“FIDUCIA OK AL GOVERNO LEGA-M5S: 350 SÌ/ 236 contrari, 35 astenuti. Conte: “Non stravolgeremo Buona Scuola”

Fiducia Governo M5s-Lega alla Camera, diretta video streaming live, discorso premier Giuseppe Conte alle Camere: 350 Sì, 236 contrari e 35 astenuti, via libera all’esecutivo gialloverde

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Riforma Pensioni - Conte con Di Maio e Salvini (Foto: LaPresse)

Noi, nell’immigrazione come nella scuola non arriviamo per stravolgere. In materia di buona scuola abbiamo ragionato con tanti stakeholders, ci sono criticità su cui vogliamo intervenire.” Nel discorso con il quale ha chiesto la fiducia alla Camersa, il premier Giuseppe Conti ha fissato tra i suoi punti fermi anche la questione Buona Scuola. Un tema verso il quale il Movimento 5 Stelle in particolare era stato particolarmente critico ai tempi del Governo Renzi: non sembra però essere all’ordine del giorno del Governo Lega-5 Stelle, con alcuni interventi che potranno sicuramente essere portati avanti dal nuovo esecutivo, ma l’impressione è che il sistema messo a punto dai precedenti Governi sarà mantenuto, considerando la necessità di alcune riforme messe in atto, sulle quali obiettivamente il nuovo esecutivo non ha intenzione di tornare indietro. (agg. di Fabio Belli)

4 VOTI IN PIU’ DEL PREVISTO

Dopo il Senato ora il via libera alla Camera arriva ufficiale anche alla Camera: il Governo di Giuseppe Conte inizia dunque ufficialmente il proprio mandato con 350 Sì, 236 contrari e 35 astenuti a Palazzo Montecitorio. Sono in tutto 4 i voti in più rispetto a quanto previsto dai numeri “canonici” che il presidente Conte ha ottenuto dopo il discorso odierno e le sue dichiarazioni in risposta alle interrogazioni dei deputati. Ci si aspettava infatti “solo” 346 sì a favore (222 deputati M5S e 124 leghisti) e invece, come visto ieri al Senato, alcuni piccoli gruppi hanno decisi di dare la propria fiducia al Governo gialloverde. Se poi si aggiungono gli astenuti di Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni che lo ha ribadito anche oggi in Aula – «siamo patrioti e per questo ci asteniamo» – la solidità dei numeri almeno in queste prime fase non dovrebbe essere un problema per la maggioranza. «La ringrazio per il suo lavoro»: così il premier Giuseppe Conte si è rivolto al presidente della Camera Roberto Fico al termine del voto di fiducia in Aula. Tra i 4 “voti imprevisti” c’è da annoverare quello di Vittorio Sgarbi che un intervento al solito “show” ha dichiarato «Dove c’è il disordine io prospero e quindi voterò la fiducia al governo», votando in dissenso dal suo gruppo di Forza Italia, con argomentazioni tra il paradossale e il provocatorio. (agg. di Niccolò Magnani)

DELRIO CONTRO CONTE: “NON SIA PUPAZZO DI SALVINI-DI MAIO”

Al via la prima chiama del voto di fiducia alla Camera: nel giro di una mezz’oretta si dovrebbe chiudere anche la seconda e ultima votazione per il Governo Conte che potrà così iniziare a pieni poteri nel corso della legislatura, ben più di tre mesi dopo le Elezioni del 4 marzo 2018. Nessun problema di numeri, si tratta solo di capire quali e dove ci saranno potenziamenti nella maggioranza Lega-M5s dopo il discorso del Premier Conte. Va detto che proprio le parole ribadite oggi in Aula hanno visto tanti spunti interessanti di discussione – tasse, Terzo settore, Nato-Russia – e diversi punti “non chiari” o peggio gaffe – come non essersi ricordato che il “congiunto” di Mattarella ucciso dalla mafia fu proprio il fratello Piersanti. Ci ha pensato il Pd a redarguire in ogni dettaglio l’intervento del Presidente del Consiglio, con toni anche molto duri: «Presidente Conte, lei si presenta dicendo che è l’avvocato degli italiani, come rappresentante del popolo contro le élite. Ha rivendicato di essere populista ma in nome del popolo in questo Paese sono stati commessi delitti orrendi, approvate leggi razziali, in Europa sono stati commessi genocidi. Tutti i grandi dittatori lo fanno in nome del popolo. Parlo della storia e non di voi», lo ha spiegato il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio. Il No dei dem alla fiducia era scontato, ma l’attacco di Delrio al Premier Conte è particolarmente netto: «Presidente Conte, prima studi, abbia l’umiltà di studiare: non venga qui a fare lezioni. Non é qui per concederci il privilegio di vederla osservare la Costituzione. Lei ha il dovere di rispettarla. E se vuole rispettare davvero la Costituzione, prenda quel programma che ha sul tavolo e lo riscriva, prenda la lista dei ministri e lo riscriva. Sono sconcertato: lei é espressione di un governo che nasce sull’inganno. Il nostro augurio é che non faccia il pupazzo dei partiti». (agg. di Niccolò Magnani) Qui la diretta video live dalla Camera per voto di fiducia

CONTE, “SU DEBITO TRATTATIVE FORTI IN UE”

Lungo, articolato ma più “frizzante” rispetto al discorso tenuto ieri al Senato: l’eloquio di Giuseppe Conte si è concluso attorno alle 16.48, dando così inizio alle intenzioni di voto ufficiali dei vari iscritti al registro di Palazzo Montecitorio. Dalla giustizia al debito pubblico, dalla Buona Scuola al Terzo Settore, pare che Conte abbia adottato i correttivi dopo le tante critiche ricevute ieri dopo il voto di fiducia al Senato: «Questo governo ha l’ardire di poter promuovere delle nuove politiche economiche; questo significa voler in tutti i tavoli presidiarli, esprimendo una direzione, voler promuovere una crescita sociale e economica, nel rispetto del principio di discesa progressiva del debito», spiega a braccio il Premier di Lega e M5s, sottolineando poi «Noi siamo per negoziare su questo fronte anche a livello europeo e ci siederemo a quei tavoli volendo esprimere anche un indirizzo politico, ci auguriamo con la fermezza e la risolutezza necessarie per essere ascoltati dai nostri partner». Temi salviniani toccati – legittima difesa e migranti, con chiari riferimento pro-Lega del contratto di Governo – ma anche spunti “grillinI” dal giustizialismo fino al conflitto d’interessi. «Mi è stato detto che non ho usate le parole pace e cooperazione. Le uso ora, ma non mi sembra che nel contratto ci siano propositi bellicisti. Ci sono impegni internazionali, noi vogliamo misurarci con questi impegni con massima serenità, prudenza e cautela, e valuteremo di volta in volta. Pensare da qui possa partire un indirizzo imperialista o bellicista credo sia una preoccupazione immotivata», ha concluso il Presidente del Consiglio prima del voto di fiducia dalla Camera. (agg. di Niccolò Magnani)

“AL G7 CI FAREMO RISPETTARE”

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni ai giornalisti, lasciando l’Aula di Montecitorio. Il neo-Premier si è soffermato sul G7 in programma venerdì e sabato in Canada, a Charlevoix, sotto la presidenza del Primo Ministro canadese Justin Trudeau: «La prima posizione dell’Italia sarà farsi conoscere – ha ammesso Conte – e la seconda sarà farsi rispettare». Quella al G7 sarà la prima uscita pubblica e nel contempo internazionale, del nuovo presidente del consiglio, capo dell’esecutivo M5S-Lega. Conte si confronterà con gli altri 6 capi di stato, leggasi Donald Trump, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Theresa May, Shinzo Abe e il già citato Justin Trudeau. Tre saranno i temi che verranno approfonditi maggiormente, a cominciare dai famosi dazi Usa introdotti negli scorsi giorni su acciaio e alluminio; altro tema caldo sarà quello dell’immigrazione, infine, l’Iran e il nucleare. L’Italia, come scrive il Giornale, dovrebbe comunque prendere parte al G7 con il dossier redatto dal predecessore di Conte, Paolo Gentilonii, visti i pochissimi giorni passati dall’insediamento del neo-Premier. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL COMMENTO DI WANDA FERRO

In corso in questi minuti la discussione generale per la fiducia alla Camera al Governo M5s-Lega guidato da Giuseppe Conte e le varie forze politiche stanno spiegando le proprie posizioni a riguardo. Wanda Ferro, esponente di Fratelli d’Italia, ha analizzato: “La nostra posizione nei confronti del Governo Conte credo sia di estrema chiarezza: non daremo fiducia a questo Governo, non faremo parte di questa maggioranza. Il contratto di Governo per quanto ci riguarda ci sembra finalizzato a mantenere promesse elettorali, promesse che non potranno vedere realizzate le tante tematiche urgenti del nostro Paese”. Continua l’onorevole di FdI: “Un governo responsabile non può limitarsi ad elencare una serie di provvedimenti che l’uno contrasta con l’altro e che non siano frutto della presa popolare” “Fratelli d’Italia lavorerà con responsabilità all’interno del Parlamento cercando di dare un supporto rispetto alle tematiche che verranno trattate ma soprattutto vorremo, con grande chiarezza, sostenere quei provvedimenti a difesa degli italiani. Saremo da sentinella, saremo il pungolo affinchè i temi dello sviluppo si accompagnino alla tutela dei più deboli, delle famiglie e delle giovani coppie e soprattutto guardando al Sud. Un Sud che verrà, ci auguriamo, messo all’interno degli investimenti importanti infrastrutturali e non relegato a semplici politiche di assistenzialismo”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

PD VS SALVINI: “FLAT TAX AIUTA I RICCHI”

Impazza alla Camera la polemica sulla flat tax, la misura principale delGoverno gialloverde ribadita anche nel discorso di ieri del Premier Conte (e che verrà confermata anche nelle parole attese nel primo pomeriggio). «Per Salvini è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse. Finalmente hanno detto la verità. A questo serve l’annunciata rivoluzione fiscale, a far guadagnare chi è più ricco. A danno di tutti gli altri. No alla flat tax», attacca Matteo Orfini (Presidente Pd) in merito alle parole di questa mattina del vicepremier nell’intervista a Radio Anch’io su Radio Rai1. La replica non si lascia attendere e vede il leader della Lega affermare come in realtà con la «flat tax ci guadagnano tutti. Se uno fattura di più, è chiaro che risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più e crea lavoro in più. La nostra intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere». La discussione continua, ancora non sono terminate le dichiarazioni di voto e le schermaglie tra maggioranza e opposizione sembrano andare avanti da mesi quando invece siamo solo al quarto giorno del Governo in carica.. (agg. di Niccolò Magnani) 

SPREAD SALE OLTRE I 250 PUNTI

L’esito è scontato dunque si prova a discutere nel merito delle proposte avanzate dal Contratto di Governo Lega-M5s, non tanto dei numeri che la maggioranza avrà comodamente per la seconda fiducia in Parlamento in due giorni. Partito Democratico e Forza Italia proseguono nell’attaccare le ricette del premier Conte e a più riprese accusano Salvini e Di Maio di aver inserito nel Contratto punti troppo vaghi, con coperture inesistenti e dimenticando capitoli come Scuola e Cultura. «Il Pd non conosce il nostro contratto, soprattutto nella parte fiscale. Oggi il contribuente non sa quanto e quando pagare, noi porteremo la semplificazione perchè il fisco deve essere qualcosa di chiaro, diverso dal brutto film che abbiamo visto fino ad ora. Appoggiamo passo per passo questo nuovo percorso di cambiamento chiesto dai cittadini che per troppo hanno subito la incuria di una classe politica che per fortuna finalmente oggi è tramontata», spiega in risposta alle tante critiche la deputata M5s Carla Ruocco. Durissimo l’intervento di Mulè dai banchi dii Forza Italia, quando sostiene che sulle Grandi Opere e le Infrastrutture al Governo «tremano le gambe. Volete portarci nel Medioevo, un’epoca oscurantista nella quale forse a voi piacerebbe vivere. Nel suo discorso più che Dostoevskji ho sentito Cetto Laqualunque, un filosofo che probabilmente lei avrà incontrato in uno dei suoi viaggi in America», esorta l’ex direttore di Panama attaccando il Presidente del Consiglio. Clima incandescente insomma, mentre fuori dal Parlamento torna a spirare il vento dello spread: è salito negli ultimi minuti ben oltre quota 250 punti base, dopo qualche giorno di “pausa” e tregua. (agg. di Niccolò Magnani) 

I NUMERI ALLA CAMERA

Fiducia Governo M5s-Lega alla Camera, secondo step per l’esecutivo guidato dal giurista Giuseppe Conte. Ieri, martedì 5 giugno 2018, l’esecutivo giallo-verde ha incassato la fiducia al Senato con 171 sì sui 158 necessari, con 117 contrari e 25 astenuti. Una buona maggioranza per i legastellati, attesi ora ad un esame più semplice: la fiducia alla Camera. Dalle 9.30 alle 14.30 in programma la discussione generale mentre alle 15.45 sono previste le repliche del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, seguite dalle dichiarazioni di vito dei gruppi parlamentari. Infine, dalle 17.40 in poi le votazioni nominali. Per ottenere la fiducia alla Camera serve il voto di 316 parlamentari: i deputati di Lega e Movimento 5 Stelle sono 352 (222 M5s, 124 Lega più i sei del gruppo Misto), quindi non dovrebbe esserci alcuna sorpresa. Anche alla Camera è previsto il voto di astensione di Fratelli d’Italia.

FIDUCIA GOVERNO M5S-LEGA ALLA CAMERA

Giuseppe Conte ha tenuto un discorso di settantacinque minuti al Senato, elencando i principali punti programmatici dell’azione di governo di Movimento 5 Stelle e Lega, garante il contratto firmato dai due leader delle forze politiche Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il giurista ha esordito parlando della sua soddisfazione di guidare l’esecutivo: “Sono profondamente onorato di offrire il mio impegno e le mie competenze per i cittadini di questo paese”. Giuseppe Conte ha poi parlato con fermezza del problema immigrazione, “metteremo fine al business dell’immigrazione, che è cresciuto sotto il mantello della finta solidarietà”, dei rapporti con l’Unione Europea, ““la nostra casa, quale Paese fondatore abbiamo pieno titolo di rivendicare una Europa più forte e più equa”, e anche della riforma della Giustizia, “combatteremo la corruzione con metodi innovativi, come il Daspo ai corrotti e l’introduzione di agenti sotto copertura”. Non sono mancati i momenti di tensione, con i senatori del Partito Democratico tra i più contestatori.

COTTARELLI: “DISCORSO CONTE GENERICO”

Chi ha giudicato dall’esterno dell’aula parlamentare il discorso del premier Giuseppe Conte è stato Carlo Cottarelli, economista incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima della formazione dell’esecutivo politico Lega-Movimento 5 Stelle. Cottarelli ha commentato così ai microfoni di affariitaliani.it: “Le parti del discorso che ho sentito mi sono sembrate un pochino sul generale, anche se è ovvio che un discorso di quel tipo sia un po’ generico. Però mi aspettavo qualcosa di un po’ più concreto”. Ha poi proseguito Carlo Cottarelli: “Devo dire che si parla molto di diritti e un po’ meno di doveri. In qualche modo questo è lo specchio del fatto che si parla molto di aumenti delle spese e di riduzione delle tasse ma si parla poco della provenienza delle risorse”. Infine, un commento sul ruolo di Di Maio e Salvini e la possibile influenza sul primo ministro: “Credo che questo non sia il problema fondamentale, che invece sono le politiche che si fanno. Non ho mai visto questo come il problema principale”.

DIRETTA VIDEO LIVE DALLA CAMERA PER LA FIDUCIA



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