SONDAGGI/ Conte al 54%, ma Gentiloni “batte” Di Maio con il 46%

Gli italiani amano il governo giallo-verde a guida Conte: i sondaggi dell’istituto Piepoli dicono di un rapporto di fiducia che rimane inattaccabile. ALESSANDRO AMADORI

16.07.2018 - int. Alessandro Amadori
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Sondaggi Politici, Paolo Gentiloni (LaPresse)

“Quelle che per voi giornalisti sono battaglie” dice a ilsussidiario.net Alessandro Amadori, vice presidente dell’Istituto di sondaggi Piepoli “sono in realtà scaramucce che non scalfiscono minimamente l’apprezzamento e la fiducia degli italiani per questo governo”. Il riferimento è alla divisione netta manifestatasi tra Salvini e Di Maio sul caso dei profughi trasferiti sulla nave della Guardia Costiera Diciotti, e soprattutto l’intervento di Mattarella che ha sconfessato il leader della Lega, insomma non proprio scaramucce. Eppure i giallo-verdi continuano a volare. Il governo Conte gode di un 53% di fiducia, mentre Salvini e Di Maio se la giocano rispettivamente al 48 e al 46%. In fondo a tutti c’è l’ex dominatore delle scene politiche italiane degli ultimi vent’anni e oltre, Silvio Berlusconi, cacciato nell’angolino, a quota 11%.

Mattarella è la personalità politica che ispira oggi la maggior fiducia, con il 66% delle preferenze secondo i vostri sondaggi. C’è un motivo particolare?

In realtà è un dato scontato nel senso che tradizionalmente quella del Presidente della Repubblica è la carica che ha sempre il maggior livello di fiducia, a prescindere dalla persona, in questo caso Mattarella.

Per quanto riguarda i singoli leader di partito, che quadro ne abbiamo?

Il presidente del Consiglio Conte è al 54%, Salvini al 48, Di Maio al 46, Gentiloni anche al 46, Renzi e Grillo anche se questo non è ufficialmente un leader al 20, e infine Berlusconi all’11%.

Gli scontri degli ultimi giorni sul caso dei migranti che Salvini voleva far arrestare hanno intaccato la fiducia nel governo e nei leader?

I giornalisti li considerano scontri, dal punto di vista dell’opinione pubblica sono scaramucce. Infatti la fiducia nel governo Conte è al 53%, un punto in meno di Conte come persona, questa è una fiducia alta. Succede perché di fatto non è successo nulla che abbia alterato la fiducia degli italiani in questo governo, quelli che lei chiama scontri sono vissuti come scontri dialettici, abbastanza fisiologici all’interno di una maggioranza composita.

Gli italiani sono contenti nonostante non si sia ancora vista una legge?

Per ora non osserviamo alcun segnale di incrinamento della fiducia, dal 4 giugno a oggi è stazionaria, non si muove di una virgola. 

Il consenso della Lega è effimero o duraturo?

Se parliamo di fiducia, Salvini come leader riscuote un po’ di fiducia in più di Di Maio, anche se non molta, come abbiamo visto prima. Se invece parliamo di intenzioni di voto a noi risulta una sostanziale parità fra i due movimenti, intorno al 28,1% ciascuno dei due.

Quanto vale oggi una battaglia vinta come quella del taglio dei vitalizi?

Rientra nel mantenimento delle aspettative, sia la Lega che i 5stelle stanno mantenendo quello che hanno promesso in campagna elettorale, e questo spiega perché la fiducia tiene. Il principale fattore di fiducia quando si parla di politica è l’affidabilità, mantenere quello che si era dichiarato. Siccome i due partiti ognuno dal suo lato lo sta facendo, la fiducia rimane alta, anche se avviene qualche battibecco all’interno della maggioranza.

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