Monica Cirinnà, “Governo non si occuperà dei diritti”/ Famiglie Arcobaleno, “Ministro Fontana è contro tutto”

Monica Cirinnà, “Governo non si occuperà dei diritti”: la senatrice manifesta preoccupazione per il programma M5s-Lega e i commenti del ministro Lorenzo Fontana

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Monica Cirinnà e Lorenzo Fontana (Twitter)

Monica Cirinnà, “Governo non si occuperà dei diritti”: la senatrice del Partito Democratico e prima firmataria della legge sulle unioni civili esprime tutta la sua preoccupazione per il programma di Movimento 5 Stelle-Lega e per le idee del neo ministro alla Famiglia e alla Disabilità Lorenzo Fontana. Dopo aver attaccato l’esponente del Carroccio per le sue dichiarazioni sulle famiglie Arcobaleno (“non esistono”, ndr), Monica Cirinnà ha lasciato una lunga intervista ai microfoni a Tpi.it: “Io sono arrabbiata per tante cose: per come si è gestito male il mio Pd, per questo governo, per le frasi sulla famiglia del ministro Fontana”. Sottolineando il ruolo del suo partito: “Il Pd deve fare il congresso, deve valorizzare i suoi migliori, tra questi ascrivo due nomi: Zingaretti e Gentiloni, e deve ricordarsi che ha un’infinta comunità di donne sotto-rappresentate, ripartire dai temi che sono quelli dei diritti civili e sociali. Ma di diritti ne parla più qualcuno, dello ius soli?”.

MONICA CIRINNA’ SU LORENZO FONTANA

Monica Cirinnà ha poi parlato del ministro Lorenzo Fontana, incontrato ieri al Senato e con il quale c’è stata una stretta di mano cordiale: “Fontana è contro tutto, Fontana ha usato la parola normalità, io vorrei sapere che cos’è la normalità? Quando tu fai il ministro, giuri sulla Costituzione, la tua Bibbia diventa la Costituzione. Fontana non deve fare confusione tra religione e Stato, deve fare il ministro della Repubblica, non deve coniugare le sue due attività: ministro della repubblica è una cosa, cattolico osservante un’altra. Poi ognuno ha la sua coscienza, ma ognuno accetta i ruoli se è in grado di gestirli. Fontana, anche se non vuole, è comunque un ministro di tutti i cittadini italiani, anche di quelli che lui vuole rifiutare, è ministro di gay, lesbiche, dei neri”. E la senatrice sottolinea: “Credo che avremo davanti un anno complicato, nel quale costoro dovranno assestarsi dentro ai ministero, fare oltre 300 nomine pubbliche, continuando a fare il braccio di ferro M5S-Lega per spartirsi le poltrone, arrivando a fare la campagna elettorale per l’Europa. Avremo un anno di slogan”.



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