Sondaggi Politici/ Decreto Dignità ‘promosso’: per il 35% “giusto limitare i contratti a termine”

- Niccolò Magnani

Sondaggi elettorali politici: intenzioni di voto e ultime notizie, la fiducia nel Governo Conte con la Lega che straccia il M5s nel consenso dei ministri. Salvini-Giorgetti battono Di Maio

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Matteo Salvini (Lapresse)

SWG (4-6 LUGLIO): ITALIANI “PROMUOVONO” IL DECRETO DIGNITÀ

Il Decreto Dignità arriverà in Parlamento per le prime discussioni il prossimo 24 luglio, eppure dai primi sondaggi condotti da Swg pare che l’elettorato sia in accordo con le misure del Governo in merito al vasto tema del Lavoro in Italia. Il tutto, nonostante imprese, imprenditori, Confindustria e Pmi siano non proprio “contente” di quanto osservato nel Decreto a firma Luigi Di Maio: osservando le risposte dell’elettorato intervistato alla domanda «tra le seguenti situazioni quale non ritiene ormai più sopportabile per il Paese» i cittadini sembrano del tutto concordi sul limitare il più possibile i contratti a termine e più in generale il precariato nel nostro Paese. Il 35% detesta la “tendenza delle imprese ad assumere solo persone a tempo determinato”, mentre il 27% contesta gli stipendi troppo “fermi” da anni ormai. Il 26% lamenta la riduzione dei diritti dei lavoratori nei posti di lavoro, altro argomento inserito nel Decreto Dignità, mentre solo l’8% lamenta altri punti non inseriti nel sondaggio (e nel Decreto M5s-Lega). 

QUORUM-YOUTREND (4 LUGLIO): 72% CONTRO LO SPREAD

Tra i tanti sondaggi condotti da YouTrend-Agenzia Quorum sull’emergenza europeista, uno in particolare colpisce per l’importante traccia che lascia anche nel futuro dei rapporti tra Italia e Unione Ue: se da un lato gli italiani infatti – abbiamo visto qui sotto – non intendono per nessun motivo staccarsi dall’Europa e lanciare il referendum sull’ItaliExit, dall’altro vi sono alcuni elementi che dovranno cambiare e da subito per evitare in futuro possibili e inquietanti “strappi” prospettati già dalle campagne di Lega e M5s anti-Europa. Il 72% degli elettori intervistati non ritiene gusto che lo spread tedesco influenzi le politiche economiche e sociali dell’Italia, mentre solo il 28% ritiene che sia “normale” che vi sia un controllo sulla spesa e il rapporto sul deficit/pil per evitare i governi italiani di sforare rispetto al regime europeo. Al netto però del timore sullo strapotere delle banche e della Germania in Ue, gli italiani ritengono che comunque se per sciagura si dovesse uscire dall’Euro allora il 46,2% arriverebbe a togliere addirittura i soldi dalle banche per evitare guai peggiori. 

EUROMEDIA (29 LUGLIO): FIDUCIA GOVERNO, PODIO TUTTO LEGHISTA

Nei sondaggi prodotti da Euromedia Research sui primi due mesi effettivi di Governo Conte, la fiducia nei singoli ministri e della squadra gialloverde vede un podio di completa dominanza leghista, mentre il primo dei grillini, Luigi Di Maio, viene nettamente “stracciato” nei consensi dal vero deus ex machina di questa maggioranza, ovvero Matteo Salvini (pur avendo avuto al 4 marzo la metà dei voti M5s alle urne). I dati prodotti dal sondaggio sono interessanti anche per vedere come a livello comunicativo la Lega finora si sia dimostrata assai meglio e più preparata rispetto ai “giovani” alleati di Governo: Salvini al 52% al primo posto, seguito dal fidato Giorgetti (46,3%) e dalla Ministro della Pa Giulia Bongiorno, 45,8%. Dietro di loro il Ministro dell’Economia Giovanni Tria al 43,8%, seguito da quello che avrebbe dovuto essere in origine il titolare del Mef, virato poi su Politiche Comunitarie per il “veto” di Mattarella (Paolo Savona al 40,6% di consensi). Di Maio al 40,5% precede un altro Ministro della Lega, all’Agricoltura, ovvero Centinaio (39,6%): a seguire nel sondaggio Euromedia troviamo Toninelli (Infrastrutture) al 35,9%, Milanesi (Affari Esteri) al 34,6% e Giulia Grillo (33,4%). Per il Ministro della Famiglia Fontana un 31,9% pur dopo le polemiche sulle “famiglie gay”, segue Costa (Ambiente) al 31,4%, Trenta (M5s, Difesa) al 30,9%, poi ancora Lezzi (M5s, Ministro del Sud) al 29,9%, Bonisoli (Cultura, M5s) al 29,8% e Riccardo Fraccaro, altro grillino ai Rapporti per il Parlamento e la Democrazia Diretta (29,1%). In fondo alla classifica troviamo la Giustizia con Bonafede (M5s) al 29%, il Miur con Bussetti (Lega) al 25,9% e Erika Stefani (Lega) agli Affari Regionali con il 25,7%.

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