SONDAGGI ELEZIONI COMUNALI 2018/ Pd dal 17 al 20%, M5s continua la discesa

NICOLA PIEPOLI e CARLO BUTTARONI ci danno alcune previsioni di voto sul test elettorale di domenica, le amministrative che riguardano 761 comuni italiani

09.06.2018 - int. Nicola Piepoli, int. Carlo Buttaroni
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LaPresse

“Attenzione al Pd che è tutto tranne che affondato” dice a ilsussidiario.net Nicola Piepoli, presidente dell’omonimo istituto di sondaggi. “Arriverà al 20% su media nazionale e prenderà diverse città”. Domenica si vota in ben 761 comuni tra cui alcuni molto importanti come Brescia e Catania, alle urne quasi 7 milioni di italiani. Nelle elezioni amministrative, si sa, pesano in modo determinante le questioni locali, il giudizio sulla passata amministrazione, per cui, sottolinea Piepoli, “la Lega sarà ancora vincente ma solo per quanto riguarda il centro-nord”. Leghisti e pentastellati non abbandoneranno i loro partiti, dice ancora Piepoli, anche perché “oltre la metà degli italiani applaude questo governo”.

Piepoli, si può parlare di test del governo per queste elezioni, o è meglio dire che è un test per vedere se leghisti e pentastellati sono soddisfatti dell’inedita alleanza?

Salvini ha vinto, il potere logora chi non ce l’ha, è un motto tutt’ora valido e lo sarà sempre. Il potere non logora la Lega perché la Lega è al potere. I necrofili sono in altri schieramenti politici, Salvini il potere lo ama e questo vale per i suoi elettori. 

Lega in crescita anche dopo il voto dunque?

Ci potrà essere un apparente guadagno della Lega, apparente perché sarà limitato al solo centro-nord. La Lega è un partito lepenista e controlla l’area del centro-nord, la stessa area che l’impero francese ha permesso al Piemonte di prendere, è l’Italia vista dalla Francia, non va sotto al Po.

I 5 Stelle invece?

Rimarranno al loro livello, potrebbero passare dal 33% al 30, una normale stabilizzazione, normale quando si è a quei livelli. Attenzione, Lega e 5 Stelle non perderanno, che non è come dire vinceranno.

Chi vince allora?

Il Pd non è affatto affondato ha solo delle lesioni autoprodotte. Vedremo che è tutt’altro che affondato, prenderà diverse città. Non risulterà nella media nazionale perché la media nazionale non corrisponderà alle aree locali, ma supererà certamente il 20%, oggi è dato al 17-18%.

Se invece parlassimo di test del governo, che opinione hanno gli italiani?

L’opinione pubblica è quasi in una fase di esaltazione, applaude questo governo per una ragione a cui nessuno ha pensato: perché c’è un governo, qualunque governo ci fosse la gente applaudirebbe a priori. Siamo usciti da una paralisi spaventosa. Più di metà degli italiani è contenta, la statistica ci dice il 52%, ma attenzione che tra i negativi ci sono anche i non rispondenti, quindi è molto più della metà statistica. La gioia dei cittadini è pari al 65% degli italiani.

Secondo Carlo Buttaroni, presidente dell’istituto di sondaggi Tecnè, “queste elezioni amministrative non saranno un test sul nuovo governo”, ma bensì “un test molto importante per vedere se chi ha votato Lega e M5s alle ultime politiche ha apprezzato la loro scelta di fare un’alleanza di governo”. “Questo governo” dice ancora Buttaroni “nasce poi senza una luna di miele come sempre accade, ma da una forzatura che non ha permesso ancora di aver avuto una luna di miele. Cosa vale e come verrà giudicato lo capiremo solo nei prossimi mesi con le azioni che l’esecutivo saprà effettivamente mettere in atto”.

Sebbene le elezioni amministrative siano relegate all’aspetto locale, ci sono alcune città molto importanti in cui si vota, Brescia ad esempio. Ci può dire qualcosa?

A Brescia abbiamo un’amministrazione uscente di centrosinistra, quella del sindaco Del Bono che si ripresenta sostenuto dal Pd e da diverse liste civiche. Suo sfidante è la candidata del centrodestra Paola Vilardi. Secondo un sondaggio Swg commissionato dal comitato Vilardi Sindaco, i due hanno quasi gli stessi voti, con il sindaco uscente in leggero vantaggio, il 44/48% contro il 42/46%. Si andrà al ballottaggio dove peseranno i voti dei 5 Stelle. Il loro candidato è solo al 5/9%.

A Vicenza, la più importante città veneta dove si voterà, i 5 Stelle non si candidano, la sfida è tra Rucco del centrodestra e Dalla Rosa del centrosinistra.

Una rilevazione Winpoll dice che Dalla Rosa è favorito, in caso di ballottaggio vincerebbe su Rucco con il 52% contro il 47,9%.

A livello nazionale, invece, che quadro prevede?

Il centrodestra nelle amministrative da molti anni ottiene risultati positivi. Sarà interessante vedere se la Lega, che comunque tutti danno in forte crescita, dopo aver attenutato molto il suo programma elettorale per accordarsi con i 5 Stelle, otterrà conferma o meno. Questo governo nasce dopo quasi tre mesi di stallo, dopo la rottura di posizioni che durante la campagna elettorale fra M5s e Lega sono state molto aspre. Nella costruzione dell’alleanza i due partiti sono quasi mutati geneticamente, hanno quasi cambiato natura.

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