Fs, Mazzoncini “lascio per spoil system Governo”/ Ex ad contro ‘diktat’ Toninelli: “lascio i bilanci migliori”

- Niccolò Magnani

Fs, Toninelli e Tria azzerano i vertici: sciolto il cda di Ferrovie dello Stato, il Governo silura l’ad Mazzoncini. Ecco come cambia il gruppo: addio anche alla fusione con Anas?

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Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture (LaPresse)

Uno sfogo, comprensibile, e un continuo citar di dati che confermano per lui la bontà del suo operato in Ferrovie dello Stato: il giorno dopo la cacciata di tutto il cda di Fs, Renato Mazzoncini si congeda dal gruppo con una lunga lettera a tutti i dipendenti. «Cari amici dopo poco meno di tre anni, a seguito della decisione del nuovo governo di applicare lo spoil system, lascio l’incarico di ad di Ferrovie dello Stato Italiane». L’attacco contro il ministro e il Governo che di fatto lo hanno “cacciato” per presunti motivi “etici”, è servito: ancora Mazzoncini, nella lettera, scrive «Per chi come me ha il trasporto pubblico nel sangue non è difficile raccontare il privilegio e l’esperienza di arrivare a 47 anni alla guida di questa straordinaria azienda del Paese e di farla crescere come mai prima d’ora». L’ex ad di Fs spiega poi che ad oggi il gruppo vale il 2% del Pil di tutta l’Italia, occupando «81.000 persone dirette e 240.000 con l’indotto. E soprattutto tra il 2014 e il 2018 il numero di passeggeri sui treni è cresciuto del 25%», lasciando a suo parere «i bilanci migliori di sempre». Non è bastato però e da oggi si cercano i sostituti per il nuovo corso di Ferrovie dello Stato. 

M5S STOPPA IL SUCCESSORE DI MAZZONCINI

L’annuncio poco prima delle 15: il governo azzera i vertici delle Ferrovie dello Stato. Avvalendosi dello spoil System, i ministri dei Trasporti e dell’Economia decidono di mandare a casa il cda guidato da Renato Mazzoncini. Il blitz non è motivato solo da una questione “etica” per il rinvio a giudizio dell’ad, ma anche perché è in sospeso un bilancio che, se approvato, avrebbe dato un’ulteriore spinta verso la fusione tra Anas e Fs che Luigi Di Maio e Danilo Toninelli intendono riconsiderare. «Si stanno facendo delle valutazioni», spiegano al Mef, come riportato dall’Huffpost. Ma per bloccare l’operazione serve una legge ad hoc e il ministero dei Trasporti valuta anche l’opzione di un decreto. La scelta del successore di Mazzoncini dovrebbe arrivare la prossima settimana. Bocche cuciti sui nomi. «Valutiamo sia figure interne all’azienda che esterne, così come abbiamo fatto per Cdp e come stiamo facendo per la Rai» dice chi si sta occupando nel governo del dossier. Potrebbe tramontare l’ipotesi Giuseppe Bonomi, attuale ad di Arexpo. «Per noi non è mai stato in campo, è solo un nome che abbiamo letto sui giornali», stoppa una fonte autorevole del Movimento 5 Stelle. (agg. di Silvana Palazzo)

PD VS M5S: “BLITZ DA STATO AUTORITARIO”

Continua il braccio di ferro politico tra il Pd e il Movimento 5 Stelle in merito al “blitz” messo in atto dal Ministro Toninelli sul caso Fs: secondo Michele Anzaldi, deputato dem in area renziana, quanto fatto oggi dal Governo sui vertici di Ferrovie dello Stato «serve solamente per inquadrare la spartizione Rai. Per far quadrare i conti della spartizione selvaggia Lega-M5s sulle nomine Rai, il Governo procede all’epurazione via facebook dei vertici delle Ferrovie, un gruppo che fattura 9 miliardi di euro. Mai vista un’arroganza del genere: le poltrone per soddisfare l’imbarazzante bulimia di posti di Salvini, Di Maio e i loro cari sembrano non bastare mai», di fatto ricalcando quanto già qui sotto andava dicendo Andrea Marcucci. A replicare all’accusa ci pensano i deputati M5s in commissione Trasporti alla Camera che difendono, ovviamente, il Ministro Toninelli ripuntando l’obiettivo sulle scelte del passato (fatte proprio dal Pd): «Lo statuto avrebbe previsto l`automatica decadenza dopo il rinvio a giudizio per truffa dell`ad Renato Mazzoncini e il cda non ha voluto ottemperare a questa regola etica. Per noi del Movimento 5 Stelle però, la trasparenza rappresenta un valore imprescindibile per chi lavora al servizio dei cittadini. Ora la vera necessità è chiudere col passato», spiegano i deputati del Movimento 5 Stelle.

GLI ATTACCHI DEL PD

La doccia fredda per il Cda di Ferrovia dello Stato, rinnovato solamente lo scorso gennaio, è arrivata via Facebook con un post pubblicato dal Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che su direttiva anche del suo omologo all’Economia, Giovanni Tria, ha deciso l’azzeramento dei vertici dell’azienda e, secondo i bene informati, messo anche una pieta tombale sulla possibile fusione con Anas che era stata decisa dal precedente esecutivo. E di fronte alle critiche subito espresse dalle opposizioni, tra cui il senatore Marcucci del Partito Democratico, che parlano di una selvaggia “spartizione delle poltrone” da parte degli esponenti del Governo a guida Lega-Movimento 5 Stelle, dal Ministero dei Trasporti si fa sapere che la finalità di questo cambio al vertice inaspettato non è la “occupazione delle poltrone dato che in qualche modo è stato lo stesso Cda che ha costretto l’esecutivo, con le sue prese di posizione, a prendere questo tipo di provvedimento”. Adesso, intanto, c’è attesa per l’assemblea che dovrà essere convocata entro il 31 luglio, e che si sarebbe dovuta tenere domani, al fine di rinnovare l’organo di amministrazione di Ferrovie dello Stato. (agg. di R. G. Flore)

TONINELLI E TRIA AZZERANO CDA FERROVIE DELLO STATO

Con un post su Facebook che segue la direttiva inviata dai Ministeri di Economia e dei Trasporti al board di Ferrovie dello Stato, il Ministro Danilo Toninelli annuncia il totale azzeramento dei vertici Fs: «Ho appena firmato la decadenza dell’intero Cda di FS per chiudere con il passato. Siamo il governo del cambiamento e pensiamo che non esista attività industriale, soprattutto se prodotta al servizio dei cittadini, che non abbia un risvolto etico». Una decisione roboante che però era nell’aria già quando ad inizio luglio il Ministro grillino intendeva mettere in dubbio la fusione “lanciata” da Gentiloni tra Anas e appunto Ferrovie dello Stato: «Ora la barra si sposta sui treni regionali e sui pendolari in termini di sicurezza e di qualità dei loro spostamenti. E in tutto questo la “cura del ferro” ha un ruolo fondamentale», conclude Toninelli su Facebook dopo la decisione presa in coabitazione col Ministro Tria e, immaginiamo, col Premier Conte (anche se entrambi non hanno ancora commentato nulla sull’accaduto). In questo modo il Governo Lega-M5s dice addio, in maniera “brutale” all’ad Renato Mazzoncini (direttore generale per il triennio 2018-2020) che era stato rinnovato appena a gennaio scorso. Sciolto l’intero consiglio di amministrazione, dalla Presidente Gioia Grezzi fino agli altri membri Giovanni Azzone, Simonetta Giordani, Federico Lovadina, Francesca Moraci e Wanda Ternau.

ADDIO FUSIONE FS-ANAS?

«Con questa direttiva i chiede di provvedere alla convocazione d’urgenza dell’assemblea dei soci per il rinnovo dell’organo di amministrazione ovvero di assicurare i presupposti per lo svolgimento di un’assemblea in forma totalitaria da tenersi entro il 31 luglio prossimo», si legge per come comunicato dall’Ansa poche ore fa. Nello specifico, Tria e Toninelli hanno usufruito della legge Frattini che da diversi anni permette ad un nuovo Governo di revocare i vertici di società controllare entro i 6 mesi dalla prima fiducia in Parlamento, questo solo se l’incarico affidato a quegli stessi vertici siano stati dati entro i sei mesi dalla scadenza naturale della legislatura, come ricorda Il Foglio. Sul fronte fusione Anas-Fs, Toninelli aggiunge davanti ai cronisti «penso che la decisione sia presa: ci manca ancora qualche dato scientifico, qualche studio dai tecnici, ma non c’è alcun motivo per tenerle insieme». Lapidario il primo commento dell’ad di Anas, Vittorio Armani, «chiediamo al Governo di non distruggere il valore di questa operazione».

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