Renzi, le 5 domande per Salvini/ Immigrazione, l’ex premier rivendica il suo lavoro e attacca: “Lega ladrona”

- Carmine Massimo Balsamo

Renzi, le 5 domande per Salvini: l’ex segretario del Pd contro il ministro dell’Interno sul tema immigrazione. E attacca: “Lega ladrona”, le ultime notizie

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Matteo Renzi (LaPresse)

Matteo Renzi, le 5 domande per Matteo Salvini: prosegue il duello a distanza tra l’ex presidente del Consiglio e l’attuale ministro dell’Interno. Oggi il segretario federale della Lega ha parlato dell’impegno del Governo in materia di immigrazione ed ha colto l’occasione per scagliarsi contro il precedente esecutivo targato Partito Democratico, che ha visto protagonista anche l’attuale senatore di Rignano. Un attacco che non è passato inosservato a Matteo Renzi, che ha utilizzato la sua pagina personale di Facebook per scrivere direttamente al capo del Viminale: ”Anche oggi Salvini attacca il mio Governo sull’immigrazione. Dice: “Con Renzi si è firmato l’accordo Sophia che impone di far sbarcare tutti i migranti in Italia”. Molti mi dicono: “Lascia stare, non rispondergli”. Io dico: qui si gioca una battaglia culturale prima ancora che politica. E non possiamo continuare a far finta di niente. Faccio cinque domande, facili facili per Salvini e per qualunque troll legastellato che risponderà con insulti sotto questo post. La verità ha bisogno di tempo, ma prima o poi vince”.

RENZI, LE 5 DOMANDE PER SALVINI

Ecco le cinque domande, punto per punto, di Matteo Renzi indirizzate al ministro dell’Interno Matteo Salvini: “1. L’accordo che impone di considerare un problema solo italiano i migranti che vengono dall’Africa lo ha firmato Berlusconi nel 2003, capo di un Governo di cui faceva parte la Lega: accordo di Dublino. Giusto o sbagliato? 2. Quando noi abbiamo provato a cambiare l’accordo di Dublino, Salvini, che era parlamentare europeo, NON ha votato a favore. Giusto o sbagliato? 3. Davanti alle stragi in mare abbiamo promosso la missione Sophia per coinvolgere anche gli altri Paesi nella gestione dei salvataggi. Checché ne pensi Salvini, se qualcuno sta morendo in mare per noi la priorità è salvarlo. Alla luce delle regole di Dublino – non di Sophia, che ha solo coordinato gli arrivi – le persone salvate dal mare venivano dirette in Italia. Giusto o sbagliato? 4. Nel giugno 2015 abbiamo ottenuto che anche gli altri Paesi accogliessero alcuni migranti. E abbiamo chiesto che i Paesi di Visegrad – quelli con cui Salvini dice di andare d’accordo e che si rifiutavano di accogliere – fossero sanzionati nel prossimo bilancio europeo. Non dai una mano sui migranti? Ti riduciamo le risorse. Ricollocazione obbligatoria, non volontaria. Giusto o sbagliato? 5. Noi abbiamo combattuto una battaglia politica per chiedere aiuto all’Europa ottenendo che gli altri Paesi accogliessero qualche migliaio di migranti. Ma lo abbiamo fatto senza prendere in ostaggio barconi di povera gente costretta ad aspettare in mare perché gli altri Paesi accogliessero qualche decina di migranti come sta facendo questo Governo. Giusto o sbagliato?”.

L’ATTACCO: “LEGA LADRONA”

Terminato l’elenco dei quesiti destinati a Matteo Salvini, Renzi ha voluto citare tutti gli argomenti “scomodi” per il segretario federale della Lega. Dalle contraddizioni sul decreto dignità di Luigi Di Maio passando per la questione dei fondi del Carroccio: “Salvini parla di immigrazione per non parlare degli 80 mila posti di lavoro che si perderanno con il Decreto Disoccupazione di Di Maio, del danno per le nostre imprese causato dallo stop al Ceta, dei 49 milioni di euro che la LegaLadrona sta rubando ai cittadini italiani, della Flat Tax e della Fornero su cui ha preso il 17% di voti e di cui non parla più”. E sottolinea l’attuale senatore del Partito Democratico, chiudendo con una stilettata: “Ma visto che insiste a parlare di me, aspetto la risposta alle cinque domande facili facili. Magari mentre torna da Mosca, dopo la finale Francia Croazia, il nostro vicepremier ha tempo per rispondere. Noi siamo altra cosa rispetto a lui e rispetto al suo governo. Buona settimana, amici”.

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