Conte: “Migranti? Serve cellula crisi Ue”/ Ultime notizie: “Boschi? Mi aiutò a correggere i compiti”

- Niccolò Magnani

Conte scrive all’Ue una lettera: “cellula di crisi per i migranti e ridistribuzione diventi prassi”. Ultime notizie, premier intervistato dal Fatto Quotidiano: “mi ispiro a Moro. Votai Pd”

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Governo, premier Giuseppe Conte - LaPresse

Da professore di diritto all’Università di Firenze a presidente del Consiglio: Giuseppe Conte ha parlato della sua svolta in un’intervista al Fatto Quotidiano, svelando retroscena e prospettive politiche del governo M5s-Lega. Ha parlato ad esempio dell’emergenza della nave Diciotti, spiegando la sua versione in merito all’intervento del capo dello Stato Sergio Mattarella: «Ero al vertice Nato e ho scoperto che i cellulari erano schermati: noi premier eravamo tutti isolati. All’uscita ho chiesto ai giornalisti se c’erano novità e tutti ne sapevano più di me. Dopodiché ho fatto le mie telefonate, e tra queste ho ricevuto quella del capo dello Stato». Ma il premier Conte ha svelato di aver conosciuto Maria Elena Boschi all’Università: «Insegnavo diritto alla scuola specialistica di Firenze. Fu formata una commissione esaminatrice e lei ne faceva parte: mi aiutò a correggere i compiti». Importante anche il passaggio sulla legittima difesa: «Vogliamo solo risparmiare a chi spara per difendersi il calvario dei vari gradi di giudizio». (agg. di Silvana Palazzo)

COMMISSIONE UE A CONTE: “CASO URGENTE, PRESTO RISPOSTE”

Una seconda replica ufficiale arriva dalla Commissione Ue, nelle parole della portavoce Natasha Bertaud direttamente da Bruxelles: «posso confermare che abbiamo ricevuto due lettere da parte del primo ministro italiano Conte, erano indirizzate ai presidenti Juncker e Tusk. Le lettere fanno riferimento alle conclusioni del Consiglio europeo di giugno e risponderemo presto». Secondo i vertici europei, vengono condivisi gli sforzi dell’Italia per provare a risolvere un problema che è allargato e di tutta l’Europa, non solo dei Paesi che hanno gli sbarchi continui sulle proprie coste: «In generale condividiamo il senso di urgenza dell’Italia e siamo impegnati e determinati a dare seguito a tutto ciò che era nelle conclusioni del Consiglio europeo per quel che riguarda la Commissione e le iniziative che noi dobbiamo intraprendere», ha spiegato sempre la portavoce dell’esecutivo comunitario. Intanto nella riunione del Comitato Politico e di Sicurezza Ue (la COPS) l’Italia ha annunciato che non intende «più applicare le regole attuali sugli sbarchi per gli asset di Sophia», ovvero il piano europeo sulla regolamentazione degli sbarchi comunitari. 

COMMISSIONE LAVORA A CENTRI SORVEGLIATI

La Commissione europea la settimana prossima presenterà una proposta per la creazione di centri sorvegliati per migranti. Comprenderà anche un “meccanismo provvisorio” di coordinamento degli sbarchi. L’annuncio arriva dopo la lettera del premier italiano Giuseppe Conte, che aveva chiesto la creazione di «una cellula di crisi» europea per affrontare l’emergenza dei migranti. La proposta della Commissione darà indicazioni agli Stati membri volontari, ma non ha valore vincolante dal punto di vista legislativo. Uno degli elementi centrali saranno i “centri sorvegliati” (chiusi, ndr) dove dovrebbero essere trasferiti i migranti salvati in mare. Come riportato da Agi, le conclusioni del Consiglio europeo prevedono che i richiedenti asilo siano ricollocati tra alcuni Stati membri, mentre i migranti economici siano rimpatriati nei Paesi di origine. Il portavoce della Commissione Ue ha assicurato che l’Italia riceverà presto una risposta: «Condividiamo il senso di urgenza dell’Italia e siamo impegnati e determinati e dare seguito alle conclusioni del Consiglio europeo». (agg. di Silvana Palazzo)

LE RICHIESTE ALLA COMMISSIONE EUROPEA

All’interno della lunga lettera inviata all’Unione Europea, il premier Conte ha spiegato come la vicenda dell’imbarcazione proveniente dalla Libia con circa 450 persone a bordo, «alla cui presa in carico stanno contribuendo diversi Stati membri dell’Ue ha fornito due importanti conferme». In primo luogo, «la fattibilità di azioni condivise degli Stati membri per gestire la sfida migratoria», mentre il secondo punto evidenziato da Conte è la particolare urgenza di attuare tutte le conclusioni del Consiglio Europeo del 28 giugno sul caso migranti. Dopo le richieste poste direttamente alla Commissione Ue nella lettera inviata al Presidente Tusk, un portavoce da Bruxelles fa sapere che «La Commissione sta lavorando per un meccanismo provvisorio che possa essere messo rapidamente in atto per coordinarsi sugli sbarchi di imbarcazioni in arrivo durante l’estate, prima che possa essere istituito un sistema completo nel contesto delle riforme del sistema europeo comune in materia di asilo». 

LA LETTERA DI CONTE ALL’UE

Il Premier Giuseppe Conte ha scritto all’Unione Europea una lunga lettera sul fronte migranti dove, in sostanza, chiede che venga messa in piedi una sorta di “unità di crisi” per affrontare al meglio e in maniera condivisa il problema dei tanti sbarchi dal Mediterraneo. «E’ essenziale dotarsi da subito di un meccanismo Ue di gestione rapida e condivisa dei vari aspetti relativi alle operazioni di Search and Rescue attraverso una sorta di cellula di crisi che abbia il compito di coordinare le azioni degli Stati riguardo all’individuazione del porto di sbarco e dei Paesi disposti ad accogliere le persone soccorse. Il mio suggerimento è che tale meccanismo venga coordinato dalla Commissione europea (dalla Dg Home, ad esempio)»: così riporta l’Ansa nella parte della lettera scritta da Conte e in possesso all’agenzia italiana. Oggi poi, in una lunghissima intervista a tutto pagina sul Fatto Quotidiano, il Premier Conte ha spiegato che martedì scorso ha scritto una nuova lettera inviata a Tusk (Presidente del Consiglio Europeo) e Juncker (Presidente della Commissione Ue) dove «ho chiesto che quel che è avvenuto domenica, cioè la suddivisione dei migranti, diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l’egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi», riferendosi al caso della barca con 450migranti a bordo suddivisi nei vari Paesi Ue.

L’INTERVISTA AL FATTO

Nella lunga intervista fatta col direttore Marco Travaglio, Conte ha annunciato un’imminente “rivoluzione fiscale” che il suo Governo metterà a punto nei prossimi mesi: «Abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, basata su due aliquote e una no tax area. Consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle. La Costituzione impone giustamente la progressività fiscale e noi la rispetteremo». Allontana possibili “accuse” di condono – «non sarà come il passato. Si azzera tutto, quale premessa necessaria e imprescindibile della riforma. Si ricomincia su basi nuove e si aumentano le pene per gli evasori». Il Presidente del Consiglio ha anche parlato del suo passato politico e del “modello” a cui si ispira: «Votai l’Ulivo di Prodi, una volta credo i centristi (mai FI o An). E il Pd fino al 2013. Ma poi, deluso, mi sono ravveduto. Nel 2018 ho votato M5S. Perché? Già l’Italicum non mi piaceva, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu la riforma costituzionale. Al referendum votai No». È Aldo Moro invece il politico indicato da Conte come suo “must”, «Senza offesa per nessuno, da sempre Moro è il mio modello di politico e premier».

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