis” per tutti. Prossimo passo massaggi ai polpacci gratis per i rider”. Questa, invece, la posizione del senatore di Forza Italia Andrea Cangini: “In un Paese dove 5 milioni di persone vivono in povertà, un giovane su tre non trova lavoro, i salari crollano ma non per questo si impenna il Pil, cosa ha pensato il ministro del Lavoro Giggino #DiMaio? “Mezz’ora di #internet gratis al giorno per tutti”. E non stava scherzando”. Infine, l’analisi di Luca Bizzarri: “Bella l’idea di mezz’ora di Internet gratis al giorno per tutti; ricordo che c’è già l’accesso alle biblioteche illimitato gratis per tutti, ma non è che abbia fatto sto successone”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

L’IDEA EUROPEISTA DEL MINISTRO DEL LAVORO

Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, nonché ministro del lavoro e dello sviluppo economico, ha parlato quest’oggi all’Internet Day, svelando di essere al lavoro per fare in modo che tutti in Italia possano godere di almeno mezz’ora al giorno di navigazione gratuita. Un progetto sicuramente interessante e positivo, un’idea nel contempo molto europeista. Nonostante i grillini, (così come la Lega), siano storicamente poco avvezzi all’Unione Europa, questa volta il leader Di Maio è apparso decisamente pro Vecchio Continente. L’idea è infatti molto simile ad un bando organizzato proprio dalla UE durante questa primavera, per dotare di wi-fi gratis le aree pubbliche dei comuni italiani. In poche parole, il paese che vinceva il bando, poteva godere di un finanziamento europeo di 15 mila euro per installare appunto una rete accessibile a chiunque si trovasse nei paraggi. La cosa certa è che essere connessi è ormai divenuto praticamente obbligatorio per svolgere molteplici operazioni quotidiane. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“MEZZ’ORA DI INTERNET GRATIS PER TUTTI”

Luigi Di Maio: “Mezz’ora di internet gratis a tutti”. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico è intervenuto nel corso dell’Internet Day organizzato da Agi e Censis organizzato a Montecitorio. Queste le parole del leader politico del Movimento 5 Stelle: “Internet deve essere un diritto prioritario per i cittadini, siamo al lavoro per tutelarlo. Sto pensando alla fornitura da parte dello Stato della connessione alla rete gratis per mezz’ora al giorno per tutti coloro che non possono permettersela”. La cittadinanza digitale è l’obiettivo di Luigi Di Maio, che punta alla connessione gratuita alla rete come nuova proposta per effettuare un passo in avanti: “Questo Governo proseguirà il percorso di potenziamento delle infrastrutture di rete, continuando gli investimenti nel piano banda ultralarga e 5G”.

LUIGI DI MAIO ALL’INTERNET DAY

Luigi Di Maio ha analizzato in seguito: “La rete sta correndo un grave pericolo, che arriva direttamente dall’Europa: parlo della riforma del copyright. La scorsa settimana, nonostante i nostri eurodeputati abbiano provato ad opporsi in ogni modo, è passata una linea che maturava dopo almeno due anni di contrattazione”. Poi il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha parlato della link tax: “Vogliono mettere il bavaglio alla rete con l’inserimento della cosiddetta link tax, un diritto per gli editori di autorizzare o viceversa bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni”. E sottolinea: “Vorrebbe garantire un controllo ex ante sui contenuti che i cittadini hanno intenzione di condividere: deleghiamo in pratica a delle multinazionali, spesso nemmeno europee, il potere di decidere cosa o meno debba essere pubblicato”.

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