Vitalizi, Di Maio li taglia da gennaio 2019/ I casi di Gino Paoli e Ilona Staller

Di Maio, vitalizi: ok di Salvini, “oggi giornata storica”. Voto in Ufficio di Presidenza alla Camera su delibera Fico: M5s e Lega ok, dubbi di Pd e Forza Italia (ma alla fine diranno Sì)

12.07.2018 - Niccolò Magnani
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Luigi Di Maio (LaPresse)

Si è parlato molto in queste ultime ore dei vitalizi e dei tagli che arriveranno dal gennaio dell’anno prossimo. Ci sono da analizzare alcuni casi particolari e cioè quelli di chi ha trascorso in Parlamento il tempo di una sola legislatura. Si è deciso di andare ad appellarsi contro questi con la decurtazione maggiore. Tra questi ci sono due personaggi davvero molto noti. Il primo è il cantante Gino Paoli che alla Camera è stato dal 1987 al 1992 e che passerà dai 3108 euro lordi attuali a 1088. Stessa sorte teoccherà all’ex onorevole Ilona Staller nota per il nome d’arte Cicciolina che ha utilizzato in moltissimi film per adulti. Una decisione importante quella del nuovo Governo che porterà probabilmente a un risparmio generale per il nostro paese e quindi una rinascita che potrebbe essere effettiva davvero per tutti. (agg. di Matteo Fantozzi)

CARFAGNA: “SPLENDIDO, MA ARRIVERANNO RICORSI”

Anche Mara Carfagna si è voluta esporre in merito all’addio ai vitalizi che ha fatto tanto festeggiare il Movimento Cinque Stelle. La vicepresidente della Camera dei Deputati ha mandato un messaggio forte e ha scelto Twitter come canale di comunicazione, specificando: “Magari Bye Bye Vitalizi, sarebbe davvero splendido. Peccato che ora arriverà una pioggia di ricorsi e a pagare saranno ancora i cittadini. Forza Italia ha cancellato i vitalizi nel 2011 e oggi è favorevole al ricalcolo di quelli vecchi. La proposta del Movimento Cinque Stelle però è solo propaganda, un vero boomerang”, clicca qui per il tweet. Parole forti che sicuramente porteranno a una risposta o magari anche a più di una da parte di chi è stato chiamato in causa. Mara Carafagna apre un altro punto interessante quello dei ricorsi e vedremo se davvero questi saranno presi in considerazione dalla controparte. (agg. di Matteo Fantozzi)

SGARBI: “IGNORANTI COME CAPRE”

La Camera ha approvato la delibera del presidente Roberto Fico sul taglio dei vitalizi ed ecco la bagarre politica. Forza Italia si è schierata contro e non poteva mancare l’analisi di Vittorio Sgarbi. Il deputato, dopo aver definitivo gli esponenti del Movimento 5 Stelle “ignoranti come capre”, ha sottolineato a L’Aria che Tira: “Non so cosa sia l’equità rispetto a persone che hanno talvolta più di 85 anni come una straordinaria deputata come Luciana Castellina. Credo sia sadismo idiota rispetto a un movimento politico che tutto ha detto e fatto in questa materia senza progetto politico”. Continua il critico d’arte: “La politica deve essere umiliata, tratta come merda, è un errore gravissimo: parlo di quelli che sono andati in pensione negli anni Ottanta e che passano da 3 mila a 700-800 euro. E’ una volgarità contro la politica e l’intelligenza”. E sottolinea infine: “Gente che non ha una idea in zucca, gente che non ha fatto nulla di politicamente corretti”. In fondo all’articolo vi proponiamo il video dell’intervento di Vittorio Sgarbi. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

FICO: “DELIBERA FORTE”

La Camera ha approvato l’abolizione dei vitalizi e dall’Ufficio Presidenza è arrivato il via libera alla delibera Fico. Il MoVimento 5 Stelle fa festa in piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, con palloncini gialli e bottiglie di spumante. «Stiamo cancellando un privilegio non un diritto e quando si fa qualcosa per le persone è giusto festeggiare», spiega Francesco Silvestri, vice capogruppo alla Camera ai militanti. La delibera approvata oggi prevede che il taglio per gli ex parlamentari sia effettivo a partire dal primo gennaio 2019. Lo ha annunciato il presidente della Camera Roberto Fico al termine dell’Ufficio di Presidenza della stesa. L’entrata in vigore era stata precedentemente prevista al primo novembre di quest’anno. «Non sono preoccupato. Ho scritto una delibera forte, sostanziale e sostanziosa che riapra ad un’ingiustizia» facendo proprio un principio «costituzionale per cui tutti i cittadini sono uguali». Così Fico risponde a chi gli chiede se sia preoccupato per un’eventuale bocciatura da parte della Corte Costituzionale. (agg. di Silvana Palazzo)

DI MAIO, “GIORNO ATTESO DA 60 ANNI”

Vitalizi, Camera approva il taglio: Di Maio “Giorno atteso da 60 anni”: Via libera alla delibera del presidente Roberto Fico. La notizia è arrivata pochi minut: l’ufficio di Presidenza della Camera ha dato il via libera al taglio dei vitalizi con il ricalcolo degli assegni percepiti in base al metodo contributivo. Sono stati undici i sì: nove della maggioranza Lega-Movimento 5 Stelle, uno del Partito Democratico e uno di Fratelli d’Italia. Liberi e Uguali ha deciso di non partecipare al voto, mentre Forza Italia è partita all’attacco nei confronti della delibera firmata Fico: “atto senza legittimità costituzionale”. Pochi minuti fa il Movimento 5 Stelle ha sottolineato la sua gioia per l’obiettivo raggiunto, ecco quanto scritto su Twitter: “Ce l’abbiamo fatta! Fatelo sapere a tutti! #ByeByeVitalizi”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

#BYEBYEVITALIZI

In tutto le “vittime” del taglio dei vitalizi saranno 1240 ex deputati, i senatori sono esclusi perché il presidente del senato vuole prima capire se davvero esistono problemi di anticostituzionali nel decreto legge. Ma Di Maio è da stamattina che festeggia, anche con l’hashtag #ByeByeVitalizi: “Fate ciao ciao con la mano per salutare il privilegio che se ne va. Prendiamoci questa piccola rivincita. La prima di tante che ci aspettano” ha scritto. Davvero una piccola rivincita, di chiara marca populista, che non cambierà di una virgola la situazione economica italiana di crisi, ma permetterà ai 5 stelle di guadagnare sostegno, così come le iniziative anti immigrati permettono a Salvini. Perché il dubbio di anticostituzionali pesa anche alla Camera: Maria Stella Gelmini dice di votare gli emendamenti di Forza Italia perché tale dubbio venga superato e “cancellare davvero il privilegio” (Agg. Paolo Vites)

IL SOSTEGNO DI FORZA ITALIA

«Un privilegio odioso». Così Luigi Di Maio definisce i vitalizi agli ex parlamentari che la Camera oggi ha abolito. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico con entusiasmo ha annunciato che si tratta dunque di «una giornata storica». Chi è direttamente interessato dai tagli è pronto alla battaglia. L’ex parlamentare Giuseppe Gargani si è rivolto con un appello a Silvio Berlusconi, nella speranza che «ci aiuti a fermare un’iniziativa che costituirebbe uno strappo costituzionale senza precedenti». Ma Forza Italia non si mette di traverso: i tre esponenti azzurri che compongono l’Ufficio di presidenza proveranno a modificare il testo – e infatti hanno presentato un emendamento interamente sostitutivo della delibera Fico – ma al momento clou opteranno per l’astensione. Chi voterà a favore, oltre le forze di maggioranza, è il Pd che pure ha presentato un emendamento per andare incontro ad alcuni casi specifici. Fratelli d’Italia proverà in ogni modo ad evitare che si commetta «un errore» approvando la delibera Fico, ma – riporta il Corriere della Sera – se ogni tentativo risultasse vano, alla fine voterà a favore. (agg. di Silvana Palazzo)

BLOG M5S “ABOLITA INGIUSTIZIA”

Sul Blog delle Stelle Luigi Di Maio ha scritto un lungo post dove spiega nel dettaglio cosa andrà per compiersi oggi pomeriggio nell’Ufficio di Presidenza alla Camera, quando cioè la delibera Fico dovrebbe passare col voto quasi unanime. «È un giorno di festa: finalmente vengono aboliti i vitalizi! Bye bye vitalizi!Per quanto tempo abbiamo aspettato che questi privilegi venissero cancellati! Ora ci siamo. Il MoVimento è nato anche per vivere giornate come quella di oggi, in cui un sogno diventa realtà: è un sogno che ci parla di normalità, di regole che valgono per tutti, di ingiustizie che vengono cancellate», rivendica il leader grillino sul blog ufficiale. Di Maio scrive che nel luglio 2017 la Camera approvò la legge sul taglio dei vitalizi, «Il PD aveva facce da funerale, e noi ci abbracciavamo in aula. Quella legge doveva passare anche dal Senato, ma il PD bloccò tutto, e c’è voluto un governo del MoVimento 5 Stelle per riaprire il tema e portare a casa finalmente la vittoria» attacca il vicepremier. In termini di cifre, secondo Di Maio, si parla di 200 milioni di euro dei cittadini risparmiati solo in questa legislatura: «adesso che Roberto Fico è Presidente della Camera, non è stato necessario un iter di legge per raggiungere l’obiettivo, ma è bastato il lavoro dell’Ufficio di Presidenza della Camera, e quello che prima veniva definito impossibile, è stato fatto in appena due mesi. E al Senato completeremo l’opera e poi toccherà alle pensioni d’oro». 

MARTELLI ATTACCA IL LEADER M5S

Il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari, perlomeno quelli che sono stati deputati, dovrebbe essere approvato oggi dalla Camera. Luigi Di Maio ha già posto grande enfasi su questo appuntamento, parlando di “giornata storica”. L’ex ministro Claudio Martelli, ospite di Agorà Estate, ha però attaccato il vicepremier proprio su queste sue parole. “Si sciacqui la bocca, la storia è un’altra cosa, non è materia di un’iniziativa di una giunta fatta da quattro persone che taglia la pensione a un migliaio di vecchietti”. Martelli non ha nascosto di essere “in conflitto di interessi” su questo punto, ma ha contestato l’enfasi posta da Di Maio per un provvedimento che poi non porterà al reperimento di tante risorse, sfidandolo a intervenire sulle cosiddette pensioni d’oro. Su questo punto il ministro del Lavoro ha già fatto sapere di voler intervenire sugli assegni sopra i 4.000 euro mensili. Per Martelli, quando si tratterà di approvare questo provvedimento, si vedrà un bel vespaio. (agg. di Lorenzo Torrisi)

VITALIZI, SALVINI DÀ OK AL TAGLIO. DI MAIO: GIORNATA STORICA

La giornata potrebbe effettivamente essere storica, come ha detto oggi Luigi Di Maio a “Unomattina Estate” su Rai 1: alla Camera si vota sulla proposta di legge del Presidente Roberto Fico sul taglio dei vitalizi “pregressi” (ricordiamo infatti che dalla scorsa legislatura i vitalizi sono già stati aboliti dalla legge Richetti). «Oggi è una giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no», ha spiegato il vicepremier e Ministro del lavoro Di Maio nell’intervista televisiva del mattino. Decisivo, pare, il via libera dato dall’altro alleato di Governo Matteo Salvini ieri sera da Innsbruck, quando disse «Il taglio di privilegi e vitalizi del passato era, è e rimane una priorità mia, della Lega e del governo. Prima lo si fa, meglio è, perché i politici non abbiano nulla in più e nulla in meno rispetto a tutti gli altri cittadini italiani». Secondo il Ministro M5s, che ottiene così uno dei punti chiave del programma grillino pre-elettorale, l’abolizione di tutti i vitalizi «È un principio di giustizia. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati».

CHI A FAVORE, CHI CONTRO

Il voto dovrebbe avvenire oggi alla Camera, con l’Ufficio di presidenza che darà il via libera per la votazione tra il pomeriggio e al massimo la giornata di domani: il via libera di Salvini e di tutta la Lega segue l’ok che dovrebbe arrivare anche dal Partito Democratico (salvo sorprese), mentre qualche dubbio su Forza Italia resta date le divisioni interne su alcuni ex parlamentari che non sono per nulla d’accodo sull’abolizione di un diritto acquisito e pregresso. Anche in Via Bellerio non è che fossero tutti concordi, specie perché si teme una general class action messa in piedi da moltissimi ex deputati e senatori contro ogni singolo componente dell’Ufficio di presidenza. I numeri per approvare la delibera di Roberto Fico in Ufficio ci sarebbero comunque, visto che Forza Italia potrebbe astenersi e Fratelli d’Italia voterà a favore di una norma che dice “Fico ce l’ha copiata” ma nella sostanza hanno la medesima idea sull’abolizione. «Su 18 componenti dell’Ufficio di presidenza la delibera dovrebbe passare con i 9 voti della maggioranza (M5s più Lega, il presidente Fico di norma non vota), a cui si andrebbero ad aggiungere almeno altri due voti (Pd e Cirielli di FdI), e forse anche il voto di Alessandro Colucci (NcI) del Misto, che ha presentato alcuni emendamenti ‘moderati’», spiega facendo i conti alla mano sulla votazione alla Camera l’Agi.

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