Cantone replica a critiche Conte: “mandato scade nel 2020”/ Vertice Anac-Toninelli: Pd, “Quirinale vigili”

Giuseppe Conte contro Raffaele Cantone, stoccata del presidente del Consiglio all’Anac: Governo M5s-Lega, la replica dell’Autorità Nazionale anticorruzione 

raffaele_cantone_lapresse
Raffaele Cantone (Foto: LaPresse)

Il Partito Democratico con Orfini e Anzaldi affonda critiche e attacchi al Governo gialloverde dopo che nella giornata di oggi è scoppiato lo scontro diretto contro il capo dell’Anac. Il Presidente del Pd ha scritto su Twitter, con chiaro riferimento alla polemica Conte-Cantone, «Secondo questo governo il problema non è la corruzione.  Per loro il problema è chi la contrasta, il problema è l’Anac di Cantone. Per la serie “il mondo gira alla rovescia”». Nettamente più duro il collega di partito Michele Anzaldi, deputato in area “renziana” che chiede addirittura l’intervento del Quirinale dopo lo scontro andato in atto: «L’attacco del premier Conte all’Anac presieduta dal giudice Cantone preoccupa e sconcerta. È opportuno che il Quirinale valuti di accendere un faro sulla vicenda e vigili affinchè l’autonomia e i poteri dell’Autorità Anticorruzione non vengano toccati. Sarebbe un ingiustificabile favore a corrotti e furbetti della pubblica amministrazione». Rispetto alle critiche poste dal premier Conte, storce il naso anche l’Anci (l’ente che riunisce tutti i Comuni italiani) che sui problemi di corruzione e appalti ci si scontra tutti i giorni: «non si capisce quale tipo di certificazione possa essere adottata nei confronti di un amministratore, quale è un sindaco. Mi aspetto un chiarimento da parte del premier. Invece vorrei che ci fosse un impegno del governo ad accelerare e semplificare le procedure». (agg. di Niccolò Magnani)

TONINELLI: “TROPPI SCANDALI”

Danilo Toninelli, neo ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, vuole collaborare con Anac «nella convinzione che bisogna voltare pagina rispetto ai troppi scandali del passato». Sono queste le parole usate al termine dell’incontro con Raffaele Cantone, presidente dell’Anac. Toninelli ha illustrato anche i punti chiave del suo programma: punta sulla «semplificazione per far ripartire gli investimenti e liberare le energie del Paese», ma non può mancare «trasparenza per garantire legalità ed efficacia alla lotta anti-corruzione». Inoltre, per quanto riguarda il settore degli appalti pubblici, bisogna «coniugare sburocratizzazione e rigore etico». La semplificazione è fondamentale per arginare la corruzione che «fiorisce soprattutto laddove c’è eccessiva discrezionalità nelle decisioni, accompagnata da complessità e opacità nelle regole». Una reale semplificazione, a favore soprattutto degli «enti locali che devono investire per migliorare le loro infrastrutture e i servizi ai cittadini», deve coniugarsi «con controlli più penetranti, in maniera da colpire non solo la pratica della mazzetta, ma anche e soprattutto quell’area grigia in cui prospera la collusione tra colletti bianchi, imprenditori compiacenti e criminalità organizzata». Al termine dell’incontro con Cantone, il ministro Toninelli ha assicurato che c’è stato «uno scambio di vedute importante e costruttivo». Hanno discusso del nuovo Codice dei contratti di cosa va migliorato per far partire e ripartire le opere bloccate. (agg. di Silvana Palazzo)

CONTE CONTRO CANTONE: “RISULTATI DELUDENTI”

Giuseppe Conte contro Raffaele Cantone: il presidente del Consiglio nel corso del discorso per la fiducia al Governo alla Camera si è scagliato contro l’Autorità nazionale anticorruzione e, in particolare, contro il suo numero uno. Il premier M5s-Lega ha sottolineato: “Ho lanciato l’idea di rivalutare bene il ruolo dell’Anac: non va depotenziato ma possiamo valorizzare Anac anche in prospettiva di prevenzione, così da avere una sorta di certificazione anticipata degli amministratori pubblici per poter procedere alle gare più speditamente”. Parole che non sono passate inosservato, con Giuseppe Conte che ha criticato anche non velatamente il lavoro fatto fin qui da Raffaele Cantone, guida dell’Autorità anti-corruzione e “mostro sacro della sinistra”, come sottolineato da Libero. Il lavoro dell’autorità nazionale anticorruzione è finito nel mirino dell’esecutivo del cambiamento, dunque, ma non è tardata ad arrivare la replica del diretto interessato…

LA REPLICA DEL CAPO ANAC

Come sottolineato dai colleghi di Repubblica, già ieri dall’ambiente Anac avevano fatto sapere “che senza intenzione di fare polemich, dal momento che è probabile che il Presidente del Consiglio non conosca tutto ciò che facciamo per prevenire la corruzione”, invitandolo a seguire la Relazione annuale in Senato, il 14 giugno, “per conoscere l’attività svolta e su quali parti eventualmente potrebbe essere utile intervenire”. E non solo: oggi Raffaele Cantone ha incontrato Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, e ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni ai microfoni dei cronisti: “Continuerò a fare anticorruzione, il mio carico scadrà nel 2020”. E a chi gli chiede se si sente sotto assedio: “No, sono tranquillo”. Secondo Giuseppe Conte i risultati dell’Anac sono inferiori alle aspettative, ma Cantone non ha intenzione di cedere il passo: il primo capitolo dello scontro è stato scritto, attesi nuovi aggiornamenti nel corso delle prossime settimane…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori