GIORGIA MELONI: “ABOLIRE REATO TORTURA, POLIZIA NON PUÒ LAVORARE”/ Orfini: “Frase offensiva e irricevibile”

- Niccolò Magnani

Giorgia Meloni: “abolire il reato di tortura, così la polizia non può lavorare”, poi si corregge e scrive “modificarlo”. La proposta di legge FdI per aiutare gli agenti apre la polemica

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Giorgia Meloni (LaPresse)

Giorgia Meloni ha scosso tutti con la sua dichiarazione nella quale ha sottolineato: “Abolire il reato di tortura, così la polizia non può lavorare“. Una reazione decisamente pesante è arrivata da Orfini parlamentare e presidente del PdNetwork che su Twitter ha sottolineato: “Il reato di tortura impedisce alle forze dell’ordine di fare il loro lavoro e quindi va abolito, lo dice Giorgia Meloni. E’ una frase offensiva e irricevibile. Semmai il tema è come rafforzare quella legge per renderla ancora più efficace nell’evitare abusi“, clicca qui per il tweet e per i commenti dei follower. Sono numerose però le reazioni che arrivano dal web e non solo Orfini attacca Giorgia Meloni che ora si dovrà trovare pronta a rispondere a diverse situazioni. Anche il popolo si è espresso con tanti commenti sui social network che sono facili da trovare, cercando appunto il nome della nota politica. (agg. di Matteo Fantozzi)

MELONI “CORREGGE” PROPOSTA FDI

Giorgia Meloni ieri ha deciso di essere investita di colpo da un’ondata di indignazione social e di forti polemiche dalle opposizioni: a dire il vero, ha trovato anche molta approvazione da parte dell’elettorato di destra (non tutto) e da alcuni sindacati e operatori stessi delle Forze di Polizia italiana. Ma cosa ha detto, di grazia, per scatenare tutto ciò? Partiamo dal primo tweet della Presidente di Fratelli d’Italia che ha aperto l’intera polemica: «difendiamo chi ci difende, abbiamo presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro. Siamo sempre dalla parte delle forze dell’ordine», ha scritto Giorgia Meloni facendo riferimento al recente reato introdotto dall’ordinamento italiano su effetto della legge creata dal Governo Gentiloni (aderendo così alle indicazioni contenute nella Convenzione di New York del 1984). «Reclusione da 4 a 10 anni chi con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa…, se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona»: questo il succo del reato di tortura che la Meloni intendeva in un primo momento abolire, salvo poi ammorbidire le sue posizioni e presentare una versione più “soft” della sua proposta.

LE REAZIONI E LE POLEMICHE

Viene infatti cancellato il tweet e sostituito da quello che vedete qui sotto, con tanto di video, in cui Giorgia Meloni spiega: «Fratelli d’Italia ha presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per modificare il reato di tortura che, così com’è codificato oggi, impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro. Difendiamo chi ci difende!». Il succo del messaggio è “modificare” e non “abolire”, ma le polemiche ormai erano partite: «una frase offensiva e irricevibile, spiega il Presidente del Pd Matteo Orfini. «Roba da matti. O, semplicemente, da fascisti», scrive invece Nicola Fratoianni, e tanti altri ancora sollevano polemiche contro la Presidente FdI. Il progetto della legge Meloni-Cirelli ha una doppia proposta: «aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e garantire la punibilità elevando la pena» e in secondo luogo, «modificare reato di tortura visto che gli uomini e le donne in divisa devono poter svolgere il loro lavoro in sicurezza e con dignità», ha spiegato la leader di Fratelli d’Italia.



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